22 Maggio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

22 Mag, 2026

Garlasco, pronte le consulenze Sempio. Al vaglio interrogatorio

Consulenze Sempio in dirittura d’arrivo, il deposito la prossima settimana. Ipotesi interrogatorio al vaglio dei legali dell’indagato


Sono pronte e verranno depositate all’inizio della prossima settimana le sei consulenze della difesa di Andrea Sempio, accusato dell’omicidio di Chiara Poggi nell’inchiesta che la Procura di Pavia ha chiuso il 7 maggio. Come riferito dall’avvocato Liborio Cataliotti, uno dei difensori del 38enne, le relazioni relative agli accertamenti di parte saranno depositate entro i termini di 20 giorni dalla notifica dell’avviso di conclusione dell’indagine.

Le relazioni saranno corredate da una memoria dei difensori che punta a smontare il capo di imputazione. Al vaglio l’eventuale istanza di interrogatorio: il loro assistito si dichiara estraneo. Tra le consulenze, oltre a quella personologica, c’ anche quella medico-leqale sulle cause e i tempi del decesso, e quella antropometrica. Per verificare se le impronte possono collimare con quelle lasciate dalle scarpe dell’assassino.

Il duello su uso software per l’impronta 33

E sempre a proposito delle consulenze difensive di Andrea Sempio, nella dialettica tra i consulenti dattiloscopici di parte c’e’ un capitolo in cui gli esperti dell’indagato e quelli della Procura battagliano sul software ‘Lapics PrintQuest’.

I primi, Luciano Garofano e Luigi Bisogno, sostengono che i secondi, Gianpaolo Iuliano e Nicola Caprioli, lo avrebbero usato “per l’esame dell’impronta numero 33. E dunque per l’identificazione automatica dei 15 punti caratteristici attributi alla mano destra di Andrea Sempio”. Si tratta di uno degli elementi ritenuti cruciali dalla Procura di Pavia nella ricostruzione del crimine. Questo per la sua posizione sul vano delle scale poco sopra dove venne trovato il corpo di Chiara Poggi. Secondo i tecnici dell’accusa, sarebbe di Andrea Sempio. Per la difesa e la parte civile ci sarebbero molti dubbi sul tema, tanto da avere sollecitato invano un incidente probatorio per discuterne.

Compatibilità con la mano di Sempio

Per Bisogno e Garofano i consulenti della Procura lo avrebbero usato senza pero’ esplicitarlo “nella relazione scritta ne’ nelle pagine che descrivono come si e’ pervenuti alla compatibilita’ tra l’impronta 33 e la palmare destra di Andrea Sempio. Cio’ sarebbe ulteriormente avvalorato dalla mancanza dell’esatta identificazione, descrizione e documentazione fotografica dei singoli 15 punti caratteristici asseritamente individuati dai consulenti della Procura la cui presenza si riduce esclusivamente a numeri e micro-segnali di colore verde che non sono assolutamente idonei per una oggettiva identificazione delle minuzie”.

Ma nell’elaborato dattiloscopico degli incaricati dai magistrati dell’accusa, Caprioli e Iuliano ribattono: “Rispetto alla colorazione dei punti utilizzati per indicare le minuzie rilevate sull’impronta “33”, che Bisogno-Garofano definiscono ‘ tipici indicatori utilizzati dal software (Lapics PrintQuest,ndr) per marcare i punti corrispondenti, abbiamo deciso di adottare il colore ‘verde’ in quanto complementare al rosso, che risulta il tono dominante dell’immagine dell’impronta ’33’, al fine di garantire il massimo contrasto facilitandone la percezione”. Il sistema, tagliano corto i consulenti dei pm, “usa il colore verde per ricostruire lo scheletro dell’impronta papillare e non e’ stato utilizzato alcun software per l’analisi della 33”.

LEGGI: Il padre di Sempio sull’alibi: «La mattina dell’omicidio era con me»

Pm ad Amazon: diteci cosa acquistò Sempio

Sul versante consulenze Sempio, nel cercare di tratteggiare la personalità dell’indagato e “acquisire elementi utili alle indagini”, i pm di Pavia firmarono nell’estate dello scorso anno un ‘ordine di esibizione’ rivolto ad Amazon per conoscere gli acquisti effettuati “dalla creazione dell’account da parte dell’indagato”.

Il provvedimento era arrivato dopo una prima richiesta del febbraio 2025 a cui Amazon non aveva dato seguito: “Dopo numerosi contatti e solleciti, in data 11.07.2025 pervenivano solo degli esiti parziali di quanto richiesto – lamentavano gli inquirenti -. Nello specifico la società, al fine di tutelare la privacy dei suoi clienti, ritiene i dati richiesti particolarmente sensibili in quanto attinenti la sfera personale dell’individuo e per questo non ha fornito i titoli dei libri acquistati, bensì solamente i l genere letterario e i dati di pagamento e spedizione, esprimendo la necessità di un ordine di esibizione per rispondere in modo completo alla richiesta”.

Ad Amazon, nel dettaglio, era stati chiesti “tutti gli indirizzi di consegna salvati o utilizzati; tutti i metodi di pagamento registrati; tutti gli acquisti effettuati dalla creazione dell’account completi di oggetto comprato, indirizzo di consegna e metodo di pagamento utilizzato; musica, libri e film consultati sui relativi account Prime”.

LEGGI I pm: «Appunti ignoti nella richiesta di archiviazione su Sempio»

Legale Stasi: “Infangato da Cappa”

“Dopo la notizia della riapertura delle nuove indagini su Garlasco, oggi per me è il giorno più bello nell’ultimo anno e mezzo. Il giorno in cui finalmente si potrà chiarire qualcosa, che poi ognuno interpreterà come vuole, i fatti parlano”. Lo ha detto Antonio De Rensis, avvocato di Alberto Stasi, intervistato da Milo Infante ieri sera a Ore 14 Sera. (In foto i legali di Alberto Stasi, Antonio De Rensis e Giada Bocellari)


Il merito: la denuncia per istigazione a delinquere nelle forme della diffamazione e della calunnia presentata da Stefania Cappa alla Procura di Milano.

“Dopo la notizia della riapertura delle nuove indagini su Garlasco, oggi per me è il giorno più bello nell’ultimo anno e mezzo. Il giorno in cui finalmente si potrà chiarire qualcosa, che poi ognuno interpreterà come vuole, i fatti parlano”. Lo ha detto Antonio De Rensis, avvocato di Alberto Stasi, intervistato da Milo Infante ieri sera a Ore 14 Sera. Il merito: la denuncia per istigazione a delinquere nelle forme della diffamazione e della calunnia presentata da Stefania Cappa alla Procura di Milano.

“L’ipotesi di reato è una cosa che sul pianeta Terra non riusciamo a capire, avrei parlato forse in una conferenza stampa. Ho sempre messo davanti l’indagine e il doveroso ricordo di Chiara Poggi”, ha ricordato De Rensis. Raccontando che, quando assunse la difesa di Stasi nel luglio 2022, ricevette il materiale dell’indagine e i cd con le intercettazioni dal procuratore aggiunto Venditti su mandato del procuratore capo Napoleone. E che poche ore dopo nel suo studio fu chiamato da Stefania Cappa. Questa gli propose alcuni “prestigiosissimi convegni al Coni” al quale avrebbe dovuto partecipato come relatore.

La telefonata dopo le intercettazioni

La telefonata fu presa da una collega di De Rensis e non ebbe seguito. Ma De Rensis ha aggiunto di averne subito parlato con il procuratore Napoleone. “Se avessi voluto speculare su questo fatto l’avrei veicolato prima. Ma nel momento in cui vengo aggredito con un atto ignobile, sono libero di attribuire a quella telefonata qualunque significato”, ha detto De Rensis.

“Dal momento che la signora Cappa ha deciso di portarmi in una procura della Repubblica adesso diventa una questione tra me e lei. E ce la vedremo nelle sedi opportune. Dimostrerò alla signora Cappa che in Italia c’è ancora qualcuno che non ha paura di nessun nome e tantomeno di nessun cognome. Sono un uomo libero che oggi si sente vergognosamente infangato. Non ho mai parlato con un testimone, mai incontrato un testimone, mai interloquito con l’ex maresciallo Marchetto. Vedermi coinvolto in questo presunto complotto dove ci sarebbe stata istigazione alla diffamazione mi ferisce e come tutte le persone oneste ferite adesso combatto”.

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