3 Settembre 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

3 Set, 2026

Trump, dazi fino al 100% sui droni stranieri: stretta sulla Cina

Secondo il New York Times, l’amministrazione Trump ha imposto tariffe fino al 100% sui droni prodotti all’estero, colpendo soprattutto l’industria cinese. Dazi anche per i prodotti europei


Donald Trump alza un nuovo muro commerciale contro la Cina. Da giovedì l’amministrazione americana ha imposto dazi fino al 100% sui droni prodotti all’estero, proseguendo la strategia con cui Washington punta a ridurre la dipendenza dalla tecnologia cinese e a favorire la produzione nazionale. Lo scrive il New York Times.

La tariffa più pesante, del 100%, riguarda i droni che pesano più di 55 libbre, circa 25 chili, oppure utilizzano sistemi di imaging termico. Per i droni più piccoli il dazio scende invece al 25%.

La misura colpisce soprattutto Pechino: secondo le stime riportate dal quotidiano americano, la sola DJI, società con sede a Shenzhen, produce oltre il 70% dei droni commerciali venduti nel mondo.

Washington: «Questione di sicurezza nazionale»

Trump aveva annunciato i nuovi dazi il mese scorso, dopo che un’indagine del Dipartimento del Commercio aveva definito la dipendenza americana da droni e componenti stranieri una minaccia per la sicurezza nazionale.

L’obiettivo dichiarato della Casa Bianca è quindi affrancare gli Stati Uniti dalla tecnologia cinese in un settore diventato strategico tanto sul piano militare quanto su quello civile.

I droni sottoposti alla tariffa del 100%, infatti, non vengono utilizzati soltanto in ambito militare. I modelli dotati di termocamere sono impiegati quotidianamente dalle forze dell’ordine e dai vigili del fuoco, ad esempio per individuare persone disperse, seguire sospetti durante la notte e monitorare gli incendi.

Dazi anche sui droni degli alleati

La stretta non risparmia completamente neppure gli alleati degli Stati Uniti. I droni prodotti nell’Unione europea, in Giappone, Corea del Sud, Svizzera e Taiwan saranno soggetti a un dazio del 15%, mentre per quelli britannici la tariffa sarà del 10%.

Secondo i critici della misura, tuttavia, l’industria americana non sarebbe ancora in grado di sostituire quella cinese.

Scott Mlakar, responsabile della Lake County Drone Unit, composta da poliziotti e vigili del fuoco nell’area di Cleveland, sostiene che i nuovi dazi potrebbero rendere i droni termici troppo costosi proprio per le comunità che ne hanno maggiore bisogno. A suo giudizio non si tratterebbe di sicurezza nazionale, ma di protezionismo destinato a eliminare la concorrenza straniera.

La Fcc prepara un’altra stretta

Ma i dazi potrebbero essere soltanto una parte della nuova offensiva americana. Come riferisce sempre il Nyt la Federal Communications Commission sta valutando di classificare come «di livello militare» droni che utilizzano tecnologie comuni, tra cui l’imaging termico e i sistemi per la nebulizzazione di sostanze.

La proposta sta provocando forti preoccupazioni nell’industria perché potrebbe impedire l’importazione anche di numerosi modelli già utilizzati da migliaia di imprese e operatori della sicurezza pubblica.

A dicembre la Fcc aveva già bloccato di fatto la vendita dei nuovi modelli di droni stranieri privi di una speciale autorizzazione. La nuova proposta potrebbe estendere le restrizioni anche a modelli già ammessi.

Le aziende Usa: «Rischia di uccidere l’industria»

Alcuni operatori americani sostengono che non esistano ancora alternative nazionali sufficienti. Vic Moss, fotografo aereo presente questa settimana a una fiera del settore a Las Vegas, ha definito la possibile stretta della Fcc un provvedimento capace di «uccidere l’industria» se approvato nella forma attuale.

Gli interessi dei figli di Trump

C’è infine un elemento destinato ad alimentare le polemiche. Il New York Times ricorda che i due figli maggiori del presidente, Eric Trump e Donald Trump Jr., sono azionisti e membri dell’advisory board di Dominari Holdings, società che ha investito in Powerus, produttore di droni con sede in Florida.

Donald Trump Jr. siede inoltre nell’advisory board di Unusual Machines, indicata dal quotidiano come il principale produttore statunitense di componenti per droni.

Una voce delle notizie: da oggi sempre con te!

Accedi a contenuti esclusivi

Potrebbe interessarti

Le rubriche

Mimì

Sport

EDICOLA