A Roma Jannik Sinner punta a vincere, dove l’ultimo italiano a vincere fu la leggenda Adriano Panatta nel ’76, l’ultimo Re di Roma del tennis
Lui dice che «i numeri non contano, neppure le classifiche, perché si scende in campo e ogni volta, in ogni partita, si ricomincia da zero». È esattamente questo il motivo per cui il tennis è definito lo “sport del diavolo”, nulla è mai scontato, ogni singolo dettaglio può fare la differenza. Inoltre il tennis è anche uno sport e un ambiente molto scaramantico. Quindi guai a parlare di record. Ancora meno di tabù da sfatare. Se accade, intorno a voi in quel momento sarà la fiera degli scongiuri e di gesti più o meno apotropaici, dalle corna agli occhi al cielo e dintorni. Eppure questa 83esima edizione degli Internazionali Bnl d’Italia offre sul piatto al numero 1 del mondo entrambe le pietanze: i record e i tabù.
Il re di Roma dopo Panatta
Se i primi sono freddi, i tabù possono smuovere sangue e viscere visto che si tratta di detronizzare l’unico re di Roma contemporaneo sebbene cinquanta anni dopo. Un nome un brivido per chi negli anni Settanta praticava il tennis grazie a quel ragazzo con ciuffo, bello, impertinente, dolcemente arrogante e romano fino al midollo: Adriano Panatta. Se i Beatles erano stati qualche anno prima la rivoluzione nella musica, Adriano aveva tolto il tennis dalla teca dell’élite per darlo in pasto al popolo. Una rivoluzione indimenticabile.
La ricorrenza gira per il Foro Italico su t-shirts, cappellini, cartelli tutto rigorosamente fai-da-te: «Jannik, ricevi lo scettro da Adriano», «Adriano incorona un altro Re, tu sarai sempre l’Imperatore» e via di questo passo. Si aggirano signori e signore che ormai sono sui sessanta, che ne avevano una decina quel 30 maggio del 1976 quando Panatta riuscì a battere Vilas al tiebreak del quarto set dopo aver perso il primo nettamente 6-2. Sognano, questi ex decenni, di poter essere qui domenica 17 maggio, giorno della finale, per gridare ancora una volta “Aaa-dria-noooo” sul Centrale e subito emozionarsi per il nuovo Re Jannik Sinner.
Panatta maestro di cerimonie
Il presidente della Fitp Angelo Binaghi ha infatti invitato Panatta ad essere il maestro di cerimonie della finalissima. Per incrociare i destini e sfidare la superstizione. Per omaggiare un Campione e consacrarne un altro. Poi ci sono i record. Jannik Sinner arriva a Roma da numero 1 con oltre 14 mila punti, un tetto che nessuno prima aveva sfondato a metà del mese di maggio. Cosa diventata possibile perché pur avendo perso più di mille punti all’inizio dell’anno perdendo il titolo australiano ed essendo uscito nei quarti a Doha (tornei entrambi vinti da Alcaraz), il ragazzo della Val Pusteria poi ha vinto tutto quello che ha giocato.
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Ovvero quattro tornei Mille di fila, Indian Wells e Miami negli Stati Uniti, Montecarlo e Madrid in Europa. Poiché Sinner aveva vinto anche l’ultimo Mille del 2025 (Parigi indoor), sono cinque Mille di fila. Più di Djokovic che pur avendo vinto in carriera 101 titoli Atp, è riuscito ad alzare la coppa di “soli” quattro Mille consecutivi. Questa storia dei record è faccenda che riguarda un club ristretto: Sinner, Alcaraz, Djokovic e Federer, lo svizzero non può più ritoccare nulla, Nole vediamo, gli altri due hanno una carriera davanti di almeno una decina d’anni.
La rincorsa alla Storia
Se dovesse vincere qui a Roma, per Sinner sarebbe il quinto Mille consecutivo e potrebbe guardare ad un altro record: il serbo ha vinto sei Mille in un anno, Sinner è già a quattro. Balla anche il record delle partite vinte consecutivamente: 28Sinner; 29Federer; 31 Djokovic. Lo stesso Djokovic che ieri, all’esordio a Roma, è stato eliminato al secondo turno dal croato Dino Prizmic, complici i soliti problemi fisici. Se Jannik arriva ai quarti supera anche quel piccolo tetto di cristallo ed entra di diritto nella Storia del tennis. A soli 24 anni.
L’azzurro si è allenato ieri con Cobolli nel solito delirio collettivo che oramai accompagna ogni sua uscita. Sono arrivati il babbo, la mamma e ieri anche la fidanzata. Giocherà stasera contro l’austriaco Ofner e quando lascerà il campo saluterà l’ingresso della sua ex fidanzata Anna Kalinskaya. Coincidenze.


















