16 Settembre 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

16 Set, 2026

Pompei, ragazzo violentato: il custode l’ha seguito lontano dalle telecamere

Scavi di Pompei

Il 58enne è in carcere a Vallo della Lucania. I filmati ricostruiscono il pedinamento del minore fino alla zona non videosorvegliata. Il gip: «Non basta l’allontanamento dal luogo di lavoro»


Un predatore sessuale pronto a colpire ancora. Per fermarlo «non basta l’allontanamento dal luogo di lavoro», ovvero gli Scavi di Pompei, ma è necessaria la detenzione in carcere.

Antonio F., 58 anni, di Scafati, è rinchiuso nel reparto destinato ai predatori sessuali nel penitenziario di Vallo della Lucania. Ha abusato di un minore mentre il ragazzo, appassionato di archeologia, si trovava in visita alle rovine di Pompei, lo scorso 16 agosto.

Quella mattina l’indagato, che lavora lì come custode, ha finto di essere una guida e ha iniziato a tampinarlo fino a una zona del sito non videosorvegliata, dove lo ha costretto a subire atti sessuali. A nulla è valsa la difesa del ragazzino che lo ha implorato:

«Fermati, non voglio, per favore».

Il freezing e il racconto del ragazzo

Il custode gli ha bloccato i polsi e, scrive il gip di Torre Annunziata, Luisa Castra, il ragazzo è rimasto come paralizzato dallo shock, incapace di reagire. Lo spiega nella sua perizia la consulente della Procura: «L’atteggiamento passivo nei confronti dell’adulto è conseguente alla difficoltà del minore di gestire una situazione percepita come anomala con un soggetto investito, ai suoi occhi, di una posizione di autorità», un caso di freezing da manuale, dunque.

Secondo la perizia, «le dichiarazioni rese dalla vittima sono pienamente attendibili, veritiere e prive di condizionamenti». Agli atti ci sono poi gli stralci della denuncia del ragazzo e la prima richiesta di aiuto alla madre. «Mamma, voglio tornare a casa, per favore, ti prego, mamma».

E poi la paura che l’uomo potesse tornare: «Magari è ancora qui vicino, mi sto allontanando, mamma». Paura, disagio e il bisogno di allontanarsi.

La madre terrorizzata cerca di capire cosa sia successo, chiede se qualcuno lo avesse infastidito e lui risponde «di più» e, alla domanda che segue, «ti ha toccato?», risponde «un po’ di più». La conversazione documenta i passaggi emotivi immediatamente successivi alla violenza. Il resto lo fanno i fotogrammi acquisiti dai carabinieri.

I fotogrammi e l’inseguimento tra gli Scavi

Immagini che provano il racconto della vittima. Che viene avvicinato da Antonio F. nei pressi dell’Anfiteatro, viene seguito lungo via dell’Abbondanza. Il custode cerca di attaccare bottone, ma il ragazzo lo ignora e tira dritto, testa bassa e cuffie nelle orecchie. Ma il custode non lo molla. Finge di cambiare strada, ma ne imbocca una più breve per incrociarlo di nuovo.

Nei video lo si vede guardarsi intorno alla ricerca del minore finché non lo individua. Lo segue fino alla Casa di Ercole, zona non videosorvegliata. Una volta nella domus, ha abusato di lui.

Il Parco: «Valuteremo se costituirci parte civile»

Una storia che ha sconvolto tutti anche per il luogo in cui è avvenuto. E infatti non si è fatta attendere la reazione del direttore del Parco archeologico di Pompei. «Il nostro primo pensiero va alla vittima – ha detto Gabriel Zuchtriegel –. Al di là della procedura penale avviata dalla Procura, con la quale collaboriamo in tutti i modi, una volta eseguiti i dovuti accertamenti interni, ci saranno anche delle conseguenze disciplinari. E valuteremo se costituirci parte civile in un eventuale processo».

Una voce delle notizie: da oggi sempre con te!

Accedi a contenuti esclusivi

Potrebbe interessarti

Le rubriche

Mimì

Sport

EDICOLA