13 Settembre 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

13 Set, 2026

Il Canada e l’Europa: Carney punta allo status di «membro associato» dell’Ue

Dopo la crisi con gli Stati Uniti, Ottawa cerca un’integrazione più profonda con l’Europa senza una vera adesione all’Unione. Sul tavolo mercato, energia, IA, difesa e infrastrutture tecnologiche. Resta l’incognita della reazione di Trump


Il Canada prova ad allontanarsi dall’abbraccio degli Stati Uniti e guarda sempre più decisamente all’Europa. Dopo il fallimento dei negoziati commerciali con Washington, il premier Mark Carney ha accelerato i colloqui con i leader europei. L’intento è per costruire un rapporto molto più stretto con l’Unione: non una vera adesione, ma un nuovo status di «membro associato» dell’Ue.

A spingere Ottawa verso Bruxelles è anche lo scontro con Donald Trump. La minaccia del presidente americano di trasformare il Canada nel «51esimo Stato» degli Usa ha contribuito a imprimere un’accelerazione a un progetto che punta a ridurre una dipendenza economica dagli Stati Uniti durata mezzo secolo.

Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, Carney ha incaricato il suo inviato speciale in Europa di esplorare le ipotesi più ambiziose, pur escludendo sia l’ingresso formale nell’Unione sia l’adesione piena al mercato unico. I dettagli sono ancora allo studio di gruppi tecnici e non esiste, dunque, un accordo già definito.

Il corteggiamento ai leader europei

Da mesi Carney porta avanti colloqui riservati con quasi tutti i principali leader europei, dalla Francia all’Italia, dalla Germania ai Paesi scandinavi. L’obiettivo è capire fino a che punto sia possibile integrare il Canada, con i suoi 41 milioni di abitanti, nell’architettura economica europea.

La formula proposta dallo stesso premier canadese è quella di «membro associato dell’Unione Europea». Un’ipotesi ancora tutta da costruire, ma che, secondo funzionari delle due parti citati dal quotidiano americano, avrebbe incontrato una prima apertura da parte di Bruxelles.

Energia, IA, difesa e minerali critici

Il progetto va molto oltre un nuovo accordo commerciale. Europa e Canada stanno valutando forme di integrazione in alcuni dei settori più strategici: energia, intelligenza artificiale, difesa e minerali critici indispensabili per batterie e semiconduttori.

L’obiettivo sarebbe consentire, in prospettiva, una circolazione molto più libera tra Canada ed Europa di merci, servizi e lavoratori impiegati in questi comparti. Una forma di integrazione informale con il mercato unico europeo, un colosso da circa 21mila miliardi di dollari, senza che Ottawa diventi formalmente il ventottesimo membro dell’Unione.

Una rete tecnologica fuori dal controllo americano

Sul tavolo ci sono anche progetti destinati a ridisegnare i rapporti tecnologici tra le due sponde dell’Atlantico. Si discute della posa di nuovi cavi sottomarini, della costruzione congiunta di data center e sistemi cloud e dello sviluppo di reti satellitari che non dipendano dai grandi gruppi tecnologici statunitensi.

Un passaggio particolarmente significativo per un Canada che per decenni ha costruito una parte decisiva della propria economia sulla relazione privilegiata con gli Stati Uniti.

Il gas canadese verso l’Europa

C’è poi la partita energetica. Carney punta alla realizzazione di infrastrutture che consentano al Canada di indirizzare verso gli alleati europei una quota maggiore del proprio gas, oggi fortemente legato al mercato statunitense. Per l’Europa significherebbe avere un’altra fonte di approvvigionamento mentre continua il processo di sostituzione delle forniture russe.

Nella visione del premier canadese entra persino l’Artico: navi rompighiaccio potrebbero aprire nuove rotte attraverso il Passaggio a Nord-Ovest per portare verso l’Europa anche i fertilizzanti prodotti in Canada.

L’incognita Trump

È un progetto ancora in costruzione, ma il significato politico è già evidente. Ottawa sta cercando di diversificare alleanze, mercati, infrastrutture e tecnologia per ridurre la propria dipendenza dagli Stati Uniti.

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