Raid con missili e droni in numerose regioni dell’Ucraina provocano nella notte almeno otto morti, tra cui due bambine di 5 e 12 anni
Sei persone, tra cui due bambine di 5 e 12 anni, sono morte a Kryvyi Rih, nell’Ucraina centrale, in uno dei più pesanti attacchi russi delle ultime ore. Un missile balistico Iskander-M ha colpito un’abitazione privata alla periferia della città, uccidendo una famiglia . Altre due persone sono morte a Kiev e Poltava, portando ad almeno otto il bilancio delle vittime dei raid russi. Le autorità locali continuano intanto a verificare l’entità dei danni provocati dall’ondata di missili e droni lanciata nella notte. Poche ore prima dell’attacco, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva avvertito della possibilità di un nuovo massiccio bombardamento. L’allarme si è concretizzato con una serie di raid che hanno interessato numerose aree del Paese, dalla capitale all’Ucraina occidentale e centrale.
Secondo il ministero della Difesa russo, l’operazione avrebbe colpito «aeroporti militari, impianti del complesso militare-industriale, centri di telecomunicazioni e logistica militare». Nel mirino sarebbero finite infrastrutture situate a Kiev, Leopoli e nelle regioni di Ivano-Frankivsk, Zhitomir, Riven, Vinnytsia e Dnipropetrovsk. Mosca sostiene inoltre di aver colpito strutture coinvolte nella produzione, nello stoccaggio e nel trasporto di armamenti missilistici e droni, oltre a centri legati al controllo dello spazio aereo.
Particolarmente significativo anche il riferimento ai porti sul Mar Nero. Secondo il ministero russo, una nave cargo sarebbe stata colpita nel porto di Yuzhny e altre due imbarcazioni a est e a sud di Odessa. Le navi, sostiene Mosca, trasportavano armamenti e materiale militare. Si tratta di informazioni fornite dalla Difesa russa e non immediatamente verificabili in modo indipendente.
L’allarme in Polonia
Il massiccio attacco ha avuto conseguenze anche oltre i confini ucraini. Durante i raid, infatti, lo spazio aereo polacco sarebbe stato violato. Il primo ministro Donald Tusk ha convocato una riunione con il ministro della Difesa e i servizi competenti dopo che le forze armate di Varsavia hanno rilevato, alle 3.40, un oggetto non identificato diretto verso ovest.
Un F-16 polacco è stato fatto decollare per intercettarlo, ma il contatto radar è stato perso pochi minuti più tardi. Le autorità hanno quindi avviato le ricerche nell’area di Tarnawa-Kolonia, nella regione di Lublino, dove sarebbe stato individuato il punto di caduta dell’oggetto.
Il governo polacco propende per l’ipotesi che si tratti di un missile russo. «Tutto indica che si tratta di un missile russo», ha riferito una fonte governativa a Wirtualna Polska, mentre gli artificieri stanno esaminando i resti e il luogo dell’impatto.
L’episodio aggiunge così un ulteriore elemento di tensione a una notte già segnata da un’ondata di attacchi particolarmente estesa. Mentre in Ucraina prosegue la conta delle vittime e dei danni, Varsavia è ora chiamata a chiarire la natura dell’oggetto entrato nel proprio spazio aereo e, soprattutto, se si sia trattato di una conseguenza accidentale dei raid russi o di un episodio destinato ad avere ripercussioni più ampie sul fianco orientale della Nato.































