5 Agosto 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

5 Ago, 2026

Giallo risolto: ritrovato il Basquiat di Cecchi Gori

Wine of Babylon, di Jean-Michel Basquiat

l quadro, al centro di un caso giudiziario, riappare dopo 16 anni a Los Angeles


Sedici anni di sparizione, un’inchiesta della procura di Roma, una taglia da 1 milione di dollari e il ritrovamento in un deposito di Miami Beach. È la storia del Wine of Babylon, un’opera di Jean-Michel Basquiat che oggi vale circa 18 milioni di euro. Per anni è stata al centro di una battaglia legale tra l’ex produttore cinematografico Vittorio Cecchi Gori, l’ex moglie Rita Rusic e l’avvocato Giovanni Nappi.

Dall’acquisto di Cecchi Gori alla cessione a Nappi

Il quadro venne acquistato da Cecchi Gori nel 1998 alla galleria newyorchese Tony Shafrazi per 330mila dollari. Dodici anni dopo, nel 2010, l’ex produttore, schiacciato dai debiti, lo cedette all’avvocato Nappi. Lo fece come pagamento per parcelle maturate negli anni per circa due milioni di euro. Sulla carta l’opera cambiò proprietario, ma di fatto non lasciò mai l’appartamento romano di Cecchi Gori.

La sparizione e l’inchiesta della procura

Quando Nappi si presentò per ritirare il dipinto, Rita Rusic si oppose, rivendicandone la proprietà. Da quel momento il quadro sparì. Secondo la procura di Roma, l’opera sarebbe stata trasferita all’estero proprio per sottrarla alla disponibilità di Nappi, riconosciuto come legittimo proprietario da diverse sentenze civili. Su questa base i pm contestano oggi a Rusic i reati di tentata estorsione, autoriciclaggio e mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice. Le indagini sono condotte dal Nucleo tutela patrimonio culturale dei carabinieri, coordinate dall’aggiunto Giovanni Conzo e dal sostituto procuratore Stefano Opilio.

La taglia da un milione di dollari e la svolta

Di fronte all’impossibilità di rintracciare l’opera, nell’aprile 2024 Nappi decise di offrire una ricompensa da un milione di dollari a chi fosse riuscito a individuarla. La mossa ha dato i suoi frutti solo all’inizio del 2026, quando un informatore statunitense ha contattato l’avvocato dicendo di sapere dove si trovasse il dipinto. Nappi ha affidato la verifica a un imprenditore suo amico, residente a Bel Air, i cui contatti hanno permesso di risalire a un deposito di Miami Beach dove il quadro sarebbe rimasto nascosto per anni.

Il ritrovamento e i nuovi interrogativi

Nel deposito il dipinto è stato trovato appoggiato a terra, protetto da un cartone. Una circostanza che alimenta ulteriori domande: Miami Beach risulterebbe, secondo gli atti della procura, anche il luogo di residenza di Rusic — un dato che da solo non prova alcun collegamento diretto, ma che si intreccia inevitabilmente con l’inchiesta in corso.

Secondo quanto ricostruito da Repubblica, l’imprenditore di Los Angeles avrebbe anticipato la somma promessa all’informatore, e il quadro sarebbe stato poi trasferito dalla Florida a Los Angeles, dove si troverebbe attualmente. Nel frattempo, tra Roma, Milano e il Principato di Monaco sarebbero già in corso trattative riservate per una possibile vendita dell’opera, stimata attorno ai 20 milioni di euro. Prima di un eventuale rientro in Italia, restano da chiarire gli spostamenti del dipinto e i passaggi di proprietà degli ultimi sedici anni. Contattato telefonicamente, Nappi non ha voluto commentare la vicenda.

Resta dunque aperto il capitolo giudiziario: se il ritrovamento sembra aver chiuso il giallo sulla localizzazione del quadro, non è ancora chiaro chi dovrà rispondere della sua lunga scomparsa.

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