Le minacce del regime iraniano, i democratici contro Trump, il tycoon che rilancia su Cuba
«È probabile una nuova guerra tra Iran e Stati Uniti»: sono le parole di Mohammad Jafar Assadi, vice comandante del Comando di Khatamolanbia.
«Le forze armate iraniane hanno preso in considerazione misure sorprendenti contro la bellicosità del nemico, misure che non possono nemmeno immaginare”, ha aggiunto Assadi. “Non fa alcuna differenza se gli Stati Uniti conducono operazioni militari contro l’Iran o meno, poiché gli Stati Uniti sono caduti in una trappola dalla quale non hanno via d’uscita”. Il capo militare della Repubblica Islamica avrebbe poi accusato gli Stati Uniti di non rispettare alcun impegno assunto.
Il Congresso
Negli Stati Uniti, i democratici insorgono contro Donald Trump per aver scritto al Congresso che le ostilità in Iran sono “terminate”. Di conseguenza, il governo non avrebbe bisogno di nessuna autorizzazione da parte del Congresso. Il leader dei liberal in Senato Chuck Schumer ha attaccato: «Questa è una guerra illegale e i repubblicani sono complici». Teheran ha ha consegnato ai mediatori pakistani una nuovaproposta negoziale rivolta a Washington. Il presidente Usa risponde: «L’Iran vuole fare un accordo, ma non sono soddisfatto, stiamo trattando telefonicamente».
L’ennesima uscita
Intanto il tycoon torna a far parlare di sè. Nel corso di un evento al Forum Club in Florida, Trump ha infatti dichiarato: «Forse tornando dal Medio Oriente, una delle portaerei potrebbe fermarsi» a Cuba. Intanto il ministro degli Esteri cubano Bruno Rodríguez ha dichiarato che le nuove sanzioni equivalgono a una “punizione collettiva”, mentre un’enorme corteo ha sfilato davanti all’ambasciata americana all’Avana, per le celebrazioni dell’1 maggio, promettendo di essere tutti pronti a “difendere la patria”.
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Hegseth: Via i soldati dalla Germania
Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Pete Hegseth, ha ordinato il ritiro di circa 5.000 soldati dalla Germania entro il prossimo anno. Lo ha reso noto il Pentagono. «Prevediamo che il ritiro venga completato nell’arco dei prossimi sei-dodici mesi», ha dichiarato in una nota il portavoce del Pentagono, Sean Parnell.
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L’annuncio segue l’ipotesi di riduzione delle forze avanzata dal presidente Donald Trump all’inizio della settimana, innescata dalle dichiarazioni del cancelliere Friedrich Merz. Lunedì, il leader tedesco aveva affermato che gli Stati Uniti non avevano “evidentemente alcuna strategia” in Iran e che Teheran starebbe “umiliando” la prima potenza mondiale. La replica di Trump non si è fatta attendere: “Pensa che sia accettabile che l’Iran si doti dell’arma nucleare. Non sa di cosa parla!”. I toni rievocano quelli usati nei confronti della premier italiana Giorgia Meloni. Insomma, il tycoon sembra che si stia allontanando ogni giorno di più dall’Europa. L’amministrazione Trump contesta agli alleati europei la scarsa collaborazione logistica e militare nell’offensiva israelo-americana contro l’Iran e nelle operazioni di sicurezza nello Stretto di Hormuz, attualmente sotto il controllo di Teheran.


















