Nel 2026 circa 72 milioni di tonnellate di rifiuti plastici saranno gestite in modo improprio. L’Italia resiste fino al 5 novembre, ma resta tra i Paesi che producono più rifiuti di plastica
Il mondo ha esaurito oggi, 6 settembre, la propria capacità annuale di gestire in sicurezza i rifiuti di plastica prodotti. È il Plastic Overshoot Day, la data oltre la quale la quantità di rifiuti plastici generata supera quella che i sistemi di raccolta e trattamento riescono a gestire correttamente.
Da questo momento, la plastica che resta fuori dai circuiti adeguati di gestione rischia di accumularsi e disperdersi nell’ambiente.
A ricordarlo è il WWF Italia, che sottolinea come la crisi non possa essere affrontata da un singolo soggetto, ma richieda responsabilità condivise e un’azione collettiva.
72 milioni di tonnellate gestite male
A dare la misura del problema sono le stime di Earth Action riportate dal WWF: nel 2026 il 31,6% della plastica prodotta e consumata nel mondo sarà gestito in modo improprio, per un totale di circa 72 milioni di tonnellate di rifiuti plastici.
Una massa di plastica che rischia di contaminare suolo, fiumi, laghi, mari e atmosfera. Il fenomeno è inoltre fortemente concentrato: dodici Paesi sono responsabili del 60% dei rifiuti plastici gestiti in modo inadeguato a livello globale.
La data migliora, ma i rifiuti aumentano
Un piccolo segnale positivo c’è. Dal 2021 il Plastic Overshoot Day si è progressivamente spostato di alcuni giorni verso la fine dell’anno, indicando un lieve miglioramento nella capacità globale di gestire i rifiuti di plastica.
Il problema è che, nello stesso periodo, è aumentata anche la quantità di plastica prodotta e quindi quella dei rifiuti generati.
Negli ultimi cinque anni i rifiuti plastici gestiti in maniera inadeguata sono aumentati di oltre tre milioni di tonnellate. E senza un’inversione di tendenza il volume della plastica che rischia di finire nell’ambiente potrebbe quasi raddoppiare entro il 2040.
In altre parole, i sistemi di gestione stanno lentamente migliorando, ma non abbastanza da tenere il passo con l’aumento della produzione.
In Italia il limite arriva il 5 novembre
L’Italia si trova in una posizione intermedia nel confronto internazionale. Il Plastic Overshoot Day italiano arriverà infatti il 5 novembre, quasi due mesi dopo quello globale.
Una situazione migliore della media mondiale, ma ancora distante dai risultati ottenuti da alcuni Paesi europei, tra cui Svizzera, Francia e Spagna.
Ogni italiano produce in media circa 61 chili di rifiuti plastici all’anno. Un livello che colloca il nostro Paese, insieme a molti altri Stati europei, nella categoria degli “Overloaders”: i Paesi caratterizzati da una produzione particolarmente elevata di rifiuti di plastica.
Ridurre la plastica prima ancora di riciclarla
Secondo il WWF, migliorare soltanto raccolta e trattamento non è sufficiente. Per diminuire la quantità di plastica che sfugge a una gestione sicura occorre intervenire anche all’origine del problema, riducendo la produzione dei rifiuti.
L’associazione chiede quindi di rafforzare le politiche di prevenzione e riduzione, aumentando contemporaneamente il riutilizzo dei prodotti e il riciclo effettivo dei materiali.
Perché il progressivo slittamento in avanti del Plastic Overshoot Day dimostra che la capacità di gestione può migliorare. Ma finché la produzione di plastica continuerà a crescere più rapidamente, quel progresso rischierà di essere continuamente cancellato.































