Un morto e sei feriti nel doppio attacco sulla seconda città del Paese. Colpita anche un’infrastruttura energetica nella regione di Poltava. A Kiev, sotto i droni russi, il cancelliere tedesco Merz: «Putin fermi questa guerra»
La Russia intensifica gli attacchi sull’Ucraina come aveva annunciato e torna a colpire contemporaneamente le città e le infrastrutture energetiche.
Nella notte un doppio attacco con missili Banderol ha investito il distretto industriale di Kharkiv. Ci sono almeno un morto e sei feriti. Quasi contemporaneamente un drone russo ha colpito un’infrastruttura energetica nella regione di Poltava, lasciando circa 22mila persone senza elettricità.
L’escalation arriva mentre anche Kiev resta sotto la pressione dei droni russi e proprio nella capitale è arrivato a sorpresa il cancelliere tedesco Friedrich Merz, con un nuovo pacchetto di aiuti militari ed energetici.
I Banderol su Kharkiv
Il sindaco di Kharkiv Ihor Terekhov ha confermato il bilancio del doppio attacco. Un edificio amministrativo e diversi veicoli hanno preso fuoco, mentre almeno dieci edifici residenziali sono stati danneggiati. Le squadre di soccorso stanno ancora cercando eventuali persone rimaste sotto le macerie.
Cos’è il missile Banderol
Il Banderol è un’arma russa relativamente nuova, a metà strada tra un missile da crociera e un drone a reazione. Può volare a bassa quota e seguire una traiettoria più difficile da individuare e intercettare rispetto ai droni tradizionali. La Russia ne ha aumentato l’impiego contro l’Ucraina, mettendo sotto pressione una difesa aerea già impegnata a fronteggiare contemporaneamente droni e missili.
Ventiduemila persone senza elettricità
Nella regione di Poltava un drone russo ha invece centrato un’infrastruttura energetica, provocando un blackout che ha coinvolto circa 22mila persone. Non risultano al momento vittime.
È il secondo attacco contro la rete energetica della regione nel giro di pochi giorni. Due giorni prima un altro drone aveva colpito un impianto nel distretto di Lubny, lasciando circa seimila persone senza corrente.
L’offensiva arriva dopo l’annuncio del ministero della Difesa russo di voler «intensificare» gli attacchi contro le infrastrutture ucraine, presentandoli come risposta alle dichiarazioni del presidente Volodymyr Zelensky sui raid contro le raffinerie russe.
Merz arriva a Kiev sotto i droni
È in questo scenario che Friedrich Merz è arrivato ieri a sorpresa a Kiev. La capitale è ancora bersaglio degli attacchi russi e in mattinata è stato nuovamente colpito il Ponte Nord sul Dnipro.
«L’Ucraina sta affrontando settimane decisive. Sono qui per portarvi un messaggio: potete contare su di noi», ha dichiarato il cancelliere tedesco, rivolgendosi poi direttamente al presidente russo: «Signor Putin, ponga fine a questa guerra priva di senso. Siamo pronti ai colloqui».
Merz ha portato con sé anche nuovi impegni concreti: un miliardo di euro in aiuti militari e 350 milioni per interventi urgenti nel settore energetico. Con lui è arrivata a Kiev anche la ministra dell’Economia Katherina Reiche, per la firma di accordi di partnership nel settore della difesa.
Mosca: «Combatteremo anche per lo 0,01% del Donetsk»
Da Mosca, però, non arrivano segnali di distensione. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha avvertito che la Russia è pronta «a combattere anche per lo 0,01% del territorio del Donetsk» e che chi immagina di poter infliggere un colpo devastante alla Russia «ne pagherà il prezzo».
Zelensky ha replicato accusando il Cremlino di alimentare deliberatamente l’escalation: «Ora i russi stanno attaccando i ponti: pensano davvero che non reagiremo?».
Sul fondo resta uno spiraglio diplomatico. Secondo il presidente ucraino, gli Stati Uniti vogliono promuovere entro la fine di ottobre un nuovo round di colloqui trilaterali a livello tecnico tra Washington, Kiev e Mosca.

































