La Procura di Palermo ipotizza un giro di tangenti intorno alle autorizzazioni per progetti energetici e rinnovabili. Nove le richieste di arresto. L’ex vicepresidente della Regione: «Ho rassegnato le dimissioni da consigliere giuridico di Schifani»
Alla vigilia di un fine settimana che i meteorologi prevedono limpido e soleggiato, una bufera si abbatte sulla Regione Sicilia. C’è di mezzo anche la forza della natura, ma a scagliare il fulmine è la Procura di Palermo, che ha richiesto nove arresti, fra politica e imprenditoria.
Spicca, fra questi, il nome di Gaetano Armao, ex vicepresidente della Regione ed ex assessore all’Economia. Uomo di fiducia del governatore Renato Schifani, fino ad agosto era il presidente della «Commissione tecnica specialistica per le autorizzazioni ambientali».
Il presunto giro di tangenti
L’inchiesta è coordinata dal procuratore di Palermo Maurizio De Lucia, con l’aggiunto Francesca Mazzocco. Si ipotizza un consistente giro di tangenti intorno alle autorizzazioni per progetti industriali ed energetici. In cambio di mazzette, secondo gli investigatori, gli imprenditori che volevano investire in Sicilia ottenevano in breve tempo le autorizzazioni necessarie.
Elemento nevralgico di questo scambio di favori sembra essere il tema delle energie rinnovabili, con l’installazione di pannelli solari e impianti eolici al posto di tante coltivazioni. Una conversione del territorio che sta diventando anche una questione centrale nell’economia industriale siciliana.
E della corruzione, dunque. Sono tre gli episodi di corruzione di cui è accusato l’avvocato Armao, che secondo i magistrati avrebbe intascato soldi da alcuni imprenditori, con la complicità dell’avvocato Pierluigi Matta. Quest’ultimo figurava come consulente delle società che richiedevano le autorizzazioni.
Le mazzette, formalmente, sarebbero compensi intascati da Matta stesso, il quale però avrebbe prelevato parte del denaro ricevuto dal suo conto, consegnando i contanti all’amico Armao. Tutti i movimenti di soldi sarebbero stati ricostruiti dalla Squadra Mobile palermitana, attraverso intercettazioni, foto e video agli atti dell’inchiesta.
Le accuse e gli altri indagati
La prima contestazione riguarda le tangenti che, a più riprese, l’ex vicepresidente della Regione avrebbe ricevuto da Giuseppe Argirò e Marco Malacarne Gentile, dirigenti di una società della Valle d’Aosta che opera nel campo delle rinnovabili. Per i due imprenditori viene richiesto l’arresto.
Fra le richieste di arresto figura anche il deputato regionale del Movimento siciliano per le Autonomie Giuseppe Geremia Lombardo (nipote dell’ex governatore Raffaele Lombardo). Il quale, appreso di trovarsi coinvolto nell’inchiesta, ha annunciato le sue dimissioni dalle commissioni regionali su Bilancio e Sanità. Gli altri nomi che figurano nelle carte della magistratura sono Benedetta Costanzo, Mario Lupo, Sergio Vella e Luigi Zancla.
Gli interrogatori il 12 e 13 ottobre
I provvedimenti cautelari, se confermati, potranno essere eseguiti solo dopo gli interrogatori, previsti per il 12 e 13 ottobre. E che si terranno davanti alla giudice per le indagini preliminari Giuseppa Zampino. Nel frattempo gli studi professionali e le abitazioni delle nove persone sotto inchiesta sono stati perquisiti dalla Squadra Mobile.
Armao è un noto avvocato amministrativo oltre che figura di spicco nella politica dell’Isola:. Sua moglie, la magistrata Giusi Bartolozzi, è stata deputata di Forza Italia fra il 2018 e il 2022 e, fino al marzo 2026, capo di gabinetto del ministero della Giustizia. È stata perquisita anche la loro abitazione di Roma.
Armao: «Ho rassegnato le dimissioni»
«I fatti che vengono contestati – ha spiegato Armao in una nota – attengono alla mia qualità di ex presidente di una commissione composta da oltre cinquanta membri che approva i pareri in sede collegiale. E, nel 99% dei casi, all’unanimità. Non ho più alcun incarico quale presidente del Cts dal 9 agosto scorso e, al fine di tutelare le Istituzioni, ho già rassegnato al presidente Schifani le mie irrevocabili dimissioni da consigliere giuridico, con effetto immediato».






























