1 Ott, 2026

Chi è Smit Machchhar: il pilota eroe che ha salvato 170 persone sul volo FlyDubai

Smit Machchhar, il pilota eroe

Il comandante indiano, 13 anni di esperienza e in FlyDubai dal 2022, è rimasto ferito nell’attacco in cabina ma è riuscito ad aprire la porta permettendo a equipaggio e passeggeri di sopraffare l’aggressore. Netanyahu e Modi lo chiamano «eroe»


Il comandante del volo FlyDubai diretto da Dubai a Tel Aviv è stato accoltellato dal copilota ma nonostante le ferite, è riuscito a reagire, aprire la porta della cabina di pilotaggio, a permettere che passeggeri e membri dell’equipaggio riuscissero a passare e fermare l’aggressore. Un intervento che, secondo le autorità israeliane, ha impedito che l’aereo con oltre 170 persone a bordo precipitasse.

Il pilota si chiama Smit Machchhar, è indiano e ha alle spalle tredici anni di esperienza nell’aviazione commerciale. Dopo l’attacco è stato ricoverato in un ospedale di Tabuk, in Arabia Saudita, dove l’aereo ha effettuato l’atterraggio d’emergenza. Secondo l’ambasciata indiana a Riad, le sue condizioni sono stabili.

A definirlo un «eroe» sono stati sia il premier israeliano Benjamin Netanyahu sia quello indiano Narendra Modi.

La lotta nella cabina di pilotaggio

Secondo la ricostruzione delle autorità israeliane, il copilota avrebbe aggredito Machchhar all’interno della cabina, colpendolo ripetutamente con un’arma da taglio con l’intenzione di assumere il controllo dell’aereo e farlo precipitare.

Nonostante fosse gravemente ferito, il comandante ha reagito all’aggressione e sarebbe riuscito ad aprire la porta della cabina, consentendo l’intervento di passeggeri e membri dell’equipaggio. L’aggressore è stato quindi immobilizzato e l’aereo ha potuto effettuare un atterraggio d’emergenza in Arabia Saudita.

«Nonostante fosse stato accoltellato e gravemente ferito, ha resistito, ha aperto la porta della cabina e ha permesso ai passeggeri e all’equipaggio di sopraffare l’aggressore, impedendo una catastrofe in volo», ha dichiarato Netanyahu.

Anche Modi ha sottolineato come il «coraggio» del comandante abbia salvato centinaia di vite e a evitare una tragedia.

Tredici anni di esperienza come pilota

Machchhar vive con la famiglia a Ghatkopar East, quartiere di Mumbai. I suoi genitori sono partiti per l’Arabia Saudita nelle prime ore di giovedì, secondo quanto riferito dal parlamentare locale Parag Shah.

Dal suo profilo professionale emerge una carriera di tredici anni nell’aviazione commerciale. Ha iniziato alla compagnia indiana SpiceJet, a Mumbai, dove è diventato comandante senior e istruttore di linea. Nel 2022 è passato a FlyDubai.

Eppure quella del pilota non era stata la sua prima scelta professionale. In un podcast dello scorso anno aveva raccontato di avere inizialmente intenzione di entrare nell’azienda tessile della famiglia. Mentre studiava management per prepararsi a lavorare nell’impresa, partecipò a un seminario sull’aviazione.

Fu allora, aveva raccontato, che «mi prese il virus dell’aviazione».

La madre non vedeva di buon occhio quella scelta. Quindici anni fa, aveva spiegato Machchhar, diventare pilota in India era una strada molto meno comune di oggi e mancavano informazioni chiare su come intraprendere la carriera.

Il ricovero a Tabuk

Dopo l’atterraggio d’emergenza Machchhar è stato ricoverato a Tabuk. L’ambasciata indiana in Arabia Saudita ha fatto sapere di essere in contatto con la sua famiglia e con le autorità saudite e di voler seguire direttamente l’evoluzione delle sue condizioni.

L’inchiesta dovrà ora ricostruire fino in fondo quanto accaduto nella cabina di pilotaggio e chiarire movente e dinamica dell’aggressione. Ma nella ricostruzione fornita finora dalle autorità israeliane un punto è già centrale: il comandante ferito è riuscito a mantenere abbastanza lucidità da aprire quella porta. E impedire la catastrofe.

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