Danni a Pozzuoli, con l’interruzione del traffico marittimo. 21 i feriti e 250 le famiglie sfollate.
Nella tarda serata di venerdì 31 luglio una scossa di magnitudo 4.7 ha colpito Napoli, la più forte degli ultimi 40 anni. L’epicentro è a 2,6 km di profondità nella zona dei Campi Flegrei, ma è stato avvertito in diversi quartieri del capoluogo, da Pizzofalcone a Fuorigrotta. La terra ha tremato per tutta la notte, con scosse di assestamento, blackout e 21 feriti, di cui due in codice rosso.
Che cos’è il bradisismo e perché è tornato
Si tratta della scossa più forte da quando è ripreso il fenomeno del bradisismo nella zona, un fenomeno vulcanico che consiste nel lento sollevamento o abbassamento del suolo, accompagnato spesso da piccoli terremoti. Nel napoletano ha visto i picchi tra il 1969 e il 1972 e tra il 1982 e il 1984: dal 2005 è in corso una nuova fase di sollevamento costante con frequenti scosse sismiche monitorate dalla Protezione Civile.
L’intervento delle autorità e lo stop ai trasporti
Dopo il primo terremoto, il prefetto di Napoli Michele di Bari ha convocato il Centro coordinamento soccorsi per fare il punto della situazione sull’area flegrea e la città di Napoli, dove la scossa è stata avvertita in maniera netta. Decine le chiamate ai Vigili del Fuoco e molte le famiglie scese in strada.
È stata sospesa la circolazione ferroviaria nel nodo del capoluogo campano, compresa la linea Alta Velocità, per consentire le verifiche tecniche sullo stato dell’infrastruttura. La situazione è tornata regolare nella notte.
Pozzuoli, la zona più colpita
La situazione più critica è a Pozzuoli, dove diverse facciate sono crollate. Virale il video della nuvola di polvere bianca che avvolge le auto su cui sono cadute grosse pietre di tufo staccate dalla facciata di una palazzina. Il sindaco Luigi Manzoni invita a mantenere la calma, mentre chiude il porto per le profonde spaccature sulle corsie di accesso alle banchine. Gli sfollati sono 250 ma il numero è destinato ad aumentare mano mano che le verifiche sugli edifici saranno ultimate. I fabbricati dichiarati inagibili sono già 9, i feriti sono 21, venti quelli soccorsi all’ospedale di Pozzuoli ed uno a Giugliano. Stop anche a tutti i collegamenti marittimi in partenza e in arrivo dallo scalo flegreo, e sospensione di oltre quaranta corse quotidiane tra traghetti e mezzi veloci per le isole, in un fine settimana di esodo estivo.
L’Unità di Crisi della Protezione Civile ha segnalato anche altri danni sul territorio: il crollo parziale di un traliccio dell’alta tensione nella zona di Agnano, fondamentale per la rete elettrica della città. I tecnici di E-Distribuzione hanno provveduto a controalimentare gran parte delle utenze coinvolte attraverso la rete secondaria delle proprie cabine, ma restano criticità localizzate. In particolare, perdite di energia elettrica ancora in corso nei quartieri di Fuorigrotta e Bagnoli.
Il governo segue l’emergenza
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni segue l’evoluzione della situazione e gli sviluppi della riunione dell’Unità di crisi presieduta dal capo della Protezione Civile Ciciliano in collegamento con i sindaci della zona.































