10 Marzo 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

8 Mar, 2026

Iran, ll figlio di Khamenei è la nuova Guida Suprema. Trump: «Non durerà»

Iran sotto i bombardamenti

Iran, c’è un successore di Khamenei, i religiosi avrebbero raggiunto l’intesa sul nuovo leader della Repubblica islamica. Trump avverte: «Senza la nostra approvazione non durerà». Tel Aviv annuncia che gli Emirati Arabi Uniti avrebbero attaccato per la prima volta Teheran, ma arriva la smentita da Abu Dhab


I vertici della Repubblica islamica dell’Iran hanno raggiunto un accordo sulla successione della Guida Suprema, l’ayatollah Ali Khamenei.

Dopo giorni di annunci, smentite e indiscrezioni, la scelta degli 88 membri dell’Assemblea degli Esperti, l’organo incaricato di scegliere la Guida Suprema della Repubblica islamica, sarebbe ricaduta su Mojtaba, 56 anni, figlio di Khamenei.

«Il nome di Khamenei continuerà a esistere come leader del Paese», ha dichiarato il membro dell’Assemblea Hosseinali Eshkevari in un video pubblicato sui media iraniani. L’ayatollah Mohsen Heidari Alekasir, un altro membro dell’Assemblea, aveva detto che il candidato è stato scelto sulla base del consiglio del defunto leader supremo: Khamenei auspicava che suo successore fosse “odiato dal nemico”. “Persino il Grande Satana (gli Usa, ndr) ha fatto il suo nome”.

L’annuncio ufficiale però non è ancora arrivato e resta forte l’incertezza sul futuro della leadership iraniana, mentre nel sistema di potere della Repubblica islamica si moltiplicano le tensioni e le rivalità interne.

Nei giorni scorsi il presidente americano Donald Trump aveva definito Mojtaba, una scelta “inaccettabile”. Oggi il preseidente Usa ha lanciato un nuovo avvertimento: «Dovrà ottenere la nostra approvazione. Se non la otterrà, non durerà a lungo». Una dichiarazione che riecheggia quella delle Forze di difesa israeliane, secondo cui «il lungo braccio dello Stato di Israele continuerà a perseguire il successore e chiunque tenti di nominarlo». Trump ha aggiunto “Vogliamo assicurarci di non dover tornare indietro ogni dieci anni”.

Trump: “Sono più popolare che mai”

“Sono più popolare che mai. Quello che stiamo facendo è una cosa molto Maga perché altrimenti non avremmo un paese, saremmo colpiti. Maga vuole salvare l’America”, ha detto Trump rilanciando anche un nuovo acronimo: MIGA. Make Iran Great Again.

La previsione di Araghchi

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, intervistato dalla NBC, ha ribadito che «spetta al popolo iraniano scegliere il proprio leader» e che la successione «riguarda solo l’Iran e nessun altro». Tuttavia non ha confermato il nome del successore: «Nessuno lo sa», ha detto. «Ci sono molte voci, ma bisogna aspettare la decisione ufficiale dell’Assemblea degli Esperti».

Anche se il consenso interno sembra essere stato raggiunto, la proclamazione della nuova Guida Suprema potrebbe non essere immediata. L’avvocato Mohsen Borhani, docente dell’Università di Teheran, ha ricordato che secondo la Costituzione iraniana e i regolamenti dell’Assemblea degli Esperti almeno due terzi dei membri devono riunirsi e deliberare di persona. «Se queste condizioni non fossero rispettate, qualsiasi annuncio non avrebbe validità legale», ha scritto su X.

Sarebbe proprio questa procedura uno dei motivi dei ritardi, insieme alle tensioni interne tra le diverse correnti del potere religioso e politico.

La nube tossica sull’Iran

Secondo indiscrezioni dei media iraniani, negli ultimi giorni si sarebbe aperto anche un duro confronto tra i sostenitori di Mojtaba Khamenei, appoggiati da una parte delle Guardie della Rivoluzione, e una corrente vicina ad Ali Larijani, segretario del Consiglio per la sicurezza nazionale. La scelta della nuova Guida Suprema arriva mentre il Paese è sotto pressione per l’escalation militare.

Nelle ultime 24 ore bombardamenti israeliani e statunitensi hanno colpito diversi impianti petroliferi nei pressi di Teheran, provocando incendi e una nube tossica che, secondo il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei, avrebbe provocato «piogge acide sulla capitale avvelenando i civili e devastando l’ambiente». I depositi di carburante vicino a Teheran sono stati avvolti dalle fiamme nelle prime ore di domenica dopo l’intensificazione degli attacchi da parte di Stati Uniti e Israele.

Arabia Saudita, raid su zona residenziale: 2 morti

Un attacco a un edificio residenziale in Arabia Saudita ha ucciso almeno due persone e ne ha ferite una dozzina: lo afferma l’agenzia di protezione civile, ripresa da Al Jazeera. L’attacco ha colpito un complesso nel governatorato centrale di al-Kharj, ha dichiarato l’agenzia su X. Tel Aviv ha annunciato che gli Emirati Arabi Uniti avrebbero attaccato per la prima volta Teheran, ma è arrivata la smentita da Abu Dhabi, che ha ribadito di non voler alimentare l’escalation pur rivendicando il proprio diritto «all’autodifesa».. 

Attacchi con droni e missili hanno preso di mira Abu Dhabi, il Bahrein e il Kuwait, dove un grattacielo ha preso fuoco dopo essere stato colpito. In Arabia Saudita, nel governatorato di al-Kharj, un attacco contro un edificio residenziale ha provocato almeno due morti e una dozzina di feriti.

Nonostante le perdite, Teheran assicura di poter sostenere a lungo il conflitto. «Le forze armate della Repubblica islamica sono in grado di continuare almeno sei mesi di guerra intensa», ha dichiarato il portavoce dei pasdaran Ali Mohammad Naini.

L’avviso degli Stati Uniti ai civili iraniani

Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha invitato i civili iraniani a restare nelle proprie case. L’avviso lascia intendere la possibilità di attacchi anche in aree densamente popolate, dove secondo Washington le forze iraniane lanciano droni e missili balistici.

Israele: colpiti obiettivi militari

L’esercito israeliano ha dichiarato di aver preso di mira i depositi di carburante perché utilizzati dalle forze armate iraniane. Il premier Benjamin Netanyahu ha affermato che Israele ha «molti altri obiettivi» nel Paese, nell’ambito di una strategia volta a destabilizzare la Repubblica islamica. Israele la tensione resta altissima. Le sirene d’allarme sono risuonate nel centro del Paese e a Tel Aviv per il lancio di nuovi missili iraniani. I frammenti caduti dopo l’intercettazione hanno provocato sei feriti, uno dei quali in gravi condizioni. Più a nord prosegue lo scontro con Hezbollah e i raid israeliani su Beirut: nella notte un attacco ha colpito un hotel uccidendo, secondo l’esercito israeliano, cinque membri della Forza Quds. Il governo libanese parla invece di quasi 400 vittime dall’interruzione della tregua.

Trump valuta anche le truppe di terra

I piani degli Stati Uniti per la prossima fase della Iran guerra Usa Israele restano incerti. Alla domanda su un eventuale invio di truppe americane per mettere in sicurezza i siti nucleari iraniani, Trump ha risposto che «forse a un certo punto accadrà», aggiungendo che al momento Washington sta «decimando» le capacità militari di Teheran.

Il bilancio delle vittime

Il numero delle vittime iraniane resta poco chiaro. All’inizio della settimana la Mezzaluna Rossa aveva parlato di quasi 800 morti, ma l’ambasciatore iraniano alle Nazioni Unite ha successivamente indicato un bilancio superiore a 1.300.

Raid israeliano a Beirut

Un attacco aereo israeliano ha colpito domenica un hotel nel centro di Beirut, causando almeno quattro morti secondo il ministero della Sanità libanese. Israele sostiene di aver preso di mira comandanti della Forza Quds delle Guardie rivoluzionarie.

Hormuz e tensioni nel Golfo

L’Iran ha annunciato che lo stretto di Hormuz sarebbe chiuso alle sole navi americane e israeliane e ha ribadito che «non si arrenderà mai», sostenendo di poter continuare il conflitto per altri sei mesi. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian si è scusato con i Paesi vicini per gli attacchi ma ha avvertito che l’Iran continuerà a rispondere se colpito.

Esplosione all’ambasciata Usa a Oslo

Un’esplosione è stata segnalata presso l’ambasciata degli Stati Uniti a Oslo, anche se secondo le autorità locali non ci sarebbero feriti.

Un’esplosione nelle prime ore di domenica ha danneggiato l’ingresso degli uffici consolari dell’ambasciata degli Stati Uniti a Oslo. Non ci sono stati feriti, ma la polizia norvegese parla di “attacco mirato” e non esclude la pista terroristica.

Secondo gli investigatori potrebbe essere collegato alle tensioni internazionali dopo gli attacchi Usa contro l’Iran. L’episodio ha riacceso l’allarme sicurezza in Europa. Anche in Italia sono state intensificate le misure di sicurezza, mentre Europol avverte di un possibile aumento della minaccia terroristica legata al conflitto con l’Iran

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