La Svizzera insiste nel chiedere il pagamento delle fatture per i ricoveri delle vittime del rogo di Capodanno a Crans Montana. A maggio nuovi interrogatori, anche per i Moretti
La Svizzera tira dritto sulle fatture per i feriti di Crans Montana. Davanti alle telecamere di Rsi, la tv della Svizzera italiana, Doris Bianchi, direttrice dell’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (Ufas), si dice dispiaciuta «per le fatture mandate per sbaglio alle famiglie italiane, ma gli accordi europei vanno rispettati». «Mi attendo che il ministero della Salute italiano paghi le spese dei ragazzi ricoverati in Svizzera – ha detto nel corso di un dibattito con il nostro ambasciatore a Berna, Gian Lorenzo Cornado – e che l’Italia mandi le spese di ricovero dei pazienti svizzeri da voi». «Se questi sono gli accordi, allora l’Italia rinuncia ad avvalersene», ha replicato Cornado.
Il biasimo delle famiglie delle vittime
L’eco della polemica è arrivata naturalmente anche alle famiglie delle vittime della tragedia di Crans Montana. “Questa vicenda dei rimborsi mette un’immensa tristezza”, ha detto in un’intervista a Il Corriere della Sera, Umberto Marcucci, il padre di Manfredi, il 16enne romano ustionato nel rogo de “Le Constellation”. “Abbiamo ancora ragazzi ricoverati in ospedale dove purtroppo dovranno rimanere a lungo”. “Invece di parlare di loro, siamo costretti a disquisire sui soldi con la Svizzera. La trovo una cosa veramente inopportuna”, conclude Marcucci.
Le indagini
Intanto le indagini proseguono. “I nuovi interrogatori sono fissati a maggio, anche per i Moretti. Abbiamo visto le dichiarazioni del sindaco che sta scaricando le responsabilità ma sta alzando il tiro, chiamando in causa il Cantone. Questo da un punto di vista nostro è importante, anche in vista dei risarcimenti”, ha affermato l’avvocato Alessandro Vaccaro, legale della famiglia di Emanuele Galeppini, il giovanissimo campione di golf genovese morto nella strage di Crans Montana la notte di Capodanno “Noi andiamo avanti”, ha affermato


















