21 Aprile 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

5 Mar, 2026

Iran, Crosetto e Tajani: «Massimo livello di protezione, può succedere di tutto»

I ministri della Difesa e degli Esteri, Guido Crosetto e Antonio Tajani

Crosetto e Tajani riferiscono alla Camera sulla crisi Iran Italia. Difese rafforzate, evacuazioni in corso e possibile supporto ai Paesi del Golfo sotto attacco


La crisi Iran Italia entra nel dibattito parlamentare con le comunicazioni dei ministri della Difesa e degli Esteri. Davanti alla Camera, Guido Crosetto e Antonio Tajani hanno illustrato la situazione della sicurezza nella regione e le misure adottate dal governo per proteggere i cittadini italiani e rafforzare la difesa.

Crosetto ha ricordato che prima dello scoppio del conflitto nell’area mediorientale erano presenti 2.576 italiani nelle zone più direttamente coinvolte. Nei giorni successivi all’escalation militare sono state adottate ulteriori misure di sicurezza e riposizionamento del personale.

Il riposizionamento dei militari italiani

Il ministro della Difesa ha spiegato che in Kuwait è in corso il trasferimento di 239 militari verso l’Arabia Saudita, mentre nel Paese resteranno 82 dei 321 inizialmente presenti. In Qatar sette dei dieci militari italiani stanno raggiungendo l’Arabia Saudita, mentre in Bahrein è stato avviato il ritiro del personale.

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Situazione sotto osservazione anche in Libano, dove il governo sta monitorando attentamente gli sviluppi ed è pronto ad intervenire con mezzi navali in caso di necessità, soprattutto per eventuali operazioni di evacuazione dei civili.

Difese rafforzate e sistemi anti drone

Crosetto ha spiegato che l’Italia sta rivalutando la propria presenza militare nella regione e rispondendo alle richieste di aiuto provenienti da Paesi alleati in difficoltà.

Il piano prevede il dispiegamento di un dispositivo multidominio in Medio Oriente, con sistemi di difesa aerea anti drone e antimissilistica. Insieme a Spagna e Francia l’Italia contribuirà inoltre a rafforzare la sicurezza di Cipro.

Alla luce dell’intercettazione di un missile iraniano in Turchia e delle tensioni crescenti nella regione, il ministro ha annunciato di aver dato mandato al capo di Stato maggiore della Difesa di innalzare al massimo il livello di protezione della difesa aerea e antibalistica nazionale, in coordinamento con Nato e alleati.

«Di fronte a una reazione sconsiderata – ha detto Crosetto – possiamo aspettarci di tutto».

Basi Usa in Italia, decisione condivisa con il Parlamento

Il ministro ha chiarito che non è ancora arrivata alcuna richiesta ufficiale dagli Stati Uniti per l’utilizzo delle basi militari presenti sul territorio italiano nell’ambito delle operazioni contro l’Iran.

«Se dovessero emergere richieste di questo tipo – ha spiegato – verrebbero condivise con il Parlamento».

Crosetto ha ribadito che l’Italia non è in guerra, ma sta cercando di gestire e mitigare le conseguenze del conflitto insieme ai partner internazionali. Secondo le valutazioni dei governi alleati, la crisi potrebbe durare diverse settimane.

Centomila italiani coinvolti nelle aree della crisi

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha sottolineato che circa 100mila italiani sono coinvolti direttamente o indirettamente nelle aree interessate dalla crisi.

La sicurezza dei connazionali resta la priorità assoluta. La task force del ministero degli Esteri ha già gestito oltre 14mila telefonate e migliaia di email, mentre circa 10mila italiani hanno ricevuto assistenza per lasciare le zone a rischio.

Tra le misure adottate figurano voli charter speciali organizzati in collaborazione con il ministero della Difesa. Proprio nella mattinata di oggi due voli militari provenienti da Dubai e Abu Dhabi sono atterrati a Ciampino con 200 italiani considerati particolarmente vulnerabili.

Altri voli di evacuazione sono già programmati dai Paesi del Golfo con la collaborazione delle compagnie Ita e Neos. Dalle Maldive è partito un volo con circa 320 italiani, tra cui 60 persone fragili.

Presidi negli aeroporti e assistenza ai connazionali

Il ministero degli Esteri ha inoltre istituito presidi di assistenza nei principali aeroporti e valichi di frontiera della regione, con squadre di ambasciate e consolati pronte ad assistere i connazionali nelle fasi più delicate del viaggio.

«Siamo l’unico Paese ad aver adottato una misura simile», ha spiegato Tajani.

Il supporto riguarda anche italiani rimasti bloccati in altre parti del mondo a causa delle conseguenze della crisi sul traffico aereo globale, come i turisti provenienti dalle Maldive che avrebbero dovuto transitare da Dubai.

L’obiettivo resta la de-escalation

Il ministro degli Esteri ha ribadito che la priorità della diplomazia italiana resta la de-escalation del conflitto.

«Vogliamo evitare un allargamento della guerra – ha detto – mantenendo aperti i canali di dialogo con l’Iran, ma senza arretrare su un punto fondamentale: Teheran non può dotarsi di armi nucleari né sviluppare sistemi missilistici che rappresentino una minaccia per Israele, per la regione e per l’Europa».

Tajani ha aggiunto che alcuni partner strategici del Golfo hanno formalmente chiesto il sostegno dell’Italia per rafforzare le proprie difese aeree dopo gli attacchi iraniani con missili e droni.

Il peso economico della regione per l’Italia

Il ministro ha ricordato anche l’importanza economica dell’area per l’Italia. Nel Mar Rosso, tra il canale di Suez e il Golfo, transita circa il 40 per cento del commercio marittimo italiano.

Per questo Roma è impegnata nelle missioni navali europee Aspides e Atalanta, rafforzate per garantire la sicurezza delle rotte commerciali e proteggere gli interessi economici italiani.

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