19 Aprile 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

19 Apr, 2026

Trump torna ad attaccare l’Iran: “Violano la tregua, accordo in fretta o distruggerò ponti e centrali elettriche”

La tregua in Medio Oriente vacilla dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è tornato a minacciare l’Iran, promettendo una disastrosa ripresa delle ostilità che Teheran non dovesse acconsentire alle richieste di Washington. L’attacco del tycoon rischia ora di far precipitare la situazione proprio mentre i negoziati di pace sembrano essersi arenati.

Il messaggio e la minaccia

“L’Iran ha deciso di aprire il fuoco ieri nello Stretto di Hormuz — Una Violazione Totale del nostro Accordo di Cessate il Fuoco! Molti colpi erano diretti a una Nave Francese, e a un Mercantile del Regno Unito. Non è stato carino, vero? I miei Rappresentanti stanno andando a Islamabad, in Pakistan — Saranno lì domani sera, per i Negoziati.

L’Iran ha recentemente annunciato che avrebbero richiuso lo Stretto, il che è strano, perché il nostro BLOCCO lo ha già chiuso. Ci stanno aiutando senza saperlo, e sono loro a rimetterci con il passaggio chiuso, 500 Milioni di Dollari al giorno! Gli Stati Uniti non perdono nulla. Infatti, molte Navi sono dirette, proprio in questo momento, negli U.S.A., in Texas, Louisiana, e Alaska, a fare carico, con i complimenti dell’IRGC, che vuole sempre fare “il duro”!

Stiamo offrendo un ACCORDO molto equo e ragionevole, e spero che lo accettino perché, se non lo fanno, gli Stati Uniti metteranno fuori uso ogni singola Centrale Elettrica, e ogni singolo Ponte, in Iran. BASTA CON MR NICE GUY! Verranno giù in fretta, verranno giù facilmente e, se non accettano l’ACCORDO, sarà mio Onore fare ciò che deve essere fatto, che avrebbe dovuto essere fatto all’Iran, da altri Presidenti, per gli ultimi 47 anni. È ORA CHE LA MACCHINA DELLA MORTE IRANIANA FINISCA! Presidente DONALD J. TRUMP”.

Lo stretto conteso e la controversia del suo blocco

Questo il messaggio consegnato ai social dal tycoon, furioso per la chiusura dello stretto di Hormuz annunciata ieri dalle Guardie della rivoluzione islamica iraniane (Irgc), i famigerati Pasdaran. Venerdì scorso era stato lo stesso Trump ad annunciare trionfalmente di aver raggiunto un’intesa con l’Iran che avrebbe immediatamente sbloccato la via d’acqua contesa, chiusa dagli iraniani dopo l’attacco americano dello scorso 28 febbraio contro Teheran.

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi aveva confermato l’accordo, come conseguenza del raggiunto cessate il fuoco anche in Libano tra Israele ed Hezbollah, ma i Pasdaran – considerati i principali falchi in Iran – aveva precisato che il passaggio sarebbe avvenuto alle loro condizioni (pagamento di un pedaggio e attraversamento controllato secondo rotte pre-autorizzate dalle autorità marittime iraniane, divieto per le navi americane o israeliane fino al sussistere dello stato di guerra con Teheran).

L’Iran aveva inoltre precisato di ritenere come precondizione per la riapertura la rimozione del blocco navale contro i porti persiani istituito nei giorni scorsi dalla marina statunitense. Trump tuttavia aveva escluso la fine dell’operazione di interdizione marittima, fatto che sabato ha spinto la marina iraniana a chiudere nuovamente lo stretto di Hormuz. Durante l’operazione navi iraniane hanno aperto il fuoco a scopo intimidatorio contro almeno tre navi mercantili che, nella confusione, avevano ignorato gli avvisi via radio di stop.

Vance diserta i negoziati di pace

Le minacce di Trump rischiano ora di far precipitare la situazione. Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, da molti considerato il vero uomo forte a Teheran, ha insistito affinché gli Stati Uniti riconoscano le linee rosse iraniane per poter raggiungere un accordo: controllo iraniano su Hormuz, pagamento dei danni di guerra, sblocco dei fondi iraniani congelati all’estero per via delle sanzioni statunitensi, istituzione di garanzie internazionali contro nuove aggressioni.

A testimonianza del rapido deteriorarsi delle trattative, Trump ha annunciato che i colloqui tra i due Paesi dovrebbero riprendere martedì a Islamabad, in Pakistan, ma che il vicepresidente J.D. Vance – espressamente richiesto da Teheran come interlocutore per via delle sue opinioni contrarie alla guerra in Medio Oriente – non vi parteciperà. Al suo posto, guideranno la delegazione americana l’inviato speciale Steve Witkoff e il genero di Trump, Jared Kushner, ambedue ritenuti inaffidabili dagli interlocutori iraniani.

La minaccia di Trump di colpire ponti e impianti elettrici ha suscitato nuovamente vive critiche per quello che potrebbe configurarsi come un crimine di guerra e che rischia di rappresentare un ulteriore passo verso l’escalation. L’Iran ha messo in guardia che se le sue infrastrutture civili saranno colpite risponderà allo stesso modo, distruggendo i siti energetici dei vicini Paesi del Golfo e chiudendo anche il Mar Rosso al traffico navale internazionale.

Una voce delle notizie: da oggi sempre con te!

Accedi a contenuti esclusivi

Potrebbe interessarti

Le rubriche

Mimì

Sport

Primo piano

Nessun risultato

La pagina richiesta non è stata trovata. Affina la tua ricerca, o utilizza la barra di navigazione qui sopra per trovare il post.

EDICOLA