La busta, spedita anonimamente da Salerno, conteneva un proiettile calibro 7,65 e una lettera sulle presunte irregolarità nel rilascio di diplomi. Il ministro ha denunciato ai carabinieri
Una busta con un proiettile calibro 7,65 e una lettera con frasi minatorie recapitati al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che ha denunciato l’accaduto ai carabinieri.
La busta era arrivata all’inizio di agosto nella sede del ministero a Roma ed era indirizzata direttamente al ministro. Secondo quanto ricostruito, era stata spedita anonimamente da Salerno. Nella lettera si chiedeva a Valditara di denunciare presunte irregolarità nel rilascio di diplomi da parte di scuole private della provincia di Salerno. Insieme al foglio era stato inserito il proiettile.
La denuncia ai carabinieri
Valditara ha presentato denuncia e sono in corso gli accertamenti per risalire agli autori dell’intimidazione e ricostruire la provenienza della busta.
La notizia ha provocato numerose reazioni politiche. La premier Giorgia Meloni ha espresso «piena solidarietà» al ministro. Il proiettile e la lettera minatoria sono «vili atti intimidatori che non possono trovare spazio in una democrazia».
Meloni chiede piena luce sulla vicenda e «una condanna netta e unanime da parte di tutte le forze politiche».
La solidarietà bipartisan
Solidarietà è arrivata anche dai presidenti delle Camere. Ignazio La Russa: gli autori del gesto siano «rapidamente individuati dagli organi competenti». Lorenzo Fontana: «L’intimidazione e la violenza, in qualunque forma si manifestino, vanno condannate con fermezza».
Anche il Pd ha condannato l’episodio. Irene Manzi, responsabile nazionale scuola del partito, ha affermato che «la violenza e l’intimidazione non devono mai entrare nel confronto politico e istituzionale». E che la politica deve restare il luogo del confronto anche quando le posizioni sono profondamente diverse.
La ministra dell’Università Anna Maria Bernini ha scritto che «il dissenso è libero, la critica legittima, l’intimidazione e la violenza non lo saranno mai».
La ministra della Famiglia Eugenia Roccella ha definito «terroristiche» nel metodo le azioni rivolte contro Valditara. E ha collegato le intimidazioni ai provvedimenti adottati dal ministro sulla scuola e sulla famiglia.






























