5 Ott, 2026

Ranucci sospeso, la guerra in Rai finisce a De Gregori e Pulp Fiction

Sigfrido Ranucci

La sanzione arriva mentre il Tribunale del Lavoro di Roma sta decidendo sul ricorso contro la rimozione del giornalista dalla conduzione di Report. Il legale: «Impugneremo il provvedimento». Corsini: «Speriamo non venga reintegrato»


Ranucci se la canta, letteralmente, citando De Gregori. «Sempre e per sempre dalla vostra parte mi troverete», scrive sui social ai suoi follower, pochi minuti dopo aver appreso della sospensione di dieci giorni decisa per lui dai vertici Rai.

«Impugneremo il provvedimento di sospensione», specifica subito il suo legale Roberto De Vita. Che sottolinea di non voler commentare la coincidenza temporale della sanzione Rai «proprio mentre il Tribunale del Lavoro di Roma sta decidendo sul ricorso cautelare di Sigfrido Ranucci nei confronti del provvedimento di rimozione da Report».

Corsini cita Matteo, ma viene in mente Pulp Fiction

Poco prima, in mattinata, il direttore approfondimento Rai, Paolo Corsini, rispondendo a chi gli chiedeva cosa succederà se il Tribunale del lavoro di Roma dovesse reintegrare Ranucci alla conduzione di Report, rispondeva biblicamente: «Speriamo non accada, non pensiamo possa accadere. Matteo 5.11, ogni giorno la sua pena. Io quello che dovevo fare l’ho fatto». Ma dopo la sanzione comminata successivamente, più che Matteo torna in mente Ezechiele 25.17, il finto versetto biblico utilizzato da uno dei protagonisti di Pulp Fiction: «E la mia giustizia calerà sopra di loro con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno…».

La vendetta, in questo caso, è arrivata in quattro punti, quattro distinte contestazioni disciplinari, scaturite dalla valutazione dei risultati dell’analisi della Commissione per il Codice Etico della Rai. Il 16 settembre scorso la Rai aveva notificato una contestazione disciplinare a Ranucci, all’esito dell’istruttoria del comitato etico. Poi il giornalista ha avuto cinque giorni per inviare la sua memoria difensiva.

Le quattro contestazioni della Rai

Le accuse riguardano, per cominciare, i circa cinquanta ingressi di Laura Cianfoni, già sindacalista Cisl, nella sede aziendale tra il 2019 e il 2026. Per la Rai si tratta degli ingressi di una persona esterna alla Rai e non riconducibili alle attività di Report, dunque non giustificati da esigenze della trasmissione. È questo il punto su cui l’azienda ritiene violato il codice etico, insieme agli altri addebiti relativi alla riservatezza delle comunicazioni interne e ai rapporti con soggetti esterni.

Ma a dare il senso dell’attacco politico a Ranucci c’è in particolare, tra le accuse che hanno portato alla sua sospensione, la conversazione con il deputato M5S Dario Carotenuto, intercettata il 24 aprile scorso in seguito all’indagine sulla bomba esplosa dinanzi casa dell’ex conduttore. La Rai parla di un possibile rapporto improprio tra il giornalista del servizio pubblico e l’opposizione, in merito a un’inchiesta di Report sul parlamentare di Fratelli d’Italia Gimmi Cangiano.

Nel mirino anche le mail aziendali inoltrate a Valter Lavitola. La Rai gli contesta in particolare di aver girato al faccendiere comunicazioni interne riservate, tra cui una mail di Corsini sul «riequilibrio» delle inchieste di Report, accompagnandole con giudizi critici sull’azienda. Infine viene contestata a Ranucci la denigrazione di colleghi, in particolare Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, indicati in un primo momento per succedere al giornalista alla guida di Report.

Ora si aspetta il giudice

Come sottolineava l’avvocato De Vita, da domani, ma sicuramente entro questa settimana, è attesa la decisione del Tribunale del Lavoro, in merito al ricorso d’urgenza presentato dai legali di Ranucci contro la rimozione dalla conduzione di Report, decisa dalla Rai a fine agosto.

Ce n’è abbastanza per accendere lo scontro politico. I parlamentari del Movimento 5 Stelle in commissione di Vigilanza attaccano Corsini, ricordando la sua dichiarata militanza in Fratelli d’Italia e definendo «indegno» che un dirigente Rai si auguri pubblicamente il mancato reintegro di Ranucci. Sul fronte opposto Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia e componente della Vigilanza, ha depositato un’interrogazione sui rapporti tra Ranucci e Lavitola.

Il vero peccato di questa vicenda è che non sia un reality: con una trama così, a Viale Mazzini tornerebbero forse gli ascolti dei tempi che hanno preceduto Tele Meloni.

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