5 Marzo 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

5 Mar, 2026

Iran, sesto giorno di guerra. Raid su Teheran e missili contro forze curde in Iraq

Raid su Teheran

La guerra tra Iran, Israele e Usa entra nel sesto giorno: nuovi bombardamenti su Teheran che annuncia di aver lanciato missili contro il quartier generale delle forze curde in Iraq. Il Senato americano respinge la proposta di limitare i poteri militari di Trump


La guerra nel Golfo continua ad allargarsi nella sesta giornata del conflitto tra Iran e Israele con il coinvolgimento diretto degli Stati Uniti. Nelle ultime ore nuovi raid israeliani hanno colpito Teheran mentre l’Iran ha lanciato missili contro il quartier generale delle forze curde nel Kurdistan iracheno.

Nella giornata di ieri un missile sparato dall’Iran verso lo spazio aereo turco è stato intercettato dalle difese Nato nel Mediterraneo orientale. Una fregata iraniana è stata affondata da un sottomarino statunitense al largo dello Sri Lanka: secondo le prime informazioni il bilancio sarebbe di oltre 80 morti.

Sul fronte politico americano la risoluzione sostenuta dai democratici per fermare la campagna militare di Donald Trump è stata bocciata dal Senato. Nel frattempo il premier spagnolo Pedro Sanchez ha sfidato il presidente statunitense dopo le critiche rivolte a Madrid per non aver concesso l’uso delle basi militari. «È così che iniziano i disastri dell’umanità», ha detto Sanchez.

Nella notte si sono registrati nuovi lanci incrociati di missili tra Iran e Israele.

Il voto al Senato divide i repubblicani

A Washington il Senato ha respinto la proposta che chiedeva al Congresso di intervenire per limitare l’azione militare del presidente. La misura si basava su una disposizione del War Powers Act del 1973 e puntava a impedire una campagna militare potenzialmente senza limiti.

Il voto ha evidenziato una forte spaccatura politica negli Stati Uniti. Solo un repubblicano, il senatore Rand Paul del Kentucky, ha sostenuto la proposta.

L’Iran nega missili verso la Turchia

Le Forze Armate della Repubblica islamica hanno negato di aver lanciato missili verso il territorio turco. Secondo quanto riportato dall’agenzia Irna, Teheran «rispetta la sovranità del Paese vicino e amico, la Turchia» e non avrebbe colpito il suo spazio aereo.

Oltre 1.400 feriti in Israele

Il ministero della Salute israeliano ha riferito che dall’inizio della guerra con l’Iran sono state ricoverate in ospedale 1.473 persone. Nelle ultime 24 ore 199 feriti sono stati trasportati nelle strutture sanitarie. Tra i ricoverati 14 sono in condizioni moderate mentre 170 sono in buone condizioni.

Parigi chiede de-escalation

Il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot ha parlato telefonicamente con il suo omologo iraniano Abbas Araghchi nel quinto giorno di guerra. Parigi ha ribadito l’impegno per la stabilità del Medio Oriente e per una de-escalation del conflitto.

Il Quai d’Orsay ha sottolineato la necessità di riprendere un dialogo diplomatico nel rispetto del diritto internazionale e ha chiesto anche il rilascio immediato e incondizionato dei cittadini francesi detenuti in Iran.

Teheran accusa Washington

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha attaccato duramente gli Stati Uniti dopo l’affondamento della fregata iraniana Dena. In un messaggio pubblicato su X ha accusato Washington di aver commesso «un’atrocità in mare».

Secondo Araghchi la nave, con a bordo quasi 130 marinai, sarebbe stata colpita senza preavviso in acque internazionali a circa 2.000 miglia dalle coste iraniane. «Gli Stati Uniti finiranno per pentirsi amaramente del precedente che hanno creato», ha scritto.

Esplosioni a Teheran e nuovi raid israeliani

Diverse esplosioni sono state registrate a Teheran e nella periferia occidentale della capitale iraniana. I media locali hanno parlato di detonazioni nella zona occidentale della città e nella vicina Karaj.

L’esercito israeliano ha confermato di aver lanciato nuovi attacchi contro obiettivi nella capitale iraniana mentre le difese aeree di Teheran sarebbero state attivate.

Ucciso in Libano un alto dirigente di Hamas

In Libano un attacco israeliano ha ucciso un alto funzionario di Hamas, il primo omicidio mirato di un membro del gruppo palestinese dall’inizio della guerra regionale.

Secondo l’agenzia statale libanese Nna, Wassim Atallah al-Ali e sua moglie sono stati uccisi quando un drone ha colpito la loro abitazione nel campo profughi palestinese di Beddawi, vicino a Tripoli.

Esplosione su una petroliera nel Golfo

Una petroliera è stata colpita da una grande esplosione nelle acque al largo del Kuwait provocando una fuoriuscita di greggio. L’allarme è stato lanciato dall’agenzia britannica per la sicurezza marittima Ukmto.

L’esplosione è avvenuta a oltre 60 chilometri dal porto kuwaitiano di Mubarak Al-Kabeer. Nel frattempo le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di avere il controllo completo dello Stretto di Hormuz, uno dei punti strategici più importanti per il traffico mondiale di petrolio.

Missili iraniani contro le forze curde in Iraq

L’Iran ha affermato di aver lanciato tre missili contro il quartier generale dei gruppi curdi che operano nel Kurdistan iracheno. L’azione, secondo Teheran, è stata diretta contro «gruppi che si oppongono alla rivoluzione».

Dall’inizio dell’offensiva israelo-americana contro l’Iran la regione autonoma curda, dove sono presenti anche truppe statunitensi, è stata colpita più volte da attacchi con droni.

Il Canada non esclude un intervento militare

Il primo ministro canadese Mark Carney ha dichiarato che il Canada potrebbe partecipare militarmente alla guerra in Medio Oriente. Parlando a Canberra con il premier australiano Anthony Albanese ha spiegato che «non si può mai escludere categoricamente la partecipazione» e che Ottawa sosterrà i propri alleati.

Missili su Israele e raid su Beirut

Forti boati sono stati uditi nella notte a Gerusalemme dopo il lancio di missili dall’Iran, secondo quanto riferito dalle Forze di difesa israeliane.

In Libano tre persone sono state uccise e altre sei ferite in due attacchi aerei israeliani contro veicoli sulla strada che conduce all’aeroporto di Beirut. L’esercito israeliano ha dichiarato di aver preso di mira due presunti militanti.

Missili iraniani intercettati a Riad

Le difese aeree saudite hanno intercettato e distrutto tre missili cruise iraniani nel sud-est della capitale Riad. Non sono stati segnalati danni né vittime.

Le autorità curde smentiscono incursioni in Iran

Le autorità della regione autonoma del Kurdistan iracheno hanno smentito che miliziani curdi abbiano attraversato il confine entrando in Iran.

Il vice capo di gabinetto del governo regionale Aziz Ahmad ha dichiarato che «nessun curdo iracheno ha attraversato il confine». Anche diverse fonti giornalistiche hanno parlato di informazioni contrastanti su una possibile offensiva delle milizie curdo-iraniane.

Cresce la tensione internazionale

La crisi sta preoccupando sempre di più la comunità internazionale. La Cina, principale acquirente di petrolio iraniano, ha annunciato l’invio di un inviato speciale in Medio Oriente per favorire la mediazione del conflitto.

Nel frattempo il Dipartimento di Stato americano ha ordinato l’evacuazione di altro personale dalle ambasciate in quattro Paesi, mentre Regno Unito, Francia e Grecia hanno annunciato l’invio di mezzi militari per proteggere cittadini e interessi nella regione.

Mercati più stabili ma benzina in aumento

Dopo giorni di forte turbolenza i mercati finanziari sembrano essersi stabilizzati. Gli investitori stanno valutando l’impatto della guerra sui prezzi dell’energia e temono che un conflitto prolungato possa provocare nuovi aumenti.

Negli Stati Uniti il prezzo della benzina è già salito di circa 20 centesimi rispetto alla settimana precedente.

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