28 Luglio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

28 Lug, 2026

Tajani frena sul Safe: «Prenotati 14,9 miliardi, decideremo quanti usarne»

Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani

Il governo interessato all’intera quota assegnata all’Italia dal programma europeo Safe, ma non ha ancora deciso quanto utilizzare. Crosetto: «È un’alternativa a Bot e Cct». Bruxelles chiede chiarezza in tempi rapidi


Il governo italiano ha manifestato l’intenzione di accedere ai finanziamenti del programma europeo Safe per un importo massimo di 14,9 miliardi di euro, ma non ha ancora deciso quante risorse utilizzerà effettivamente.

Lo ha detto stato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, davanti alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato dopo l’informativa sul vertice Nato.

Dopo le prime dichiarazioni, il ministro ha precisato che i 14,9 miliardi rappresentano una «prenotazione» delle risorse messe a disposizione dall’Unione europea e che la decisione definitiva sarà presa entro la fine dell’anno.

«Abbiamo prenotato 14,9 miliardi delle risorse Safe. Entro la fine dell’anno il governo deciderà quanto utilizzare. Alla fine saranno di meno, 8, 9 miliardi», ha spiegato Tajani, aggiungendo che sarà poi il ministro della Difesa Guido Crosetto a definire come impiegare le risorse nel corso dell’anno successivo.

Crosetto: «Il Safe è un’alternativa ai Bot»

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha sottolineato che il programma Safe non comporta automaticamente un aumento della spesa militare.

«Per come è stato impostato, il Safe è uno strumento di finanziamento della spesa già prevista a bilancio. Per l’Italia rappresenta un’alternativa ai Bot e ai Cct», ha spiegato. La scelta, ha aggiunto, sarà effettuata entro la fine dell’anno sulla base della convenienza finanziaria, mentre l’eventuale decisione politica riguarderà un possibile scostamento di bilancio.

Crosetto ha inoltre ricordato che l’Italia intende rispettare gli impegni assunti in sede Nato, aumentando gradualmente gli investimenti nella difesa fino al 2035, con una verifica intermedia prevista nel 2030.

La Commissione europea: «Serve chiarezza al più presto»

Da Bruxelles è arrivato un invito a definire rapidamente la posizione italiana. Un portavoce della Commissione europea ha spiegato che l’obiettivo è confermare al più presto l’importo richiesto per poter procedere alla firma dell’accordo di prestito e all’erogazione dei fondi.

La Commissione ha sottolineato che, se l’Italia dovesse ridurre la richiesta iniziale, le risorse andrebbero riassegnate ad altri Paesi, motivo per cui «non c’è tempo da perdere».

Le reazioni politiche

Le precisazioni di Tajani hanno scatenato le reazioni della politica. Il senatore della Lega Claudio Borghi ha sostenuto che non esiste ancora alcuna decisione definitiva sull’utilizzo dei fondi e che sarà il Parlamento a pronunciarsi sulla base della convenienza economica.

Di segno opposto la critica del Movimento 5 Stelle. Il deputato Francesco Silvestri ha accusato il governo di aver dato indicazioni contraddittorie, sostenendo che la linea dell’esecutivo sul ricorso al Safe resti poco chiara anche dopo le precisazioni arrivate da Roma e da Bruxelles.

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