5 Marzo 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

5 Mar, 2026

Guerra Iran, disinformazione e video con l’IA. Cade la frase “in realtà”

Video creati dall'IA

Nella guerra tra Iran, Israele e Stati Uniti si combatte anche una battaglia dell’informazione. Tra propaganda, video generati con l’IA, immagini manipolate e filmati di videogiochi scambiati per combattimenti reali, la disinformazione corre più veloce delle verifiche


La propaganda sulla guerra in Iran si distorce sui social e sulla televisione di Stato di Teheran, dove il conflitto viene raccontato con toni trionfalistici nonostante le pesanti perdite inflitte dai raid di Stati Uniti e Israele. Non c’è una verità, c’è la verità manipolata, e diventa la stessa cosa. Anche Trump continua a descrivere la guerra come un suo trionfo. La sua forza è il ruolo, la forza dei social, anche.

Accanto alla guerra combattuta sul terreno si sta sviluppando una vera e propria guerra dell’informazione, fatta di immagini manipolate, video generati con l’intelligenza artificiale e narrazioni in loop.

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La narrazione di Teheran tra forza e resistenza

Sulle reti ufficiali iraniane e attraverso una rete di account social collegati o vicini al governo, il Paese cerca di presentarsi come forte e capace di rispondere agli attacchi. Nella versione diffusa dai media statali, i missili iraniani hanno devastato Tel Aviv e altre città israeliane, mentre attacchi contro basi americane hanno causato centinaia di vittime.

Secondo fonti occidentali e osservatori indipendenti, la controffensiva iraniana ha provocato danni molto più limitati rispetto a quanto raccontato dalla propaganda ufficiale. Tra le vittime della guerra c’è la frase “in realtà”.

«Stanno inondando lo spazio informativo con contenuti che proiettano forza e distorcono ciò che accade realmente», spiega Moustafa Ayad dell’Institute for Strategic Dialogue, un centro di ricerca londinese che studia la disinformazione.

La guerra dell’informazione IA

La propaganda è sempre stata parte delle guerre, ma oggi i social network e l’intelligenza artificiale ampliano enormemente la portata delle campagne di influenza. Russia e Iran hanno fatto di queste strategie un elemento centrale delle proprie operazioni comunicative. Nel conflitto attuale, i contenuti generati con l’IA permettono di produrre rapidamente video e immagini credibili e soprattutto difficili da verificare in tempo reale.

Uno dei bersagli dei bombardamenti israeliani è stato proprio il centro dell’Islamic Republic of Iran Broadcasting, l’emittente statale che gestisce tv e radio del regime.

Internet oscurato in Iran

Con l’accesso a internet limitato all’interno del Paese, la strategia comunicativa iraniana punta soprattutto a influenzare l’opinione pubblica internazionale, sia tra gli alleati sia tra i rivali. I messaggi ufficiali, diffusi in persiano, arabo e inglese, enfatizzano il successo della risposta militare di Teheran. Un alto funzionario ha parlato di un’«operazione vasta e di successo» che ha lasciato «tutti gli esperti militari sbalorditi».

Fake news e immagini manipolate

Secondo la società di analisi digitale Alethea, alcuni media legati allo Stato iraniano hanno diffuso affermazioni non verificate o mezze verità. Un esempio riguarda la notizia secondo cui l’esercito iraniano avrebbe distrutto completamente una base radar americana in Qatar.

La notizia è stata rilanciata dal Tehran Times e accompagnata da un’immagine manipolata diffusa dall’agenzia Tasnim.

In un altro caso, la stessa agenzia ha sostenuto che le forze iraniane avrebbero abbattuto un caccia statunitense vicino al Kuwait. Il Pentagono ha invece parlato di fuoco amico da parte della difesa aerea kuwaitiana.

Il ruolo degli account coordinati sui social

Molte delle informazioni più virali sono state diffuse da account coordinati o riconvertiti per operazioni di influenza. Alcuni di questi profili, in passato dedicati a contenuti di intrattenimento, sembrano essere stati acquistati o trasformati per amplificare messaggi politici.

Una delle affermazioni più diffuse sosteneva che 560 militari americani fossero stati uccisi o feriti, cifra molto superiore alle sei vittime confermate dal Pentagono. La notizia è stata ripresa dall’agenzia russa Tass e poi rilanciata da numerosi canali sui social.

Video generati con l’IA e immagini fuori contesto

Diversi video circolati online mostrano edifici in fiamme dopo presunti attacchi iraniani in Bahrain o in Arabia Saudita. In molti casi si tratta di contenuti generati con l’intelligenza artificiale oppure di filmati reali ma provenienti da eventi completamente diversi. Un video che mostrava una grande esplosione attribuita a un attacco iraniano contro un sito nucleare israeliano era “in realtà” un incendio in un deposito di munizioni in Ucraina nel 2017.

Un altro filmato che mostrava un edificio della Cia in fiamme a Dubai risaliva invece “in realtà” a un incendio in una torre residenziale del 2015.

Anche Google amplifica informazioni false

La disinformazione non riguarda solo i social. Secondo NewsGuard, anche lo strumento AI Overviews di Google, che fornisce riassunti automatici nelle ricerche, ha diffuso in alcuni casi informazioni fuorvianti sulla guerra.

La piattaforma ha individuato almeno quattro episodi in cui i riepiloghi generati dall’intelligenza artificiale hanno presentato come autentiche immagini false o fuori contesto.

Solo sulla piattaforma X, foto e video manipolati legati al conflitto hanno già raccolto oltre 21,9 milioni di visualizzazioni.

Una guerra che si combatte online

Secondo gli analisti, l’obiettivo della propaganda è duplice: mostrare forza all’interno del Paese e convincere il pubblico internazionale che l’Iran sia in grado di resistere agli attacchi.

«Vogliono trasmettere il messaggio che non si tratta di uno scenario facile in cui basta bombardare e il regime cade», spiega l’analista Omid Memarian.

«Stanno dicendo che questa guerra sarà lunga, sanguinosa e costosa».

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