1 Ott, 2026

Quei minuti dentro l’aereo: il racconto dei passeggeri del volo Dubai-Tel Aviv

Il volo FlyDubai

L’aereo perde oltre 5.300 metri in meno di due minuti. I bambini piangono, alcuni passeggeri entrano nel cockpit e immobilizzano l’aggressore, un dentista soccorre il comandante ferito. Poi i piloti di riserva prendono i comandi e atterrano in Arabia Saudita


«Abbiamo sentito l’aereo cadere completamente e iniziare a girare un po’. Tutti urlavano, c’erano bambini che piangevano. Ero sicura che sarei morta».

È il racconto di Mika Bauman, una dei passeggeri del volo FlyDubai FZ1073 partito da Dubai e diretto a Tel Aviv. Dentro quella cabina, mentre il Boeing perde migliaia di metri di quota in pochi istanti, nessuno sa ancora che cosa stia accadendo.

I dati di volo restituiscono la misura della picchiata: l’aereo perde 17.400 piedi, più di 5.300 metri, in meno di due minuti, deviando bruscamente verso nord. Alle 8,31 parte una chiamata di emergenza. Pochi minuti dopo dalla cabina viene trasmesso il codice 7500, il segnale internazionale utilizzato per indicare un dirottamento.

A bordo comincia il panico.

La corsa verso la cabina di pilotaggio

È allora che alcuni passeggeri decidono di muoversi.

Secondo la ricostruzione delle autorità israeliane, nella cabina il copilota ha aggredito il comandante Smit Machchhar, accoltellandolo ripetutamente e tentando di prendere il controllo dell’aereo. Il comandante, nonostante le ferite, riesce a reagire e ad aprire la porta del cockpit.

È il momento che cambia tutto.

Yaniv Hayoun racconta di essere entrato insieme ad altri passeggeri e di avere stretto l’aggressore al collo, trascinandolo fuori dalla cabina. Subito dopo afferra anche i comandi dell’aereo per contribuire a riportarlo sotto controllo.

Tra i passeggeri c’è anche Shota Musaev, un dentista. Una volta immobilizzato l’uomo, Musaev cerca qualcosa con cui legarlo. Usa i fili delle cuffie e delle fascette di plastica.

Poi lascia l’aggressore e corre dal comandante ferito.

Il comandante a terra coperto di sangue

Quello che Musaev trova davanti a sé dà la misura della violenza avvenuta nel cockpit. Machchhar ha perso moltissimo sangue. Il dentista racconta che il comandante è gravemente ferito e presenta tagli alla testa e alle mani. I passeggeri cercano di assisterlo e controllano i suoi parametri vitali.

Le immagini registrate a bordo e verificate dalla CNN mostrano il pilota a terra, cosciente ma dolorante, con le mani insanguinate strette sul busto. Intorno a lui alcune persone cercano di soccorrerlo. Poco distante c’è il presunto aggressore, sorvegliato da diversi uomini. Anche lui è ferito e la sua camicia bianca è macchiata di sangue all’altezza dell’addome.

È in quei minuti che i passeggeri cominciano a capire che il pericolo non è ancora finito.

«Sotto di noi c’era soltanto il deserto»

L’aggressore è stato immobilizzato, ma l’aereo deve ancora essere portato a terra.

«Sotto di noi non c’era altro che deserto», racconta Assaf Rajuan. «Avevamo paura di essere portati in un Paese nemico o di atterrare in mezzo al deserto. Non sapevamo di chi fidarci».

A bordo, però, ci sono alcuni piloti di riserva che viaggiano nell’area passeggeri. Sono loro, secondo FlyDubai e le autorità israeliane, a prendere il controllo dell’aereo.

Il volo viene dirottato verso l’Arabia Saudita. La destinazione è Tabuk.

A terra nessuno dei passeggeri sa ancora come finirà. Israele e Arabia Saudita non hanno relazioni diplomatiche formali. Ma in quel momento conta soltanto riuscire ad arrivare sulla pista.

L’atterraggio a Tabuk

Alle 9,54 l’aereo tocca terra. Un video circolato sui media israeliani e verificato dalla CNN mostra quello che succede subito dopo. I passeggeri applaudono, cantano, festeggiano. Dopo la picchiata, la lotta nel cockpit e la paura di precipitare nel deserto, sono vivi. Il comandante e il copilota vengono portati in ospedale. Machchhar è gravemente ferito ma sopravvive. Il presunto aggressore viene preso in custodia dalle autorità saudite.

Gli altri passeggeri vengono successivamente riportati in Israele con un aereo sostitutivo inviato da FlyDubai. All’aeroporto Ben Gurion li aspettano le famiglie, alcune con palloncini e cartelli di benvenuto. I passeggeri vengono accompagnati in un’area riservata per i controlli medici.

Uno di loro, un uomo di 50 anni, viene trasferito in ospedale con una ferita alla parte superiore del corpo: le sue condizioni vengono definite lievi. Restano ancora molte domande sull’attacco, sull’arma utilizzata, sul movente e sull’identità del copilota.

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