30 Luglio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

29 Lug, 2026

Tav, restano in carcere i due tedeschi ventenni arrestati

Tav, convalidato il fermo in carcere per i due tedeschi arrestati dopo gli scontri in Val di Susa


Restano in carcere i due ventenni tedeschi arrestati dalla polizia dopo gli scontri avvenuti sabato in Val di Susa, durante la manifestazione del movimento no Tav degenerata in una violenta guerriglia attorno ai cantieri della Torino-Lione. Il giudice per le indagini preliminari di Torino ha convalidato l’arresto in flagranza differita disposto dalla Procura del capoluogo piemontese. Respingendo quindi la versione fornita dai due giovani, secondo i quali la loro presenza in valle era legata esclusivamente alla partecipazione al Festival dell’Alta Felicità. I due sono comparsi davanti al gip martedì.

Le difese

I difensori dei due, Gianluca Vitale e Lorenza Della Pepa, avevano chiesto la revoca della misura cautelare. Sostenendo di che i ventenni non hanno preso parte agli scontri. Una ricostruzione che però non ha convinto il giudice, il quale ha ritenuto sussistenti gli elementi raccolti dagli investigatori attraverso immagini e filmati acquisiti durante e dopo gli assalti ai cantieri. Il provvedimento è stato eseguito con la modalità della flagranza differita. Uno strumento che consente di individuare e arrestare i presunti responsabili di un reato, anche successivamente ai fatti sulla base dell’analisi di materiale video-fotografico.

La Procura

Secondo la Procura, i due avrebbero partecipato alle azioni violente messe in atto durante gli assalti ai cantieri dell’alta velocità. Su questa base, il pm contesta loro i reati di devastazione e saccheggio, lesioni aggravate nei confronti delle forze dell’ordine e resistenza aggravata dall’uso di armi improprie e materiale esplodente. Il tutto in concorso con numerose altre persone. Durante la manifestazione centinaia di persone incappucciate hanno preso d’assalto i cantieri di San Didero. E soprattutto di Chiomonte, utilizzando pietre, bombe carta, molotov e altri oggetti contro gli schieramenti di polizia, carabinieri e guardia di finanza. Il bilancio ufficiale parla di 124 appartenenti alle forze dell’ordine rimasti feriti, mentre la società Telt, incaricata della realizzazione dell’opera, ha quantificato in circa un milione di euro i danni provocati alle strutture e ai mezzi presenti nei cantieri. L’inchiesta della Procura prosegue intanto su più fronti.

I video

Gli agenti della Digos e della squadra mobile stanno analizzando centinaia di ore di immagini registrate dalle telecamere di servizio, dagli impianti di videosorveglianza e dai droni impiegati durante le operazioni di ordine pubblico. L’obiettivo è identificare tutti i partecipanti agli episodi di violenza. Al momento non viene esclusa neppure la possibilità che, nel prosieguo delle indagini, possano essere ipotizzati ulteriori reati associativi. Il governo parla apertamente di terrorismo, non è chiaro se successivamente la Procura riterrà di includere anche questa fattispecie nelle costestazioni. Oltre i due ventenni in carcere, a ogni modo, altri due cittadini tedeschi fermati durante i controlli sono stati destinatari di un provvedimento di allontanamento disposto dalla Prefettura, con il divieto di fare rientro in Italia per i prossimi tre anni.

3.300 identificati

Imponenti sono i numeri dell’attività di controllo predisposta dalla questura. In quattro giorni sono state identificate oltre 3.300 persone. Circa 1.800 sono state controllate e registrate ancora prima della partenza del corteo. Altre 436 identificazioni sono state effettuate nelle ore successive agli scontri, mentre più di mille persone sono state controllate all’uscita dal Festival dell’Alta Felicità, con posti di blocco lungo le principali vie di accesso e uscita dalla valle. La polizia ha inoltre notificato sedici fogli di via, nove Daspo urbani e numerosi altri provvedimenti amministrativi nei confronti di diversi cittadini stranieri. Le modalità dei controlli sono finite però al centro delle proteste del movimento No Tav e non solo. Gli attivisti contestano quella che definiscono una «schedatura di massa» dei partecipanti al festival e parlano di controlli indiscriminati, fotografie e riprese video effettuate su persone che, a loro dire, non avevano preso parte ad alcuna azione violenta.

Il movimento no tav

Dal movimento viene ribadita la distinzione tra il festival e gli episodi di guerriglia, denunciando un clima di forte pressione nei confronti di chi era presente in valle per le iniziative culturali e politiche organizzate nei giorni scorsi.Sul fronte politico unanime la condanna delle violenze. Fdi ha proposto di contestare l’associazione per delinquere, i sindacati di polizia e parte del governo vorrebbero fosse contestato il reato di terrorismo. Intanto il movimento non arretra. «Non lasciamo nessuno da solo di fronte alla vigliaccheria dello Stato. Chi devasta sono gli operai di Telt e la polizia. Con il pensiero rivolto ai due compagni tedeschi nel carcere delle Vallette, diamo inizio alla settimana di lotta nella Piana di Susa» scrive uno dei comitati No Tav con l’annuncio del nuovo «campeggio», in programma da oggi al 2 agosto a Traduerivi.

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