10 Marzo 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

10 Mar, 2026

Iran, Hegseth: «Oggi i raid più intensi». Trump allenta le sanzioni sul petrolio russo

Il segretario alla Difesa Usa Hegseth annuncia la giornata di bombardamenti più pesante dall’inizio della guerra contro Teheran. Intanto Washington allenta alcune sanzioni sul petrolio russo per contenere l’impennata dei prezzi dell’energia


Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha annunciato che la giornata di martedì sarà «la più intensa dall’inizio del conflitto» per i bombardamenti americani contro l’Iran. Nelle stesse ore l’amministrazione Trump ha iniziato ad allentare alcune restrizioni sulle esportazioni di petrolio russo nel tentativo di contenere l’aumento dei prezzi dell’energia che sta colpendo i mercati globali.

Raid Usa più intensi contro l’Iran

Parlando dal Pentagono, Hegseth ha spiegato che gli Stati Uniti schiereranno «il maggior numero di caccia e bombardieri» dall’inizio della guerra. L’obiettivo è offrire al presidente Donald Trump «il massimo delle opzioni» per proseguire l’offensiva militare contro Teheran.

Secondo il capo del Pentagono il conflitto potrebbe durare ancora diverse settimane. La decisione su quanto andare avanti spetta però solo al presidente. «È lui che controlla l’acceleratore», ha detto Hegseth riferendosi a Trump, che lunedì aveva parlato della possibilità che la guerra possa finire «molto presto», salvo poi minacciare azioni ancora più aggressive se l’Iran dovesse bloccare il traffico petrolifero nello Stretto di Hormuz.

Finora il conflitto ha già provocato più di 1.800 morti e sta destabilizzando l’intero Medio Oriente.

Trump minaccia l’Iran sullo Stretto di Hormuz

La tensione è salita ulteriormente dopo un messaggio pubblicato da Trump sui social. Il presidente ha avvertito che se Teheran tenterà di bloccare il flusso di petrolio nello Stretto di Hormuz, gli Stati Uniti colpiranno l’Iran «venti volte più duramente».

La risposta di Teheran non si è fatta attendere. Ali Larijani, uno dei principali responsabili della sicurezza nazionale iraniana, ha avvertito Trump di «fare attenzione a se stesso, per non essere eliminato».

Nel frattempo Israele ha lanciato una nuova ondata di bombardamenti su Teheran e sulla città di Karaj. Alcuni residenti hanno raccontato che gli attacchi notturni sono stati tra i più violenti dall’inizio della guerra, con esplosioni provenienti «da ogni direzione» per oltre due ore.

La guerra Iran Usa fa tremare i mercati energetici

La guerra Iran Usa sta producendo effetti anche sull’economia globale. Per frenare l’impennata dei prezzi della benzina, Washington ha iniziato ad allentare alcune sanzioni sul petrolio russo.

Il provvedimento più immediato prevede una deroga di 30 giorni per l’India, che potrà acquistare petrolio russo già in navigazione senza rischiare ritorsioni americane. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha fatto sapere che l’amministrazione sta valutando ulteriori allentamenti delle sanzioni energetiche contro Mosca.

Lo Stretto di Hormuz rallenta il traffico delle petroliere

Il conflitto ha già rallentato il traffico navale nello Stretto di Hormuz, passaggio strategico da cui transita circa un quinto del petrolio mondiale. Il Pakistan ha iniziato a scortare con navi militari le petroliere dirette verso i propri porti per garantire l’approvvigionamento energetico.

Anche l’Europa segue con crescente preoccupazione la crisi. In una telefonata il premier britannico Keir Starmer, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni hanno concordato che è «vitale» mantenere aperto il traffico nello stretto e continuare a coordinare le risposte alle minacce iraniane.

Escalation in tutto il Medio Oriente

Mentre la guerra entra nell’undicesimo giorno, il conflitto continua ad allargarsi. Hezbollah ha intensificato gli attacchi contro Israele dal Libano meridionale, mentre l’esercito israeliano ha risposto con nuovi raid aerei. Secondo l’Onu quasi 700 mila persone sono state sfollate in Libano nell’ultima settimana.

In Iran i bombardamenti hanno colpito anche depositi di carburante provocando enormi colonne di fumo nero e forti timori sanitari tra la popolazione. «La guerra è entrata nei nostri polmoni», ha raccontato un residente.

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