31 Luglio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

31 Lug, 2026

Morto Franco Baresi, addio al «Kaiser Franz» del Milan

Si è spento nella notte tra il 30 e il 31 luglio all’età di 66 anni. Da un anno combatteva contro una nodulazione polmonare


«La nostra storia è in lacrime». Così il Milan annuncia su X la morte di Franco Baresi a 66 anni. Per tutti «Kaiser Franz», in onore di Franz Beckenbauer, la bandiera del club meneghino e della Nazionale italiana da un anno lottava contro una nodulazione polmonare. Calciatore, allenatore e quadro dirigenziale, Baresi è considerato uno dei difensori più forti della storia del calcio, alla 33esima posizione nella classifica stilata dall’IFFHS. 

La carriera al Milan

Sin da giovanissimo si distingue come uno dei maggiori talenti del calcio italiano. Era un libero capace di congiurare senso della posizione, tecnica e scatto. All’età di 12 anni sostiene il provino con l’Inter ma viene scartato perché considerato troppo gracile, «piscinin» come veniva apostrofato. Italo Galbiati lo spinge a provare col Milan, squadra a cui sarà indissolubilmente legato per tutta la carriera. «Milanista del secolo», per il club rossonero gioca venti stagioni dal ’77 al ’97, di cui quindici da capitano, diventando il campione con più presenze assolute dopo Paolo Maldini. Assieme ai compagni Tassotti, Maldini e Costacurta ha costruito una delle linee difensive più forti. Vince sei scudetti, tre Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali, due Supercoppe Uefa e quattro italiane, e permette al Milan di stabilire il record di partite consecutive vinte. 

L’esordio e gli anni in Nazionale

Baresi passa presto in Nazionale. A 20 anni viene convocato dall’allora CT Enzo Bearzot per il campionato d’Europa 1980, e nel 1982 partecipa ai campionati del mondo come riserva di Gaeatano Scirea. L’esordio in campo lo stesso anno giocando Italia-Romania a Firenze, ma liti e incomprensioni con il CT lo spinsero nel 1984 ad allontanarsi. Ritorna quattro anni dopo sotto la direzione di Azeglio Vicini, e gioca i campionati europei del 1988 e Italia ’90. Con l’arrivo di Sacchi, già suo mentore al Milan, Baresi partecipa i Mondiali del ’94, dimostrando la sua stoffa da campione indiscusso e resiliente. Infortunatosi al menisco durante la partita con la Norvegia, riesce a recuperare in 25 giorni, partecipando alla finale contro il Brasile. Le lacrime di Baresi e Baggio segnano la memoria della partita: la sconfitta dell’Italia è ai rigori, mancati dal primo per i crampi alla gamba. Nel ’94 gioca la sua ultima partita in Nazionale all’età di 34 anni.

Campione mondiale

Nel 2004 viene inserito da Pelé nella Fifa 100, la lista dei 125 migliori calciatori viventi, è stato candidato sette volte al Pallone d’oro arrivando secondo nel ’98 dietro il compagno di squadra van Basten. Conclusa la carriera da calciatore, resta nell’orbita del Milan come quadro dirigenziale del club. 

Il cordoglio del mondo del calcio e della politica

Centinaia i post social che lo ricordano e ne celebrano le gesta, dal Milan stesso che gli dedica un lungo messaggio celebrandolo come «parte integrante e fondamentale del DNA e del cammino di tutto il Club». Anche l’Inter, storica avversaria dei rossoneri, si unisce al cordoglio per una «una delle figure che più hanno definito la storia della rivalità» vivendo «ogni confronto con competizione e rispetto». Il compagno di squadra Maldini lo saluta: «Ciao Franco, oggi provo la stessa sensazione di quando, per un qualsiasi motivo, non potevi scendere in campo al nostro fianco: come faremo senza il nostro Capitano?».

Anche la politica parla, con Matteo Salvini che lo definisce «eroe rossonero», e la premier Giorgia Meloni che lo celebra come«esempio di lealtà, serietà e dedizione. Leggenda e punto di riferimento».

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