10 Maggio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

9 Mag, 2026

Internazionali Roma, Sinner domina: delusione Paolini, Bellucci e Cobolli avanti

Agli Internazionali di Roma Sinner domina e aggancia Federer nei Mille, Paolini esce tra le lacrime contro Mertens. Bellucci firma l’impresa, Cobolli rompe il tabù e conquista il Foro Italico


«Il tennis ti può dare molto e ti leva altrettanto. È il bello e il brutto di questo sport. Non bisogna abbattersi e saper sempre ricominciare». Ha ragione da vendere Jasmine Paolini a un passo dalle lacrime mentre racconta la sua sconfitta contro la n.21 del mondo, la belga Mertens, che non ha fatto nulla di particolare se non aver giocato i punti importanti credendoci un po’ di più di Jasmine.

La campionessa in carica degli Internazionali esce al terzo turno ed è una forte delusione per una giocatrice che sta cercando da qualche mese di ritrovare il sorriso che poi è sempre stato il suo colpo vincente. Dà e leva questo sport. Ne sa qualcosa la numero 1 del mondo Aryna Sabalenka a sorpresa eliminata ieri in tre set dalla rumena Sorana Cirstea, n.29 del mondo, e sulla via del ritiro.

S’è voluta regalare un colpo di teatro e ne ha fatto le spese la tigre bielorussa che ha ceduto al terzo set (2-6/6-3/7-5). Solo che la ripartenza di Sabalenka è un pronti-via, quello di ieri è solo un incidente di percorso, mentre quella di Paolini potrebbe essere più complicata.

Bellucci avanti con talento, Cobolli strega la “sua” Roma

Il tennis che dà e quello che leva, generoso e traditore, che difficilmente regala e pretende sempre fatica, freddezza e lucidità mentale. Il tennis ha dato molto ieri a Mattia Bellucci, 24 anni di Gallarate, n.80 del ranking, che ha battuto in rimonta (5-7/6-2/6-3) l’argentino Etchverry (n.26) in una partita perfetta che, perso il primo per un break di distrazione, ha saputo riprendere con autorevolezza e lucidità – appunto – infilando servizi e risposte perentori.

Bellucci è un talento con un ricco perentorio di colpi e variazioni che negli ultimi mesi sembra aver imparato a sprecare meno. Rischiando quando serve, frenando quando è il momento. Si chiama misura. Etcheverry, tra l’altro, è il giocatore che quest’anno ha vinto più partite ed era testa di serie nel tabellone. Per Bellucci è il miglior risultato in carriera a Roma e al terzo turno se le vedrà con il lucky loser Martin Landaluce. Un’occasione preziosa per l’azzurro di poter approdare agli ottavi di finale.

LEGGI Tennis, a Roma Sinner vuole spodestare Re Panatta

Il tennis ha dato ciò che merita a Flavio Cobolli, il n.12 del mondo che ha battuto in due set non scontati (7-6/63) il francese Atmane. Giocava in casa, a Roma, nel suo torneo, quello dove sognava di competere e di vincere quando era ragazzino. Il Foro Italico era un tabù per Flavio. Aveva vinto una volta sola, tre anni fa, quando era ancora un talento in crescita. L’anno scorso doveva essere quello della consacrazione ma l’emozione gli giocò un pessimo scherzo perché perse, bloccato nelle gambe dall’emozione, il derby contro Nardi.

Cobolli supera il tabù del Foro Italico

«È chiaro che oggi ho pensato a quella sconfitta – ha detto nel post match – non è mai facile per noi giocare qua, il pubblico ci ama, noi anche e vorremmo sempre dare il massimo. Ma nell’ultimo anno per me sono cambiare molte cose e oggi ho pensato solo a giocare punto su punto questa partita». Nonostante all’Olimpico, 50 metri in linea d’aria dal secondo centrale del site del Foro Italico, fosse in corso Lazio-Inter. E proprio sul tie break del primo set fossero partiti gli inni della Lazio. Che per lui romanista nel sangue e nelle ossa sono stati una beffa insidiosa. Poi è stato signore, «no nessun fastidio, certo che ho sentito l’inno, ma ho pensato che fosse giusto e bello per chi era all’Olimpico» ha poi lasciato correre con eleganza.

Ma tutto lo stadio ha visto Cobolli andare a servire per un delicato tie break e sospendere la preparazione per ritrovare la concentrazione. Il tennis è fatto anche di queste insidie. Il test con Atmane era importante sotto tanti punti di vista, emotivi e agonistici. Il prossimo turno avrà Tirante che ha battuto Norrie. In serata è arrivata un’altra ottima notizia per il tennis italiano: Andrea Pellegrino, al suo esordio nel main draw di un Atp Mille, ha passato il turno per il ritiro del francese Arthur Fils.

Sinner “si allena” contro Ofner

Poi c’è chi sembra fare del tennis, della racchetta, delle palline, delle righe in campo, quello che vuole. Ad esempio Jannik Sinner. Ottima la prima per lui al Foro Italico: la partita contro l’austriaco Ofner (n.82) è una faccenda di poco più di un’ora. Due set perentori (6-3/6-4), quasi un allenamento dove l’azzurro ha provato, con successo, graziose smorzate, variazioni di ritmo e ha incanto con i suoi dritti e rovesci esplosivi eppure tirati con la leggerezza di un soffio. Come fosse la cosa più semplice del mondo.

Dalla finale di Madrid, domenica scorsa (dove le condizioni di campo e di gioco, per via dell’altitudine, sono molto diverse), Sinner non ha toccato racchetta per tre giorni. Giovedì un primo test sul campo. Venerdì l’allenamento con Cobolli. I cultori del fenomeno Sinner hanno contato, quel giorno, settanta scambi di grande potenza con una sola palla. Roma, come condizioni, è assolutamente propedeutica allo slam di Parigi. Un test, quindi, importante in vista del Roland Garros. Soprattutto per Sinner. L’anno scorso rientrò proprio a Roma dopo la squalifica di tre mesi per la faccenda Clostebol, quest’anno sta macinando record e frantumando tabù.

«In un anno possono succedere tante cose, nel bene e nel male, normale pensare e fare paragoni» ha ammesso il numero 1 del mondo. L’anno scorso, anche se già numero 1, aveva tanto da dimostrare, agli altri e a sé stesso. Missione compiuta. Oggi, un anno dopo, ci sono altri traguardi. «Migliorare» è il suo mantra. La sua etica professionale. «Son contento per come ho giocato stasera, i primi turni sono sempre difficili, il mio obiettivo è andare più lontano possibile: Di sicuro già dalla prossima partita dovrò alzare il livello».

Il prossimo match, lunedì, sarà contro il vincitore tra il ceco Jacub Mensik (l’ultimo giocatore che ha battuto Sinner a Doha a febbraio) e Popyrin.  «Per noi italiani questo è sempre uno dei tornei più importanti dell’anno. Lo scorso è stato un anno incredibile, anche questo a suo modo lo è, la cosa già importante per me è essere felice in campo e grazie al pubblico qui è sempre più facile».

L’importanza di coltivare i dubbi

A proposito di record, Sinner con la partita di ieri ha uguagliato Federer nel numero di match vinti consecutivamente nei tornei Mille (29), è a due match dal record assoluto di Djokovic (31). Eppure, anche questa macchina da guerra coltiva i dubbi. Aveva incontrato Ofner una volta sola nel 2019 quando il giovanissimo Jannik comincio a bucare lo star system del tennis con l’aura del predestinato. Sei anni fa, oggi, un’eternità.

Sinner alla fine del match contro Ofner

«Era l’anno in cui vinsi le Next gen – ricordava ieri sera dopo il match – e anche quello del mio esordio qui a Roma quando ha battuto Johnson al primo turno». Non può dire se si aspettava di arrivare fin qui. «Di sicuro ho lavorato tanto, ho costruito ogni vittoria allenandomi duramente prima e ogni volta prima di entrare in campo ho tanti piccoli dubbi pur nella consapevolezza di sapere fare certe cose». Il tennis dà, leva, non regala. Poi c’è chi come Sinner lo modella, lo addomestica e ne fa un’opera d’arte.  

Una voce delle notizie: da oggi sempre con te!

Accedi a contenuti esclusivi

Potrebbe interessarti

Le rubriche

Mimì

Sport

Primo piano

Nessun risultato

La pagina richiesta non è stata trovata. Affina la tua ricerca, o utilizza la barra di navigazione qui sopra per trovare il post.

EDICOLA