3 Settembre 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

3 Set, 2026

Industria, costi su del 7,8%: nuova stangata in arrivo per i consumatori

I prezzi alla produzione dell’industria accelerano del 7,8% su base annua. A pesare è soprattutto l’energia, mentre aumentano anche i costi dei trasporti. Gas e bollette corrono e i rincari rischiano ora di trasferirsi sugli scaffali


È stata appena metabolizzata la notizia dell’impennata dell’inflazione ad agosto e a stretto giro l’Istat ha fornito ulteriori dati che rischiano di preparare un nuovo boccone amaro. È stata infatti registrata, a luglio, una crescita dei prezzi alla produzione dell’industria: +2,4% su base mensile e +7,8% annuale (dal +5,8% di giugno). Ancora una volta a far saltare il banco sono i prodotti energetici. Sul mercato interno il rialzo è stato del 3% su giugno e del 9,3% rispetto al 2025. Se si escludono gli energetici l’impatto è molto più contenuto. Sul mercato estero gli aumenti risultano ancora più bassi: 0,6% sul mese e 3,6% sull’anno.

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Energia e prodotti petroliferi fanno volare i listini

A volare, per l’industria manifatturiera, sono stati i listini di coke e prodotti petroliferi raffinati (+54,0% mercato interno, +35,9% area non euro), dei prodotti chimici (+9,6% mercato interno, +6,8% area euro, +6,6% area non euro), metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+7,7% mercato interno, +7,8% area euro) e altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine e apparecchiature (+6,8% area non euro). Un “ritocco” che rischia di impattare sui prodotti in vendita e infiammare ulteriormente i prezzi.

Nel settore delle costruzioni alla flessione dello 0,1% rispetto a giugno si affianca un incremento del 3,1% sull’anno, mentre per strade e ferrovie si registra +0,8% e +4,3% tendenziale. Nel trimestre maggio-luglio, rispetto al precedente, i prezzi degli edifici residenziali e non sono saliti dell’1,3%, quelli di strade e ferrovie dell’1,1%.

Trasporti più cari, rischio rincari sugli scaffali

Anche sul fronte dei servizi ci sono stati aumenti: +1,5% e +4,3% in un anno sul mercato business; +3,5% trasporto e magazzinaggio, +5,1% il trasporto marittimo, +4,8% le attività di supporto ai trasporti; +3,4% il trasporto su strada. A “salvarsi” il trasporto aereo passeggeri che ha segnato -2,7%. I prezzi dei servizi di noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese sono cresciuti rispetto a giugno dell’1,6%.

Servizi di trasporto più cari non potranno non avere effetti sugli scaffali. È il caso, per esempio, dei prodotti alimentari che per l’85% viaggiano su gomma e che dovranno aggiungere anche questa voce alle altre legate direttamente all’energia e ai cambiamenti climatici.

Bollette più care del 48% per hotel e ristoranti

Ma la bestia nera resta l’energia che con il blocco di Hormuz presenta un conto sempre più pesante. E ieri Confimprenditori ha lanciato un allarme sulla situazione del turismo con hotel e ristoranti che hanno dovuto affrontare bollette più salate del 48%.

Per una struttura tipo da 45 camere, secondo l’analisi di Confimprenditori, la spesa energetica del trimestre estivo è passata da 8.250 a 12.250 euro, un aggravio di 4.000 euro. Segue il settore della ristorazione, penalizzato dall’uso continuo di cucine elettriche e celle frigorifere, con rincari del 47,6% e una spesa trimestrale salita da 2.100 a circa 3.100 euro. Più contenuto, ma comunque rilevante, l’impatto sugli stabilimenti balneari, con aumenti tra il 35% e il 40%.

Gas, per i vulnerabili 400 euro in più

Sul banco degli imputati il gas. Ad Amsterdam ieri i contratti Ttf sono lievitati del 3% a 74,4 euro al megawattora. Petrolio stabile ma comunque il Wti sempre sui 90 dollari e a quota 95 dollari il Brent.

E sempre ieri Arera ha comunicato che le quotazioni all’ingrosso del gas hanno subito ad agosto un rialzo e la spesa totale dell’utente tipo è aumentata del 6,9% su luglio. Per 2,3 milioni di utenti vulnerabili il prezzo è di 64,15 euro/MWh. E Codacons ha rincarato la dose calcolando che rispetto ad agosto del 2025 per i vulnerabili le tariffe del gas sono più elevate del 33,8% con una spesa maggiorata di 400 euro a utenza.

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