13 Marzo 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

13 Mar, 2026

Iran, raid a Teheran e Dubai. Nato neutralizza missile iraniano sulla Turchia: il terzo in 7 giorni

L'aereo cisterna statunitense precipitato

Quattordicesimo giorno di guerra in Medio Oriente. Forti esplosioni scuotono Teheran e Dubai mentre Israele rivendica raid su oltre 200 obiettivi iraniani. La Nato intercetta un missile iraniano nello spazio aereo turco, il terzo in una settimana


La guerra Israele Iran entra nel quattordicesimo giorno con una nuova ondata di attacchi che colpiscono contemporaneamente Teheran, il Golfo e il Medio Oriente. Esplosioni sono state segnalate nella capitale iraniana e a Dubai, mentre la Nato ha neutralizzato un missile iraniano nello spazio aereo della Turchia. Intanto Israele rivendica nuovi bombardamenti su larga scala in Iran e la tensione continua a crescere in tutta la regione.

Esplosioni a Teheran, la città trema

Nella notte e nelle prime ore del mattino diverse potenti esplosioni hanno scosso Teheran. Secondo i giornalisti presenti sul posto, le detonazioni sono state così forti da far tremare gli edifici in diversi quartieri della capitale.

Media iraniani riferiscono che attacchi israelo-statunitensi avrebbero colpito varie aree della città. L’agenzia Fars riporta che l’intensità delle esplosioni è stata tale che molti residenti hanno sentito vibrare le proprie case. Al momento non ci sono conferme ufficiali sull’entità dei danni o sul numero delle vittime. Un attacco ha ucciso un soldato francese e ferito diversi militari, secondo quanto dichiarato dal presidente francese Emmanuel Macron.

Un’altra forte esplosione è stata segnalata in una piazza di Teheran dove erano previste manifestazioni per la Giornata di Al Quds. Le immagini diffuse dalla televisione di Stato mostrano dense colonne di fumo che si alzano sopra la città. Migliaia di persone erano scese in piazza per la manifestazione annuale, gridando slogan contro Israele e gli Stati Uniti e bruciando bandiere israeliane, in una dimostrazione di sostegno al regime nel pieno della guerra.

Tensione anche tra Washington e Teheran

Nel frattempo il presidente israeliano Benjamin Netanyahu ha ribadito la linea dura contro l’Iran e Hezbollah, pur riconoscendo che i soli attacchi israeliani potrebbero non essere sufficienti a rovesciare il regime iraniano.

La guerra ha già provocato migliaia di morti e milioni di sfollati. Secondo i dati forniti alle Nazioni Unite, oltre 1.348 civili sono stati uccisi in Iran dall’inizio del conflitto mentre in Libano le vittime superano le 700.

Raid israeliani: “Colpiti 200 obiettivi”

Le forze di difesa israeliane hanno annunciato di aver completato nelle ultime 24 ore una serie di attacchi su larga scala nell’Iran centrale e occidentale.

Secondo l’Idf, decine di aerei e droni coordinati dall’intelligence hanno colpito oltre 200 obiettivi del regime iraniano, tra cui lanciamissili balistici, sistemi di difesa aerea e siti di produzione di armi. Dall’inizio dell’operazione militare denominata “Roaring Lion”, Israele sostiene di aver condotto centinaia di raid contro infrastrutture militari iraniane. Nelle stesse ore l’esercito israeliano ha rivendicato anche un attacco a Beirut: diversi raid hanno colpito un’area centrale della città, vicino alla sede del governo, un quartiere noto per bar, ristoranti e scuole. Le autorità israeliane sostengono che gli attacchi mirassero a infrastrutture di Hezbollah.

Un altro bombardamento ha colpito il campus dell’Università Libanese. Secondo l’agenzia di stampa statale libanese due accademici sono stati uccisi. L’esercito israeliano ha poi confermato che l’obiettivo era un docente di chimica che, secondo Israele, faceva parte anche della struttura di Hezbollah.

Esodo di massa dal Libano

Gli attacchi hanno colpito anche i sobborghi meridionali di Beirut, una zona densamente popolata dove Hezbollah esercita da anni una forte influenza. L’intensità dei bombardamenti ha provocato una fuga massiccia della popolazione. Secondo le autorità libanesi oltre 800 mila persone hanno già lasciato le proprie case temendo un ulteriore allargamento della guerra.

Missili dal Libano e feriti nel nord di Israele

La risposta di Hezbollah non si è fatta attendere. Venerdì mattina la milizia ha dichiarato di aver lanciato diversi missili verso il nord di Israele, vicino al confine libanese.

Il servizio di emergenza israeliano ha riferito che alcuni razzi hanno colpito aree residenziali provocando danni alle abitazioni e decine di feriti.

Missile iraniano intercettato sulla Turchia

La tensione militare ha raggiunto anche la Nato. Un missile iraniano diretto verso l’area turca è stato intercettato e neutralizzato sopra il cielo della Turchia. Si tratta del terzo episodio simile nell’ultima settimana.

L’episodio conferma quanto il conflitto stia ampliando il proprio raggio geografico coinvolgendo progressivamente nuovi spazi aerei e nuovi paesi della regione.

Esplosioni anche a Dubai

Le tensioni della guerra si sono fatte sentire anche negli Emirati. A Dubai alcune esplosioni hanno fatto tremare edifici nel centro della città, mentre una densa colonna di fumo è stata vista alzarsi sopra l’emirato. Testimoni citati dall’Afp raccontano che l’onda d’urto ha fatto vibrare i palazzi. Non è ancora chiaro cosa abbia provocato le esplosioni né se ci siano vittime.

Lo Stretto di Hormuz resta chiuso

Nel suo primo messaggio alla nazione, la nuova guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei ha ribadito la linea dura del regime.

Nel discorso, letto da una speaker della televisione di Stato mentre il leader non è apparso in pubblico, Khamenei ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz resterà chiuso e ha invitato i paesi della regione a chiudere le basi militari americane.

“Non ci arrenderemo mai e vendicheremo il sangue dei nostri martiri”.

Trump: “L’Iran sta per arrendersi”

Secondo fonti citate da Axios, durante una riunione virtuale del G7 Donald Trump ha dichiarato che l’Iran sarebbe vicino alla resa.

Il presidente americano ha rivendicato i risultati dell’operazione militare Epic Fury sostenendo di aver eliminato una minaccia globale. Le parole di Trump sono state accolte con cautela dagli altri leader del G7, che hanno chiesto agli Stati Uniti di accelerare gli sforzi diplomatici per fermare la guerra.

Scontro anche nel Golfo

La tensione resta altissima anche nel Golfo Persico. Secondo fonti americane una nave iraniana si sarebbe avvicinata alla portaerei statunitense Uss Abraham Lincoln, provocando una risposta militare degli Stati Uniti.

Un elicottero armato avrebbe colpito l’imbarcazione con due missili Hellfire. Da Teheran arrivano però versioni opposte: la Marina iraniana sostiene di aver colpito la stessa portaerei americana costringendola a ritirarsi. Le versioni restano per ora impossibili da verificare.

Incidenti e vittime sul fronte iracheno

Intanto la guerra continua a provocare vittime anche fuori dall’Iran. Un militare francese è morto in un attacco nella regione di Erbil, nel Kurdistan iracheno, mentre diversi altri soldati sono rimasti feriti.

Nella stessa area si è schiantato anche un aereo cisterna statunitense. Secondo il Comando centrale degli Stati Uniti, quattro membri dell’equipaggio sono morti. Le autorità militari precisano che l’incidente non è stato causato da fuoco nemico e che è in corso un’indagine per chiarire le circostanze dello schianto.

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