Sul caso Garlasco, interviene l’unico nuovo indgato. E la Procura di Pavia invia a Milano gli atti della seconda chiusura indagini. In ballo una eventuale revisione della sentenza a carico di Alberto Stasi
«Non mi sembra ci siano argomenti tali da arrivare a un vero e proprio processo. Se capiterà di dover andare proprio a giudizio, cioè di affrontare un vero e proprio processo, l’affronteremo». Lo ha affermato Andrea Sempio, nei cui confronti si profila una richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura di Pavia per l’omicidio di Chiara Poggi, in una intervista che andrà in onda questa sera a ‘Quarto Grado’, su Retequattro, di cui è stata resa nota un’anticipazione.
Sempio parla anche delll’impronta 33 del palmo di una mano che è stata trovata sul muro delle scale, in fondo alle quali c’era il corpo di Chiara Poggi. «Abbiamo fatto sperimentazioni su un muro e in realtà non si potrebbe escludere. A noi non serve sapere cosa potrebbe non essere o cosa non si può escludere. Devi avere una certezza. C’era la traccia sul muro? Sì. È stata analizzata? Sì. C’era del sangue? No. Fine. Per come la vedo io la questione finisce lì».
Gli atti dai pm di Pavia alla Procura generale di Milano
La Procura di Pavia ha inviato alla Procura Generale di Milano altri atti depositati con la seconda chiusura delle indagini su Andrea Sempio. Atti che vedono il 38enne accusato dell’omicidio aggravato di Chiara Poggi. L’invio nell’ottica di una eventuale richiesta di revisione della sentenza di Alberto Stasi, l’allora fidanzato condannato in via definitiva a 16 anni di carcere. I primi documenti e i dubbi sui dati grezzi conservati dai Ris di Parma sono sul tavolo della procuratrice generale Francesca Nanni e della sua vice, Lucilla Tontodonati. Al momento non è stata presa alcuna decisione. La sensazione è che i tempi per arrivare a una scelta non saranno brevi.
Il procuratore di Pavia, Fabio Napoleone ha già chiarito tuttavia lo stato dell’arte. «Nessuna richiesta finalizzata alla formulazione di una proposta di revisione della sentenza di condanna di Alberto Stasi è mai stata rivolta al Procuratore Generale. La quale è stata e sarà tenuta informata in relazione a ogni aspetto ritenuto di possibile interesse». Le carte sugli sviluppi più recenti sul delitto di Chiara Poggi sono arrivate a Milano da giorni.
Ex consulente di Stasi: «Si dovrebbe invalidare tutto»
E’ plausibile l’ipotesi di uno “scambio” di campionature. In particolare, tra quella relativa ai pedali della bicicletta e quella effettuata sul cucchiaino usato da Chiara Poggi per fare colazione. Lo afferma il professor Francesco Maria Avato, ex consulente della difesa di Alberto Stasi. Conusulente che fin da subito ha sostenuto che quello che i Ris di Parma avevano isolato sul pedale della Umberto Dei non era comunque sangue. E poiché ora si scopre che «non è nemmeno Dna» della ragazza, il procedimento che è passato in giudicato «va invalidato».
Il docente universitario, intervenendo su quel test che 19 anni fa ha portato al fermo non convalidato di Stasi, ha spiegato di non essere mai stato messo al corrente dei due esiti ‘nulli’. Esiti ottenuti dai Ris di Parma il 20 settembre 2007 dopo un esito positivo del giorno precedente. «Ciò dovrebbe invalidare tutto. Sulla base di quel tracciato, che adesso risulta non confermato, dopo aver escluso che si sia trattato di sangue ora possiamo escludere anche che ci sia il Dna» della vittima. «Circola ancora la leggenda – ha concluso – che su quei pedali ci fosse il sangue della vittima, ma non è così».
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Lo scambio dei campioni di Dna
Sul capitolo Dna, c’è di più. I campioni dei pedali della bicicletta di Alberto e del cucchiaino usato per la colazione di Chiara hanno un valore registrato identico fino ai decimali. Una circostanza alquanto anomala, già emersa nell’indagine per l’omicidio della 26enne. Che oggi, alla luce dei risultati negativi dei test del 20 settembre 2007 potrebbe avere una spiegazione. E cioè lo scambio per errore tra i campioni dei pedali e quelli del cucchiaino. Un errore al quale però – secondo i magistrati di Pavia – non si è posto rimedio, occultando al contrario gli altri risultati.






























