6 Marzo 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

6 Mar, 2026

Iran, strage scuola di Minab durante raid Usa: l’analisi del New York Times

I funerali delle piccole vittime dell'attacco alla scuola

La scuola elementare di Minab colpita il 28 febbraio sarebbe stata centrata durante un raid Usa contro una base navale dei Pasdaran. Lo riferisce il New York Times che ha verificato video satellitari. Nell’attacco sarebbero morte almeno 175 persone, tra bambine e insegnanti


Il bombardamento che il 28 febbraio ha colpito la scuola elementare nella città iraniana di Minab, nel sud del Paese, provocando centinaia di morti, tra i quali molti bambini, potrebbe essere avvenuto durante un attacco militare contro una base navale iraniana vicina.

Lo ricostruisce un’analisi del New York Times, basata su immagini satellitari, video verificati e post pubblicati sui social media nelle ore immediatamente successive all’esplosione.

Secondo le autorità iraniane e i media statali, nell’attacco alla scuola Shajarah Tayyebeh sarebbero morte almeno 175 persone, tra bambine e insegnanti. Si tratta dell’episodio più grave di vittime civili dall’inizio degli attacchi contro l’Iran.

L’attacco vicino alla base dei Pasdaran

L’inchiesta del quotidiano americano indica che la scuola è stata colpita nello stesso momento in cui venivano bombardate strutture della Guardia rivoluzionaria iraniana (Pasdaran) in una base navale situata accanto all’edificio scolastico.

Immagini satellitari diffuse dopo l’attacco mostrano che diversi edifici della base sono stati colpiti con raid di precisione, insieme alla scuola. Quattro edifici militari risultano completamente distrutti, mentre altri due presentano punti di impatto centrali sui tetti, compatibili con munizioni guidate.

Minab si trova a oltre 900 chilometri da Teheran, ma è situata vicino allo Stretto di Hormuz, una delle rotte energetiche più strategiche del mondo.

Le immagini e i video verificati

Il New York Times ha analizzato numerosi video girati da testimoni pochi minuti dopo le esplosioni. In alcune immagini si vedono colonne di fumo che si alzano contemporaneamente dalla base militare e dalla scuola.

Altri filmati mostrano soccorritori e residenti che scavano tra le macerie alla ricerca di sopravvissuti, mentre si sentono le urla dei familiari delle vittime.

Le prime segnalazioni dell’attacco sono apparse sui social media intorno alle 11.30 ora locale, quando nella scuola erano presenti studenti e insegnanti.

Nessuna rivendicazione ufficiale

Finora nessuna delle parti coinvolte nel conflitto ha rivendicato l’attacco. La Casa Bianca ha dichiarato di non avere informazioni che confermino un bombardamento americano contro la scuola. La portavoce Karoline Leavitt ha detto che il Dipartimento della Difesa sta indagando sull’accaduto.

Anche Israele ha preso le distanze. Un portavoce militare israeliano ha affermato di non essere a conoscenza di operazioni israeliane in quell’area nel momento dell’attacco.

L’ipotesi dell’errore di identificazione

Secondo alcuni analisti militari citati dal New York Times, l’ipotesi più probabile è quella di un errore di identificazione del bersaglio. Wes Bryant, ex analista della sicurezza nazionale dell’aeronautica statunitense, ha osservato che i colpi sembrano essere stati lanciati con estrema precisione contro strutture della base navale.

In questo scenario la scuola potrebbe essere stata colpita perché considerata parte del complesso militare o perché basata su informazioni obsolete, dato che anni fa l’edificio era collegato alla base.

Il nodo del diritto internazionale

Se fosse confermato che la bomba è stata lanciata dagli Stati Uniti, resterebbe da stabilire se si sia trattato di un errore operativo o di un attacco basato su informazioni sbagliate. Janina Dill, esperta di diritto dei conflitti armati all’Università di Oxford, ha ricordato che il diritto internazionale impone agli eserciti di verificare con attenzione lo status degli obiettivi militari per evitare vittime civili.

Una mancata verifica, ha spiegato, potrebbe configurare una violazione delle leggi di guerra.

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