18 Marzo 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

18 Mar, 2026

Iran, Israele attacca il ministro dell’intelligence a Beirut. Raid Usa vicino Hormuz

Attacco a Beirut

Israele colpisce a Beirut il ministro dell’intelligence iraniano mentre gli Stati Uniti attaccano postazioni vicino allo Stretto di Hormuz. Teheran risponde con missili su Tel Aviv: morti e feriti, cresce il rischio di un’escalation globale


Guerra Iran, nuova escalation nella notte tra il 17 e il 18 marzo. L’Idf rivendica un attacco mirato contro il ministro dell’intelligence iraniano a Beirut, mentre gli Stati Uniti colpiscono postazioni lungo la costa di Teheran vicino allo Stretto di Hormuz. Missili iraniani raggiungono Tel Aviv, causando vittime. E il Libano paga un prezzo altissimo con decine di morti nei raid israeliani. Teheran avverte: le conseguenze saranno globali.

LA GUERRA GIORNO PER GIORNO

Attacco al ministro, Beirut sotto le bombe

Secondo i media israeliani, nella notte è stato preso di mira Ismail Khatib, ministro dell’intelligence iraniano, insieme a un comandante della milizia Imam Hussein. Nel frattempo Beirut continua a essere bombardata. Il bilancio si aggrava di ora in ora: almeno 12 morti e oltre 40 feriti nei raid che hanno colpito quartieri densamente popolati. L’Idf sostiene di aver colpito strutture legate a Hezbollah, tra cui il sistema finanziario dell’organizzazione.

Il fronte libanese diventa sempre più centrale, con attacchi coordinati tra aviazione e forze navali.

Raid Usa a Hormuz: rischio globale

Gli Stati Uniti hanno colpito siti missilistici iraniani lungo la costa, in prossimità dello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il petrolio mondiale. Washington ha dichiarato che le postazioni rappresentavano una minaccia per la navigazione internazionale. Nonostante il conflitto, circa 90 navi hanno continuato a transitare nello stretto, segnale della tensione crescente sui mercati energetici.

Teheran ha reagito duramente: “Le conseguenze di questa guerra colpiranno tutto il mondo”, ha dichiarato il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, parlando di un’escalation destinata a superare i confini regionali.

Missili su Tel Aviv e vendetta iraniana

La risposta iraniana non si è fatta attendere. Missili e bombe a grappolo hanno colpito l’area di Tel Aviv, causando almeno due morti nel sobborgo di Ramat Gan. L’attacco è stato rivendicato come vendetta per l’uccisione di Ali Larijani, figura chiave della sicurezza iraniana.

Il capo dell’esercito iraniano ha promesso ulteriori ritorsioni contro Israele, mentre i Pasdaran parlano apertamente di escalation militare.

Attacchi a Baghdad e tensione regionale

La guerra Iran Israele si allarga anche all’Iraq. Nella notte un drone ha colpito l’ambasciata americana a Baghdad, senza che siano ancora chiari i danni. Si tratta dell’ennesimo attacco contro interessi statunitensi nella regione.

Parallelamente, la Turchia annuncia il rafforzamento della difesa aerea con un nuovo sistema Patriot nel sud del Paese, dopo l’intercettazione di missili iraniani diretti verso il suo spazio aereo.

Funerali a Teheran e repressione interna

A Teheran si preparano i funerali di Ali Larijani e del comandante Soleimani, uccisi nei raid israeliani. Le cerimonie diventano un momento politico e simbolico per il regime. La loro eliminazione segna un punto di svolta. Il primo era uno degli uomini più influenti del sistema iraniano e interlocutore possibile con gli Stati Uniti, il secondo guidava la milizia Basij, strumento chiave per reprimere il dissenso interno.

Nel frattempo le autorità iraniane hanno annunciato l’arresto di 75 persone tra dissidenti e oppositori, accusati di collaborare con gruppi ostili. Un segnale di crescente tensione interna mentre il conflitto si intensifica.

Si dimette il capo antiterrorismo Usa

Le tensioni interne negli Stati Uniti crescono. Joe Kent, alto funzionario dell’antiterrorismo, si dimette denunciando che l’Iran non rappresentava una minaccia imminente. Una crepa significativa nella gestione della guerra Iran Israele. La guerra Iran Israele apre una frattura tra Washington e gli alleati. Donald Trump attacca la Nato e valuta persino l’invio di truppe sul terreno. Intanto emergono dubbi sugli obiettivi reali del conflitto e sulla durata dell’impegno americano.

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