6 Settembre 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

6 Set, 2026

Famiglia nel bosco, i genitori fanno ricorso: «La decisione ci spezza il cuore»

Catherine e Nathan, i genitori dei tre bambini

Catherine e Nathan contestano il rientro graduale dei tre bambini, da dieci mesi nella casa-famiglia di Vasto, e chiedono il ritorno immediato a casa. Il legale Simone Pillon denuncia ritardi nell’avvio del percorso disposto dai giudici


«Una decisione che ci ha spezzato il cuore». Catherine e Nathan, i genitori dei tre bambini della “famiglia nel bosco”, annunciano ricorso contro il provvedimento con cui il Tribunale per i minorenni dell’Aquila. I giudici hanno stabilito un percorso graduale per il ricongiungimento dei figli con la famiglia.

In un video in italiano, la coppia contesta i tempi previsti per il ritorno dei bambini, che da dieci mesi vivono nella casa-famiglia di Vasto, e chiede che possano rientrare a casa.

Il loro legale, Simone Pillon, denuncia «l’inerzia» dei servizi sociali nell’attuazione delle disposizioni del tribunale.

Il ritorno graduale a Palmoli

Il provvedimento dei giudici prevede un percorso a tappe verso il rientro dei tre minori a Palmoli. Accompagnato dal monitoraggio dei servizi sociali, che dovranno verificare progressivamente il loro reinserimento in famiglia.

Secondo Pillon, però, a diversi giorni dal deposito della decisione il programma non è ancora partito e non è stata fissata neppure una data per l’incontro.

Il legale sostiene di avere chiesto una riunione per definire gli aspetti pratici del percorso. Tutrice, curatrice e medici della Neuropsichiatria infantile di Atessa, riferisce Pillon, avrebbero dato immediatamente la propria disponibilità, mentre il Servizio sociale affidatario avrebbe rinviato l’incontro.

«Avanti e indietro senza sapere per quanto tempo»

È proprio la gradualità stabilita dal tribunale a essere contestata dai genitori.

«Dovranno fare avanti e indietro senza una chiara prospettiva per il loro futuro, rimanendo in una casa-famiglia chissà per quanto tempo», affermano Catherine e Nathan nel video.

«Rimaniamo convinti dell’urgenza di riportare i nostri preziosi bambini alla sicurezza, alle cure e all’amore della loro famiglia».

La coppia esprime inoltre «profonda preoccupazione» per la salute e il benessere dei tre figli. E sostiene che i medici che li seguono abbiano indicato nel ritorno immediato a casa il modo per ridurre i rischi per la loro salute.

«Tutto ciò è stato ignorato», accusano.

Il ricorso e la scuola

Da qui la decisione di impugnare il provvedimento, chiedendo che vengano considerate, spiegano i genitori, «le esigenze di salute dei figli e il nostro e il loro diritto all’istruzione domiciliare».

Catherine e Nathan contestano infatti anche l’iscrizione dei bambini alla scuola pubblica. Sostengono di avere presentato un programma dettagliato di istruzione domiciliare, analogo a quello che, secondo quanto riferiscono, i figli avrebbero continuato a seguire anche durante la permanenza nella casa-famiglia.

«Abbiamo scelto l’Italia per le sue libertà e i diritti che tutelano migliaia di famiglie» che hanno scelto l’istruzione parentale, affermano.

Nonostante il ricorso, i genitori ribadiscono infine la volontà di continuare a collaborare con le persone e le strutture coinvolte nel percorso stabilito per i tre bambini.

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