Il bilancio continua ad aggravarsi, ma l’emergenza entra nella fase più delicata: ospedali saturi, persone ancora sotto le macerie e timori di saccheggi. A Cali scattano coprifuoco e pattugliamenti dell’esercito
La Colombia entra nelle ore più difficili dopo il devastante terremoto di magnitudo 7,4. Il bilancio continua ad aggravarsi — almeno 132 morti e oltre 570 feriti. Adesso l’emergenza si concentra soprattutto nelle città più colpite, dove si continua a scavare tra le macerie mentre ospedali e servizi essenziali sono sotto una pressione enorme.
La situazione più critica è a Cali. Gli ospedali della città hanno dichiarato l’allerta rossa dopo avere raggiunto il 100% della capacità e il sindaco Alejandro Eder ha imposto il coprifuoco e disposto la presenza dei militari nelle zone più danneggiate per il timore di saccheggi.
Le autorità considerano decisive le prime 48 ore per raggiungere le persone ancora intrappolate sotto gli edifici. Le immagini dei danni a Cali e Bogotà
Ospedali saturi a Cali
Nella sola Cali si contano almeno 26 morti e 456 feriti. Il bilancio resta provvisorio. Quattro grandi strutture sanitarie sono state completamente evacuate, compreso l’Hospital Universitario del Valle Evaristo García, dove un’ala ha subito un crollo parziale.
I medici sono stati costretti ad assistere i pazienti nelle tende allestite nei giardini dell’ospedale. Danni strutturali anche alla Clínica Nuestra Cali, alla Clínica Dessa e alla Clínica Colombia, mentre interventi chirurgici, visite e prestazioni non urgenti sono stati cancellati per liberare posti letto.
Madre e neonato estratti vivi
A Cali una madre e il suo bambino appena nato sono stati estratti vivi dalle macerie di un edificio di cinque piani crollato nel quartiere Ciudad Capri.
Entrambi sono stati trasferiti nei centri di assistenza e dichiarati fuori pericolo. I soccorritori hanno già recuperato vive sette persone nello stesso intervento e stanno cercando una coppia di anziani e il nipote di sette anni dopo avere ricevuto segnali di vita dalle macerie.
Coprifuoco e militari contro i saccheggi
Con il passare delle ore all’emergenza umanitaria si aggiunge quella dell’ordine pubblico. Il sindaco Eder ha decretato il coprifuoco a Cali dalle 20 alle 6 e disposto pattugliamenti di polizia ed esercito.
«Queste prime 48 ore sono critiche», ha avvertito il sindaco, chiedendo alla popolazione di non ostacolare il lavoro delle squadre impegnate nelle ricerche.
Lo stesso Eder è stato aggredito mentre si trovava in strada durante le operazioni di assistenza. Dopo essere stato contestato da alcune persone, è stato colpito alla testa da una pietra mentre gli uomini della sicurezza lo stavano portando via. Le autorità stanno esaminando le immagini delle telecamere per individuare i responsabili.
Aiuti internazionali alla Colombia
Intanto comincia a muoversi la macchina degli aiuti internazionali. Gli Stati Uniti hanno annunciato uno stanziamento da 15,5 milioni di dollari. Sarà destinato ad alloggi di emergenza, generi alimentari, misure di protezione e valutazione dei danni provocati dal sisma. Anche il Venezuela ha offerto il proprio sostegno, mettendo a disposizione squadre specializzate nella ricerca delle persone rimaste intrappolate sotto le macerie e annunciando l’invio di aiuti umanitari.
A Pereira e nel dipartimento di Risaralda il governo colombiano sta invece facendo arrivare carburante, generatori e medicinali per garantire il funzionamento degli ospedali e dei servizi essenziali.
La priorità resta però trovare chi è ancora vivo sotto le macerie. Mentre il numero delle vittime continua a essere aggiornato, nelle città devastate dal terremoto ora è corsa contro il tempo.































