Un gruppo di ex fedelissimi di Matteo Salvini “rispolvera” la Lega Nord e costituisce un comitato per la convocazione del congresso federale: per l’attuale leader del Carroccio si apre un nuovo fronte interno, dopo le tensioni con Romeo e Fontana
Un nuovo fronte di rivolta nordista contro Matteo Salvini si è aperto ieri con la nascita del Comitato per la convocazione del congresso federale. Tra i promotori non figura nessuno dei big che nelle scorse settimane hanno dato l’aut-aut a Matteo Salvini. Anzi, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana si chiama fuori ed esclude qualsiasi coinvolgimento anche degli altri governatori del Nord, nella fattispecie Fedriga e Fugatti, con l’ex doge Zaia. «Ho sentito anch’io di questa iniziativa, ma non c’entra assolutamente niente con il discorso che stiamo portando avanti noi con Salvini, che incontreremo presto. Dobbiamo solo far combaciare le nostre agende». Queste la parole di Attilio Fontana, mentre dall’entourage del leader Salvini filtra solo una certa malcelata sorpresa e un pizzico di vetriolo: «Chi ha rischiato di uccidere la Lega ora si rifà vivo in cerca di una poltrona».
Pressing per il congresso
Il Comitato fa capo a una lunga lista di ex parlamentari e segretari provinciali che vorrebbe assumere il controllo della vecchia “Lega Nord per l’Indipendenza della Padania”, la struttura di cui Igor Iezzi è l’attuale commissario. Da notare però che Iezzi è uno dei fedelissimi di Salvini: eletto nelle liste della “Lega per Salvini premier” alla Camera, Iezzi è anche il vicepresidente vicario del partito salviniano. Il Comitato per il congresso federale, perciò, sta cercando di scippare la Lega Nord al controllo dell’attuale commissario, rispolverando il vecchio partito con una mossa non priva di un significato di sfida muro contro muro, anche se è ancora tutto da vedere chi si farà più male.
Due soggetti distinti
Sotto lo stesso simbolo convivono due soggetti politici distinti. Da una parte c’è la Lega Nord, la formazione storica nata tra il 1989 e il 1991 dalla federazione di sei movimenti regionalisti del settentrione e guidata per oltre vent’anni da Umberto Bossi. Dall’altra c’è la Lega per Salvini premier, fondata alla fine del 2017 dall’attuale segretario. Una convivenza, quella delle due Leghe, che oggi torna al centro dello scontro interno. Riavvolgendo il nastro bisogna ricordare che la Lega Nord formalmente esiste ancora a livello legale, ma non è più attiva come soggetto politico nelle competizioni elettorali perché si tratta della struttura rimasta in vita dopo il 2017 funzionando come una sorta di bad company, tuttora in essere per pagare i 49 milioni che deve restituire allo Stato.
I 49 milioni di euro
In un primo momento, la Lega Nord fiancheggiava il movimento guidato da Salvini, trasformatosi nel 2019 nella Lega per Salvini premier in un partito nazionalista e sovranista. A quel punto la Lega Nord veniva di fatto sostituita, restando però in stand by. Ma siccome tutto si trasforma col tempo che passa, così anche i 49 milioni che la Lega deve restituire allo Stato nel frattempo si sono ridotti a soli 18,4. Il miracolo finanziario è scritto nel bilancio del Carroccio ed è figlio dell’accordo con la Procura di Genova del settembre 2018 che permette di restituire la somma del vecchio finanziamento pubblico in 75 anni in comode rate da 600mila euro l’anno, a interessi zero. Il valore dello sconto è stato misurato al centesimo.
Il crollo del debito
L’importo originale di 48.969.617, oggetto di un provvedimento penale, è stato iscritto a bilancio alla voce “altri debiti” con un valore attualizzato di 18.421.587,67 milioni, al netto dei 3,35 milioni che erano già stati sequestrati sui conti correnti della Lega Nord. Traducendolo ancora meglio, il pagamento dilazionato e senza alcun aggravio d’interessi, ha ridotto il debito reale per la Lega (ai valori di oggi) di oltre 30 milioni di euro.
L’obiettivo del comitato
Il romagnolo Gianluca Pini, di Forlì, è uno dei tanti ex parlamentari fuoriusciti dal Carroccio che però siede ancora nel Consiglio federale della Lega Nord. Spiega lui stesso che il Comitato, di cui è fondatore insieme ad altri, vuole indire il congresso federale della Lega Nord con «l’unico obiettivo di rinnovare tutte le cariche, poter utilizzare il simbolo e ridare dignità a un movimento che ha ancora tanto da dare». Ecco allora che il simbolo di Alberto da Giussano è soltanto il punto di partenza, l’idea del Comitato è di far rivivere politicamente e nella pratica giuridica anche la Lega Nord.
L’obiettivo di rinnovare le cariche
«Abbiamo costituito il Comitato qualche giorno fa – sottolinea Pini – in una maniera molto semplice. Ci sono state un bel po’ di adesioni con il passaparola e la raccolta firme, attraverso le vecchie militanze. L’obiettivo è solo uno, quello di ottenere la convocazione del congresso federale per fare il rinnovo completo di tutte le cariche, cambiare chiaramente un commissario (Iezzi, ndr) che fa melina da sei anni, con giustificazioni assurde per non convocarlo, solo ed esclusivamente per tenere in ostaggio i militanti della Lega Nord e soprattutto il suo simbolo, in modo che lo possa utilizzare il suo amico di merende Matteo Salvini». Nel rispetto del regolamento e dello statuto della Lega Nord, conclude Pini, «pensiamo che potrebbe essere un contenitore interessante per la politica italiana».






























