ROMA (ITALPRESS) – L’Agenzia Nazionale Antidoping tedesca (Nada Germania) ha avviato un procedimento, ai sensi del Codice Mondiale Antidoping (Wadc21)-Codice Nazionale Antidoping tedesco (Nadc21) e del regolamento antidoping della Federazione Atletica Tedesca (Dlv), nei confronti del marciatore italiano Alex Schwazer per una possibile violazione delle norme antidoping.
La Nada Germania ha imposto una sospensione temporanea all’atleta. La Nada Germania ha inoltre presentato denuncia alla procura competente ai sensi della legge antidoping. Ai campionati tedeschi di marcia su strada, è stata rilevata la presenza di eritropoietina (o Epo), sia nelle urine che nel sangue del marciatore altoatesino, olimpionico della 50 km a Pechino 2008 e campione europeo della 20 a Barcellona 2010.
L’AZZURRO “SONO INNOCENTE, MA NON MI DIFENDERO’ PIU’”
“Sono innocente, non ho assunto Epo così come non ho assunto altre sostanze vietate. Stavolta, però, non mi difenderò più, perché non ho più la forza e l’energia per farlo”. Così Alex Schwazer in una conferenza stampa a Bolzano. “Se penso agli anni dopo Rio, a tutte le battaglie che abbiamo fatto, con udienze, perizie, memorie, ricorsi e controricorsi, al pensiero di dover affrontare di nuovo un percorso di questo tipo non ce la faccio più – aggiunge l’altoatesino classe 1984, olimpionico della 50 km a Pechino 2008 e campione europeo della 20 a Barcellona 2010 -. Oramai ho 41 anni, una mia vita, una bellissima famiglia e un lavoro che non ha a che fare con il mio sport. Non voglio rovinare tutto questo per rimettermi di nuovo in una battaglia che può sfinirmi completamente a livello psicologico. A livello difensivo non faremo più nulla, possono fare quello che vogliono, tanto lo fanno comunque”.
“L’unica cosa che chiederemo – svela Schwazer, sospeso in via cautelare dalla Nada Germania – sono le controanalisi, a patto che venga analizzato anche un residuo di urina del controllo stesso che abbiamo portato a casa. Se questo viene rifiutato, rinuncio anche alla controanalisi, perché non ho nessuna fiducia nel sistema, posso farne anche a meno”, conclude Schwazer.
DONATI “AVEVO IMPLORATO ALEX DI NON TORNARE”
“Posso esprimere sorpresa e amarezza. Ho allenato Alex fino al 2016 e sono sempre rimasto in buoni rapporti con lui. L’ho implorato di non tornare alle gare, perché temevo gli succedesse qualcosa di brutto. Ho un terzo campione di urina della sua gara in Germania, spero che nell’ottica della ricerca della verità lo si voglia esaminare”. Così Sandro Donati, ex allenatore di Alex Schwazer, nel corso della conferenza stampa.
AVVOCATO SCHWAZER “TERZA PROVETTA DIMOSTRA LA SUA INNOCENZA”
“Abbiamo chiesto una terza provetta di urina e di sangue perché non ci fidiamo. Sul verbale è stato scritto che è stata rifiutata. Il professor Donati si è fatto dare una terza provetta di urina e questo è a verbale. La sua innocenza è in questa provetta, anche se non ha voglia di combattere legalmente abbiamo già firmato per le controanalisi delle prove A e B, a condizione che venga analizzata la provetta C che dimostra la sua innocenza”. Così ne suo intervento Gerhard Brandstatter, avvocato di Alex Schwazer.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).






























