Il presidente Mattarella all’Altare della Patria per la celebrazione della Liberazione. La premier Meloni ricorda “la fine dell’occupazione nazista e la sconfitta dall’oppressione fascista”. Tensioni al corteo di Roma
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha reso omaggio, all’Altare della Patria, al milite ignoto e a tutti i caduti per la liberazione, deponendo una corona d’alloro, in occasione della celebrazione del 25 aprile. Il Capo dello Stato era accompagnato dalla premier Giorgia Meloni e dai presidenti delle Camere Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, il ministro della Difesa, Guido Crosetto, i vertici dell’Esercito e i rappresentanti delle associazioni combattentistiche. Presenti, tra gli altri, anche il presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso e il sindaco di Roma Roberto Gualtieri. La cerimonia ha dato il via alle celebrazioni per l’81° anniversario della Liberazione che si svolgono in tutto il Paese.
Terminata la cerimonia, il capo dello Stato, è partito per San Severino Marche, città scelta quest’anno per la commemorazione ufficiale, cui nel 2022 proprio Mattarella conferì la medaglia d’oro al merito civile per il contributo alla lotta partigiana e per l’accoglienza offerta a centinaia di sfollati durante la guerra. “Lo scrittore statunitense, William Faulkner, premio Nobel per la letteratura nel 1949, ammoniva, nel suo ‘Requiem per una monaca’ che il passato non è mai morto, non è neanche passato’. Ciò che è accaduto non svanisce ma vive nelle conseguenze che ha prodotto. Il passato ha plasmato il presente. Ecco perché per la Repubblica vale l’impegno che esorta: ora e sempre Resistenza!”, ha affermato il presidente.
Le parole di Giorgia Meloni
“Il popolo italiano ricorda uno dei momenti decisivi della propria storia: la fine dell’occupazione nazista e la sconfitta dell’oppressione fascista, che aveva negato agli italiani libertà e democrazia – ha scritto sui social la presidente del Consiglio -. Oggi celebriamo i valori scolpiti nella Costituzione repubblicana, che hanno permesso all’Italia di diventare quello che è e che le viene riconosciuto da tutti: una Nazione forte e autorevole, protagonista sullo scenario europeo e internazionale”.
“Ci ritroviamo nelle parole del Presidente della Repubblica e rinnoviamo il nostro impegno affinché il 25 aprile sia ?un momento di riflessione collettiva e di coesione nazionale’. È un auspicio che facciamo nostro, perché è dalla concordia e dal rispetto per l’altro che la Nazione può trarre rinnovato vigore – ha proseguito – Oggi, in un’epoca scossa da guerre e minacce sempre più insidiose ai sistemi democratici, torniamo a ribadire che l’amore per la libertà è l’unico vero antidoto contro ogni forma di totalitarismo e autoritarismo. In Europa e nel mondo”.
Schlein: “Il fascismo non è un’opinione, è un crimine”
Da Sant’Anna di Stazzema la leader del Pd, Elly Schlein, ha affermato che “se la nostra Costituzione sancisce la libertà di manifestazione dl pensiero e di opinione dobbiamo dire che il fascismo non è un’opinione, è un crimine, è un reato”. “Voglio ringraziare i 32 parlamentari che hanno letto la costituzione per impedire una conferenza dei neofascisti – ha aggiunto – Le organizzazioni neofasciste devono essere sciolte, questo dice la nostra costituzione. Il 25 aprile è un giorno di festa, di memoria, impegno, porteremo avanti l’impegno della proposta legge nata proprio a Stazzema contro la propaganda nazista e fascista”.
Da Roma a Palermo, tensioni e contestazioni
Celebrazioni in tutto il Paese. E non mancano momenti di tensione, come al corteo di Roma, quando alcuni manifestanti con bandiere ucraine sono stati cacciati e spinti al grido “Via i fascisti dal corteo”. Le bandiere sono state strappate e c’e’ stato un acceso diverbio tra alcuni manifestanti con la polizia intervenuta per separarli. “Siete dei nazisti” l’accusa di alcuni partecipanti al corteo ufficiale, mentre i pro Ucraina si allontanano cantando “Bella Ciao”.
A Palermo un gruppo di manifestanti ha contestato al sindaco Roberto Lagalla per aver incontrato nei giorni scorsi l’ambasciatore israeliano in Italia, Jonathan Peled. “Fuori Lagalla e i sionisti dal 25 aprile”, “Lagalla dimettiti”, alcuni dei cori di contestazione. A Bologna un gruppo di attivisti pro Palestina ha contestato il sindaco Matteo Lepore, nel corso del suo intervento in piazza del Nettuno. Al grido di ‘Palestina Libera’ un gruppo di una cinquantina di persone è entrato in piazza con bandiere della Palestina, cartelli e kefiah. Contestato anche il governo di Israele.


















