3 Settembre 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

2 Set, 2026

Violenta 13enne a Torino, il gip lo scarcera in 48 ore. Ira di Meloni, Nordio invia ispettori

Meloni e Nordio

Il gip dispone l’obbligo di firma per il 42enne accusato della violenza nel minimarket. La Procura ricorre al Riesame, Meloni attacca e Nordio manda gli ispettori. Camere Penali e Anm difendono l’autonomia della magistratura


La decisione del gip di Torino di scarcerare dopo 48 ore il commesso bengalese di 42 anni accusato di aver violentato una ragazzina di 13 anni, è un caso politico. La violenza risale a sabato scorso, in un minimarket della periferia Nord di Madonna di Campagna.

La procura torinese impugnerà al tribunale del Riesame il provvedimento con cui il gip ha disposto l’obbligo di firma del 42enne. Senza neppure convalidare il fermo. Sostenendo che non servono altre misure cautelari perché l’uomo è incensurato e si è mostrato subito pentito e collaborativo mostrando le telecamere di sicurezza del minimarket.

Meloni: «La catena ha funzionato»

A gettare benzina sul fuoco sono anche le parole della premier Giorgia Meloni, che non nasconde il suo disappunto per un provvedimento che «spezza» in sole 48 ore una «catena che ha funzionato: le leggi le abbiamo scritte – attacca sui social – e sono più severe che mai. Le Forze dell’Ordine hanno fatto il loro dovere, in poche ore, benissimo. La Procura ha chiesto la misura più dura. E noi non possiamo fare niente, se non inviare gli ispettori del Ministero, che è quello che stiamo facendo». Il Guardasigilli Carlo Nordio ha tenuto a precisare che quella del gip è una decisione che «rientra nell’ambito dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura, su cui non posso e voglio interferire», ma che nell’inviare gli ispettori non ha potuto non tenere conto della «eccezionalità del caso e dell’allarme sociale cagionato».

Camere Penali: «Indebita pressione»

Anche i membri laici del Csm chiedono di intervenire con l’apertura di una pratica e le polemiche proseguono. Ma l’Unione delle Camere Penali Italiane fa notare che «è proprio nei casi che suscitano maggiore indignazione sociale che il principio di autonomia e indipendenza della giurisdizione viene messo alla prova».

Da qui, l’invio degli ispettori da parte del ministero appare per i penalisti «del tutto privo di giustificazione e rischia di tradursi in un’indebita pressione sull’autonomia del potere giudiziario».

A parere della giunta Ucpi infatti la decisione del gip di Torino può essere «criticata nel merito, ma non può essere deformata dalla consueta semplificazione mediatica e strumentalizzata a fini politici. Il giudice – spiegano – ha ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza e un concreto e attuale pericolo di reiterazione, ma ha valutato sufficiente una misura meno afflittiva del carcere, valorizzando l’incensuratezza, il comportamento collaborativo e la resipiscenza dell’indagato».

L’Anm: «Attacchi dal governo»

E ancora, la giunta Ucpi afferma che la custodia cautelare «non è una pena anticipata, né uno strumento per soddisfare una domanda sociale di immediata punizione». Per il presidente dell’Anm Giuseppe Tango quello del gip di Torino è un «provvedimento che si può contestare secondo quanto previsto dalle stesse regole procedurali, ricorrendo al tribunale del Riesame ed eventualmente in Cassazione», ma «non è una decisione definitiva. Non è neanche una sentenza. Davanti a questo quadro – replica – sono stati diversi gli attacchi scomposti da parte di autorevoli esponenti del governo, che sono andati oltre la critica. Ed è questo che stigmatizziamo con forza, così come riteniamo del tutto non ortodosso l’invio degli ispettori che non hanno il compito di valutare il merito dei singoli procedimenti».

Le telecamere e l’altra violenza

Dall’altra parte c’è l’indignazione che il caso porta con sé e che alimenta il dibattito sulla sicurezza. Confermare il racconto della 13enne è stato semplice. Grazie alle telecamere del negozio sarebbe emerso che solo 40 minuti prima della violenza sulla ragazzina, lo stesso uomo aveva abusato anche di una adulta. La donna non è ancora stata identificata.

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