29 Luglio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

29 Lug, 2026

Grillo contro il Movimento: «Persa l’identità, la politica lo ha cambiato»

Nel giorno della prima udienza sulla titolarità del nome e del simbolo del M5S, Beppe Grillo pubblica un duro intervento sul suo blog, attaccando il Movimento colpevole di aver perso la sua identità


Beppe Grillo torna a parlare del Movimento 5 Stelle e lo fa con un attacco durissimo a quella che considera la sua trasformazione da forza di rottura a partito ormai indistinguibile dagli altri. Nel giorno in cui a Roma si tiene la prima udienza della causa civile sulla titolarità del nome e del simbolo del Movimento, l’ex Garante affida al suo blog un intervento dal titolo “Si sono montati la testa senza leggere le istruzioni”, accusando i pentastellati di aver smarrito proprio quella «diversità» che ne aveva decretato il successo.

Il Movimento ha perso la sua identità

«Il Movimento 5 Stelle ha perso la sua identità e, soprattutto, quella “diversità” che lo aveva reso unico», scrive Grillo. «Era nato per cambiare la politica ma poi la politica ha cambiato il MoVimento». Una trasformazione che, secondo il fondatore, avrebbe progressivamente allontanato il Movimento dalle ragioni che ne avevano alimentato la nascita: «Doveva ascoltare i cittadini e ha cominciato ad ascoltare i sondaggi. Doveva occuparsi del futuro e ha finito per occuparsi delle poltrone».

Nel lungo post Grillo ripercorre quindi le battaglie originarie del Movimento, dalla democrazia diretta al reddito di cittadinanza, passando per il limite dei due mandati e la transizione ecologica. Proposte che, accusa, «con il tempo sono diventate slogan da pronunciare nei convegni e dimenticate dopo il buffet». Il problema, però, non riguarderebbe soltanto il M5S, ma una crisi più profonda del modello politico occidentale.

Secondo Grillo, infatti, il disagio prodotto da fenomeni come l’immigrazione, quando «i flussi vengono lasciati senza governo e senza integrazione», rischia di alimentare la sfiducia nelle istituzioni e di consegnare consenso a modelli autoritari. «Se pensiamo che il modello occidentale debba essere difeso, dobbiamo renderlo credibile», sostiene. Per farlo, aggiunge, occorre «tornare ad ascoltare i cittadini» e affrontare questioni come sicurezza, salute, equità, partecipazione e identità.

L’intelligenza artificiale tra le nuove sfide

Tra le nuove sfide Grillo inserisce anche l’intelligenza artificiale, destinata secondo l’ex Garante a incidere profondamente sul lavoro, sulla sanità e sulla protezione dei dati personali. «Servono risposte chiare e che guardino oltre il prossimo sondaggio», avverte.

Ma è soprattutto il rapporto tra tecnologia e democrazia a rappresentare il cuore della sua riflessione. La rete, osserva Grillo, permette oggi a milioni di persone di comunicare e votare in pochi secondi, ma la politica continua a fondarsi su una delega quasi totale ai rappresentanti eletti. La tecnologia potrebbe invece consentire una partecipazione più continua dei cittadini e un maggiore controllo sulle decisioni, «più che per eliminare la rappresentanza, per limitarne il potere». Un ritorno al modello politico orginale del Movimento, in poche parole.

È qui che arriva la conclusione più amara dell’ex Garante. «Il MoVimento era nato per affrontare tutte queste domande, poi ha cominciato a occuparsi di se stesso». Le domande, però, «non sono scomparse»: sono ancora fuori dai palazzi e, secondo Grillo, aspettano qualcuno disposto finalmente a rispondere.

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