Il leader del Carroccio: «Italia e Ue seguano l’esempio degli Usa». Tajani: «Servono per spingere Mosca al cessate il fuoco in Ucraina»
Governo diviso sul via libera all’acquisto del petrolio russo, con i due vicepremier, Matteo Salvini e Antonio Tajani, schierati su fronti opposti. «Gli Stati Uniti hanno allentato le sanzioni a Mosca. Ritengo che l’Italia e l’Europa debbano prendere in considerazione la stessa scelta pragmatica», ha rilanciato il segretario della Lega, spiegando: «Non si tratta di essere pro-Putin. Non volere gli atleti russi alle paralimpiadi o gli artisti russi alla biennale di Venezia non significa difendere l’Ucraina, significa essere sciocchi. Quindi Trump secondo me ha fatto bene».
Tutt’altra la linea del , aggiunge. Opposta la linea del leader di Fi Tajani: «Mantenere le sanzioni contro la Russia? Assolutamente sì – ha affermato – L’Italia è stata tra i Paesi promotori per spingere Mosca al cessate il fuoco. Anche lì vogliamo che la guerra finisca il prima possibile».
Orban all’attacco di Bruxelles e Kiev
Dall’opposizione, Piero De Luca, deputato del Partito democratico e capogruppo in commissione Politiche europee, ha chiesto alla premier Giorgia Meloni chiarezza sulla posizione del governo italiano. Tensioni anche in Europa, con il premier ungherese Viktor all’attacco di Bruxelles e Kiev: «La Ue non può superare la crisi senza il petrolio russo. È ora di respingere il ricatto ucraino: Zelensky non darà ordini qui».


















