Il gup di Milano dispone il rinvio a giudizio per l’ex senatore e la moglie Miranda Ratti. Parte delle donazioni è prescritta, il caso era stato trasferito da Firenze. La difesa: “Dimostreremo l’assenza di responsabilità”
IlSono stati mandati a processo a Milano l’ex senatore di Forza Italia Marcello Dell’Utri e la moglie Miranda Ratti per la vicenda delle presunte donazioni di circa 42 milioni di euro, versate in otto bonifici e ricevute da Silvio Berlusconi.
La decisione è stata presa oggi dalla gup Giulia Marozzi.
Il sequestro milionario
I magistrati della Dda, il pm Pasquale Addesso e il procuratore Marcello Viola, titolari dell’inchiesta, ritengono che sia stato aggirato l’obbligo previsto dalla normativa sulle misure di prevenzione antimafia. Su questa base avevano chiesto e ottenuto dal gip Emanuele Mancini la conferma del sequestro di 10 milioni e 840 mila euro, eseguito nel marzo 2024 a Firenze.
La difesa: “Dimostreremo l’assenza di responsabilità”
“Confidiamo di dimostrare l’assenza di responsabilità dei nostri assistiti anche nel presente procedimento”, affermano gli avvocati Francesco Centonze e Filippo Dinacci, insieme a Tullio Padovani e Lodovica Beduschi, difensori rispettivamente di Dell’Utri e Ratti. I legali sottolineano inoltre che, a seguito della prescrizione su una parte degli otto bonifici, la somma contestata si è ridotta a 10 milioni e 840 mila euro, cifra attualmente sotto sequestro.
“Con riferimento al rinvio a giudizio – si legge in una nota – si rileva che la medesima vicenda è già stata esaminata, negli stessi termini, da sei diverse autorità giudiziarie, tra cui per due volte la Cassazione, che hanno escluso la realizzazione di trasferimenti fraudolenti di somme di denaro da parte della signora Ratti e del dottor Dell’Utri”.
Quando inizia il processo
La prima udienza è fissata per il 9 luglio davanti alla seconda sezione penale del Tribunale di Milano. Su una parte delle donazioni è già intervenuta la prescrizione. Nel marzo 2025 il procedimento era stato trasferito da Firenze a Milano per competenza territoriale, dopo un’eccezione sollevata dai difensori Francesco Centonze e Filippo Dinacci.
Le accuse a Dell’Utri
Dell’Utri risponde di violazione della legge Rognoni-La Torre: secondo l’accusa non avrebbe comunicato variazioni patrimoniali superiori a 42 milioni di euro ricevute tra il 2014 e il 2024, in violazione degli obblighi previsti dopo la condanna definitiva, già scontata, per concorso esterno in associazione mafiosa. Per la moglie è invece ipotizzata l’intestazione fittizia di beni.
Il quadro dei pm
Secondo i pm di Firenze, le somme donate dal fondatore di Forza Italia all’ex manager di Publitalia sarebbero state destinate a garantirgli impunità rispetto al presunto coinvolgimento nelle stragi del 1993. Tuttavia l’esclusione dell’aggravante mafiosa, già decisa dal gup fiorentino, ha modificato il quadro accusatorio, separandolo dal filone sulle stragi e portando al trasferimento del procedimento a Milano, città di residenza dell’ex senatore.


















