La crisi dei migranti nell’enclave spagnola peggiora. Dal primo agosto installate barriere galleggianti.
Dopo l’ennesima notte di tensione a Ceuta, dove un migrante è rimasto ferito da una coltellata al costato dopo una lite, arriva la proposta dei paesi europei. Nel frattempo sale il bilancio dei morti in mare davanti alla costa dell’enclave spagnola: con altri 17 corpi recuperati si arriva a 84 annegati.
La lettera dei 22 paesi Ue: si chiede un vertice urgente
22 i firmatari, tra cui l’Italia, la Danimarca e la Germania – assente invece la Francia – della lettera che chiede all’Ue una riunione urgente dei ministri dell’Interno per «una valutazione congiunta e la definizione di una risposta europea coordinata» dopo gli arrivi in massa di migranti nell’enclave spagnola. In particolare, si suggerisce che i ministri «dovrebbero esaminare un rafforzamento del sostegno di Frontex e valutare l’efficacia della cooperazione dell’Unione europea con il Marocco».
Dopo la chiusura di Schengen da parte dell’Italia verso la Spagna, altri paesi si stanno allineando. Nonostante i firmatari chiariscano che al momento «non sono stati registrati movimenti secondari irregolari verso altri Paesi», ribadiscono la «disponibilità ad adottare tutte le misure necessarie, conformemente al diritto dell’Unione e al Codice Frontiere Schengen, per tutelare l’ordine pubblico anche attraverso il rafforzamento o la reintroduzione temporanea dei controlli alle frontiere interne». La situazione è tesa e per molti paesi richiede «unità, determinazione e tempestività».
Von der Leyen: «Il sistema funziona ma va rafforzato»
Tempestivo l’ok della presidente della Commissione Ursula Von der Leyen, che precisa che nessuno fra i migranti arrivati a Ceuta nei giorni scorsi, è riuscito a raggiungere la Spagna continentale e il resto dell’Unione europea, e che la maggior parte di coloro che sono arrivati all’enclave sono tornati in Marocco. Ma la Presidente ha aggiunto come «questo dimostra perché è importante il controllo dei nostri confini europei. È in vigore un sistema forte. Ma deve essere rafforzato ulteriormente”. E ha quindi reso noto di aver «accolto positivamente la richiesta» dei 22 paesi di un incontro per «fare il punto su quello che è accaduto».
Sanchez contro i paesi Ue: «Attacco contrario al diritto europeo»
Nel frattempo, il presidente spagnolo Sanchez è alle prese con la crisi umanitaria. «Lo stop a Schengen dettato da ignoranza o da interessi politici, è un atteggiamento contrario al diritto europeo e umano», attacca da Madrid. Il premier ha inviato una lettera alle istituzioni europee per esprimere «seria preoccupazione riguardo alla recente reazione che alcuni governi europei hanno mostrato» sui fatti avvenuti. «La maggior parte» dei governi «ci ha mostrato sostegno e solidarietà, offrendo assistenza», scrive. «Altri, invece, hanno scelto di attaccare la Spagna e di chiedere l’esclusione temporanea dall’area Schengen. Un simile atteggiamento non solo è contrario al diritto europeo», ma anche «agli interessi a lungo termine dell’Europa e al più elementare buonsenso». Sanchez poi sollecita la convocazione di una riunione urgente dei ministri degli Interni dei Ventisette, per «riaffermare che la sicurezza dei confini esterni è una responsabilità condivisa di tutti gli Stati membri».
Le nuove barriere galleggianti al largo di Ceuta
Il ministero dell’Interno spagnolo poi rende noto che dal primo agosto è iniziata anche l’installazione delle barriere galleggianti di contenimento al largo del molo del Tarajal, a Ceuta, per ostacolare l’accesso di migranti che arrivano a nuoto. Secondo le fonti, l’elemento principale del dispositivo è una barriera pneumatica lunga 500 metri, con un’altezza fuori dall’acqua compresa tra 30 e 70 centimetri e una parte sommersa fino a un metro di profondità. La struttura è integrata da una prima linea di boe ancorate fornita dalla Marina militare spagnola. Tra le due installazioni è stato inoltre predisposto un canale che consentirà alle imbarcazioni della Guardia Civile di garantire continuamente la protezione della barriera.
I numeri: quasi 50mila migranti arrivati
Il ministero dell’Interno riferisce anche lo stop degli ingressi, mentre sono proseguiti i rientri verso il Marocco. Ceuta affronta oggi le conseguenze dell’ondata massiccia di quasi 50.000 persone – stimata in 60.000 migranti dalle autorità locali – delle quali, secondo il governo spagnolo, 48.300 hanno già fatto ritorno oltre frontiera.



























