Spin Time, lo storico locale occupato di Roma, abitato da 130 famiglie, è stato danneggiato da un principio di incendio. Gli attivisti hanno convocato un presidio permanente davanti all’ingresso.
Lo Spin Time Labs, l’edificio occupato in via di Santa Croce in Gerusalemme, ha preso fuoco nella notte di mercoledì 29 luglio. Il principio di incendio, secondo i residenti divampato da un locale tecnico affacciato sul cortile interno, è stato domato senza alcune conseguenze critiche.
A salvare lo stabile e le circa 130 famiglie che lo abitano secondo gli attivisti sono stati «l’efficienza dell’autogestione e della comunità», che ha garantito sicurezza: «I residenti hanno reagito con tempestività ed estrema lucidità: l’edificio è stato evacuato autonomamente e in piena sicurezza nel giro di pochi minuti, consentendo ai Vigili del Fuoco di accedere senza ostacoli ed effettuare le verifiche di rito».
Gli eventi
Nella mattina di giovedì 30 luglio fonti della Polizia riportano che lo stabile sia inagibile per danni interni alla struttura. Ma gli attivisti non ci stanno: in una giornata da bollino rosso a Roma, centinaia di persone non possono rientrare. «Al momento non si registrano danni alle persone né all’edificio. Nonostante questo, gli abitanti sono ancora in strada e non è loro consentito rientrare nelle proprie case, se non uno alla volta e scortati dalle forze dell’ordine, esclusivamente per recuperare medicinali e beni di prima necessità», fa sapere il comitato che gestisce l’edificio. Nel comunicato di parla anche di porte forzate e stanze messe a soqquadro.
Gli attivisti sono in presidio permanente davanti all’edificio nonostante le temperature record, per chiedere di essere riammessi all’interno dell’edificio occupato, e hanno lanciato un appello a chiunque voglia sostenere Spin Time Labs convocando alle 17 del 30 luglio un’assemblea pubblica cittadina anti-sgombero. «Abbiamo bisogno subito della solidarietà di tutti. Venite e fate circolare questo appello: più persone saremo, più riusciremo a sostenere chi in questo momento è ancora fuori casa. Ci sono bambini che hanno bisogno di riposare, donne e persone anziane con gravi patologie che necessitano di assistenza e di poter rientrare al più presto in condizioni di sicurezza». La Protezione Civile è davanti all’ingresso per offrire soccorso agli occupanti fornendo beni di prima necessità. La speranza è che «questa emergenza non diventi l’ennesima forzatura: perché l’ingiustizia non possa travestirsi da legalità».

Lo scontro politico
Le reazioni non hanno tardato ad arrivare: da anni la realtà di Spin Time è oggetto di discussioni accese, dal 2019 quando ci fu il distacco di corrente, risolto con l’intervento dell’Elemosiniere di Papa Francesco, fino all’agorà dell’anno scorso. Dalla maggioranza interviene Trancassini di Fratelli d’Italia, che accusa la sinistra di nascondersi davanti all’«ennesimo campanello d’allarme» sulla sicurezza delle occupazioni abusive. Per il Movimento Cinque Stelle «le dichiarazioni improvvide degli esponenti nazionali e locali di Fratelli d’Italia, accompagnate da quanto raccontatoci, sembrano preludere a un tentativo di sgombero dello stabile, e si tratterebbe di un fatto inaccettabile», come osserva il deputato Silvestri. Stesso tono anche per Avs con De Cristofaro che riconosce come «sarebbe gravissimo se si usasse la scusa dell’incendio di questa notte, peraltro prontamente risolto, per sgomberare lo Spin Time».
Diversi gli appelli alle istituzioni, in particolare al prefetto di Roma Lamberto Giannini perché «tuteli la salute degli sfollati» come chiede la Lega. Il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca chiede l’intervento diretto di Gualtieri: «Il sindaco e le autorità competenti assumano decisioni chiare, assicurando una sistemazione dignitosa a chi ne ha diritto e ripristinando pienamente la legalità. Fondamentale non consentire il rientro degli occupanti».






























