5 Ott, 2026

Garlasco, spunta la consulenza segreta su Stasi: «Freddo e manipolatore»

L’ennesimo mistero sul caso Garlasco riguarda una consulenza chiesta dai Ris Ris su Alberto Stasi né autorizzata, né depositata, né firmata


C’è un nuovo mistero tra i tanti del caso Garlasco. E riguarda una consulenza su Alberto Stasi, senza firma, non autorizzata né depositata.

Il Ris di Parma, durante la prima indagine sul delitto di Garlasco, avrebbe chiesto ad una criminologa di effettuare un’analisi sulla personalità del fidanzato di Chiara Poggi. Che era allora indagato per l’omicidio della 26enne. Consulenza che sarebbe stata fatta sulla base degli interrogatori resi da Stasi. Ma che non sarebbe stata chiesta dalla Procura di Vigevano né allegata tra le carte depositate all’epoca. A scriverlo è ‘la Repubblica’ on line. Si parla di una valutazione sul carattere di Stasi in cui si mettevano in luce la sua presunta “freddezza” e il suo profilo di “calcolatore” e “manipolatore”. E “molto centrato su di sé”.

Un documento senza data né firma

Il documento di 13 pagine e 17 punti è stato acquisito dalla Procura di Pavia con un ordine di esibizione il 10 settembre scorso, nelle indagini su Andrea Sempio, e depositato poco dopo con la chiusura della nuova inchiesta. Il documento, da quanto si può vedere ora, ha un’intestazione con indicata la “Dott.ssa Alessandra Bramante, Psicologa Criminologa Clinica”. Ma non ha data né firma autografa della professionista. Si tratta, come si è potuto verificare, di una “valutazione psicologica” – così viene scritto sotto l’intestazione – e che prende come riferimenti i verbali di Stasi, quelli come teste del 13 e 17 agosto 2007 e quello in cui l’allora studente bocconiano si è presentato spontaneamente come “persona sottoposta a indagini” il 22 agosto successivo.

Nuovi elementi per la revisione

Si allungano i tempi della richiesta di revisione di Alberto Stasi, perché, da quanto si è saputo, la difesa sta analizzando ogni singolo documento depositato nella chiusura inchiesta su Andrea Sempio per il delitto di Chiara Poggi. Un’analisi da cui stanno emergendo, sempre secondo i difensori, tantissimi elementi a favore del 43enne, a dimostrazione della sua innocenza, e sui quali ci saranno anche interlocuzioni con la Procura pavese. La richiesta di revisione del processo arriverà, comunque, il prima possibile, senza tempi definiti.

“Una prova che farà rumore”

Quella nuova prova della difesa, che “farà rumore”, potrebbe essere una nuova testimonianza raccolta. I legali di Stasi, Giada Bocellari e Antonio De Rensis, stanno, infatti, studiando atto per atto le carte depositate dalla Procura di Pavia. Che accusa il commesso 38enne dell’omicidio aggravato a Garlasco di 19 anni fa e scagiona Stasi. Da qui i tempi che si allungheranno per depositare l’istanza di revisione alla Corte d’Appello di Brescia. Ciò perché da quegli atti stanno venendo fuori, secondo la difesa Stasi, molti elementi a favore di quest’ultimo. E su irregolarità nelle indagini dell’epoca.

La difesa non ha mai indicato tempi precisi per la richiesta con cui si vuole cancellare la condanna definitiva a 16 anni. Ha sempre ripetuto di volerla presentare il “prima possibile, compatibilmente con il lavoro che c’è da fare”. E ora di lavoro ce n’è ancora da fare, questo il senso, sulla base dei nuovi atti. Nei giorni scorsi sempre la difesa aveva parlato di nuovi elementi e, in particolare, di uno destinato a fare “scalpore” e “rumore”. Non è una prova documentale, né una consulenza, aveva chiarito l’avvocata Bocellari. Potrebbe trattarsi, a quanto pare, di una nuova testimonianza. La difesa sul punto non conferma, perché i nuovi elementi, viene chiarito, verranno a galla solo con il deposito della richiesta a Brescia.

Accertamenti sulla bici di Stasi, forse ascoltati inquirenti del 2007

La Procura di Pavia potrebbe ascoltare nei prossimi giorni, in qualità di persone informate sui fatti, alcuni inquirenti e consulenti tecnici che avevano seguito la prima inchiesta sul delitto di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco. E’ quanto emerge da ambienti vicini al palazzo di giustizia pavese, dopo quanto è emerso dalla chiusura della nuova indagine sul delitto, che vede come unico indagato Andrea Sempio. La decisione di ascoltare chi aveva indagato all’epoca sarebbe legata soprattutto alle analisi sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi, condannato a 16 anni a conclusione della prima indagine per l’omicidio di via Pascoli.

Attesa per l’ipotesi di corruzione contro Sempio

Secondo quanto ha comunicato la Procura, i Ris di Parma non avrebbero comunicato agli inquirenti dell’epoca l’esito negativo delle nuove analisi sui pedali della bici di Stasi, dopo che le prime avevano evidenziato la presenza del Dna di Chiara. Si è inoltre in attesa di conoscere lo sviluppo di un nuovo possibile filone di indagine, con l’ipotesi del reato di corruzione, a carico dell’avvocato Federico Soldani, di Andrea Sempio e del luogotenente Silvio Sapone (ex responsabile della polizia giudiziaria di Pavia), dopo le indiscrezioni annunciate nel corso dell’ultima puntata del programma “Quarto Grado”, condotto da Gianluigi Nuzzi, andato in onda venerdì 2 ottobre. Per il momento l’unico dato certo riguarda la trasmissione del fascicolo da Brescia a Pavia, dopo che è stata archiviata la posizione di Mario Venditti, ex procuratore aggiunto a Pavia.

Una voce delle notizie: da oggi sempre con te!

Accedi a contenuti esclusivi

Potrebbe interessarti

Le rubriche

Mimì

Sport

EDICOLA