24 Aprile 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

24 Apr, 2026

Neonati sepolti, Chiara Petrolini condannata a 24 anni e tre mesi

Lettura della sentenza per Chiara Petrolini

Chiara Petrolini è stata condannata per due omicidi. La Corte d’assise di Parma ha deciso dopo poco più di tre ore di camera di consiglio



Uno sguardo imperturbabile durante la lettura della sentenza, poi il pianto insieme ai genitori. Il sipario si è chiuso su questa scena. Epilogo di una delle vicende più penose e di rara controversia che abbiano investito la cronaca nera italiana negli ultimi anni.

La Corte di Assise di Parma ha ritenuto colpevole Chiara Petrolini dell’omicidio di uno dei dei due neonati partoriti in segreto e sepolti nel giardino di casa tra il 12 maggio 2023 e il 7 agosto 2024. L’ha condannata a 24 anni e tre mesi di reclusione a fronte dei 26 chiesti dal pm.

Petrolini è stata assolta per l’omicidio del primo neonato. Non è stato possibile accertare la causa del decesso del bambino, mentre per entrambi i neonati è stato riconosciuta colpevole di soppressione di cadavere.

Il risarcimento e la posizione dell’ex fidanzato

È stato disposto, infine, il risarcimento dei danni nei confronti dell’ex fidanzato e padre dei bambini, Samuel Granelli, e dei suoi genitori. Lui, come ricostruito dagli inquirenti, ha scoperto entrambi gli infanticidi solo quando, un anno dopo il secondo parto segreto, non è stato ritrovato, il corpicino di uno dei due neonati. “La sentenza non allevia il dolore del mio assistito”, ha detto l’avvocato di Granelli, Monica Moschioni.

“Avrebbe voluto vedere riconosciuto il suo diritto di padre, il suo diritto di esserci nella vita di questi bambini – ha aggiunto –. Nessuna sentenza gli restituirà tutto questo”. Granelli ha lasciato il palazzo di giustizia in totale silenzio.

Il commento della Procura

Il procuratore di Parma, Alfonso D’Avino, ha ammesso che la vicenda ha toccato l’ufficio giudiziario anche sul piano umano. “È una vicenda molto triste. Abbiamo due bambini morti: un dramma familiare che non trova molti riscontri nella vita ordinaria”, e ha lasciato intendere che la Procura ricorrerà in appello contro l’assoluzione relativa al primo neonato. “Avevamo ritenuto provata la responsabilità anche per tale omicidio. Valuteremo se impugnare”.

La linea della difesa

La stessa strada che anche la difesa di Petrolini intende percorrere, tornando sulla tesi della patologia per ottenere la riqualificazione del reato in omicidio colposo. Durante il dibattimento, l’avvocato Nicola Tria ha sostenuto che le ricerche sul web trovate sul pc della ragazza relative all’induzione del parto e alla gestione di gravidanze in segreto non sono la prova di intenti omicidi. Secondo l’avvocato, “Le ricerche non riguardano un progetto, una preordinazione”, ha ribadito Tria, aggiungendo anche che la Petrolini “ha sempre detto che il bambino era voluto”. Secondo il teorema difensivo, dunque, “mancava la consapevolezza rispetto al meccanismo lesivo”. All’avvocato Tria l’assoluzione per il primo neonato, dunque, non basta. “La pena – ha dichiarato – avrebbe potuto e dovuto essere più mite”.

Chiara Petrolini è rientrata nella villa di famiglia, a Vignale di Traversetolo. La casa teatro dei fatti e dove resterà ai domiciliari fino all’ultimo grado di giudizio e in assenza di ulteriori sviluppi.

Le indagini e la scoperta dei corpi

La vicenda che è approdata alla sentenza di primo grado è venuta alla luce nell’agosto 2024. Quando il corpicino di un neonato è stato ritrovato nel giardino della villa della famiglia Petrolini, a Vignale di Traversetolo, provincia di Parma.

Le indagini, che si sono avvalse di accertamenti tecnici sul terreno ed esami del Dna, hanno ricostruito la vicenda quando anche il cadavere di un secondo bambino, nato e morto oltre un anno prima, è stato trovato seppellito nello stesso terreno. La ragazza era rimasta incinta per due volte. In entrambi i casi, aveva nascosto a tutti la gravidanza e aveva partorito in segretezza per poi seppellire i neonati in giardino. Nessuno, inclusi i genitori e il fidanzato, si è mai accorto di nulla.

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