La rincorsa di Meloni su Vannacci pone una serie di interrogativi sulla destra e il suo elettorato: siamo davvero sicuri che tutti gli italiani siano “feccia” e che rifiutino un approccio liberale a problemi come criminalità ed economia in crisi?
La destra presentabile. Per tutta la durata della vita repubblicana, la sinistra ha usato l’argomento: in Italia non c’è, non esiste, non è mai esistita. C’è stata una destra storica, dopo l’unità d’Italia, fatta da uomini di Stato con un forte senso delle istituzioni, la cui eredità è andata perduta agli inizi del Novecento, con l’avvento della società di massa. Allora, la risposta fu infatti la crisi dello Stato liberale e l’avvento del fascismo, ed è di questa destra che sarebbe erede Fratelli d’Italia.
La tradizione che manca
Si possono inserire alcuni passaggi per incupire il quadro, tirarci dentro Michelini e Almirante e la destra sociale, i rautiani e le trame nere, ma non serve, la sostanza non muterebbe: in Italia non c’è una tradizione conservatrice, gollista o popolare come nel Regno Unito, in Francia o in Spagna. E neanche il sistema politico tedesco ci somiglia: non a sinistra (noi avevamo i comunisti, loro i socialdemocratici) né a destra (fino all’AfD di questi anni, loro non hanno mai avuto un partito estremista di ispirazione o tradizione post- o neo-fascista, e in compenso non è esistita una corrente di sinistra nella Cdu, come invece nella nostra grande madre democratico-cristiana).
Il caso Roggero
Dopo la condanna di Mario Roggero e le reazioni a dir poco scomposte dei leader della destra, si è potuto dire: visto? Niente di nuovo sotto il sole. Non è bastato un Pinuccio Tatarella a ingentilire questa destra, per quanto sottili fossero i suoi disegni politici, nei primi anni della seconda Repubblica. Non è bastato lo sdoganamento di Fini da parte di Berlusconi, e la svolta di Fiuggi.
La rincorsa a Vannacci
Non è servita neppure l’esperienza di governo, se dopo quattro anni il presidente del Consiglio Meloni perde ogni freno inibitorio e si mette a inseguire il generale Vannacci nella difesa dell’orefice giustiziere, come il «cane di paglia» che, stanco dei soprusi, da uomo mite e pacifico si muta in feroce assassino, nel film capolavoro di Sam Peckinpah. Le parole dell’uno sono quasi indistinguibili da quelle dell’altra – e, va da sé, da quelle dell’immancabile Salvini –: c’è qualcosa che non va, dicono i tre, quasi all’unisono, se un uomo di 72 anni finisce in carcere solo per aver reagito all’assalto dei rapinatori.
Una destra mai cambiata?
Ma se è questa l’unica narrazione che si ode a destra – una semplificazione estrema, anzi una falsificazione, che definisce legittima difesa, non volontà di farsi giustizia da soli, l’inseguimento fuori dal negozio e i colpi sparati alle spalle – gli squilli allarmati della sinistra possono risuonare daccapo, con maligna soddisfazione: visto? Questa destra non è mai cambiata.
Un progetto politico con Vannacci
Uno vorrebbe dire che no, che è il contrario, che anzi, proprio la nascita di Futuro nazionale è la riprova che la destra è cambiata, e il cambiamento è dimostrato dal fatto che uno come Vannacci non può più stare dentro la maggioranza di governo, dentro un progetto politico che ha tutt’altro indirizzo, e ben altro approdo. In qualche dichiarazione dei giorni scorsi era sembrato, in realtà, che Meloni intendesse rimarcare una differenza, non una identità di vedute.
Il braccio violento della legge
Ma se inciampa su Roggero, se non riesce a distinguersi da Vannacci sul caso Roggero, e se poi si affretta a dare un altro segnale da braccio violento della legge, prevedendo nei confronti dei minori l’imputabilità a partire dai 14 anni, e se insomma non ha parole diverse, non è in grado di far valere un punto di vista diverso, allora la dimostrazione cade e la risposta rimane la stessa: sono sempre quelli.
Le elezioni vicine e l’economia in affanno
Certo, ci sono due punti di sofferenza nella situazione in cui si trova la Meloni, che spiegano molto. Il primo è la prossimità della competizione elettorale, che favorisce le risposte puramente propagandistiche, retoriche, declamatorie; il secondo è lo stato di difficoltà dell’economia nazionale, che favorisce le risposte panpenalistiche: retoriche pure quelle, dal momento che non risolvono e spesso aggravano i problemi che dovrebbero risolvere, ma che vengono adottate perché, senza aggravi di costi per lo Stato, danno l’impressione che il governo c’è e fa qualcosa.
Il rifiuto della cultura liberale
Il risultato è però che la destra rinuncia in questo modo a qualunque pedagogia istituzionale, educazione razionale, cultura liberale. E si adagia a pensare che i suoi elettori, beh: sono loro che non vogliono cambiare, sono loro che non ne vogliono sapere di neutralità, terzietà, garanzie, principi di civiltà giuridica e impero astratto delle leggi. Sono loro i maneschi, i violenti, i Blut und Boden. La feccia, come dice con discutibile orgoglio Vannacci. La destra impresentabile.
Una sfida all’elettorato
Ma perché? Perché questa sfiducia nel proprio elettorato? Perché, in nome di quale fedeltà abbracciare un simile destino? Il calcolo elettorale, certo. E se fosse sbagliato? E se una scelta del genere costringesse la destra in una ridotta minoritaria? Sicuro che la feccia è maggioranza, in questo Paese?
Le domande da porre
Anche queste domande possono suonare un abile strumento retorico. Allora ne propongo altre, più genuine, alle quali confesso che davvero non saprei bene cosa risponderebbe Giorgia Meloni: lei si considera liberale? O, in modo più sfumato: ci sono tratti della cultura liberale che le appartengono, e che considera ormai irrinunciabili? Sa che è esistita ed esiste una rispettabilissima destra liberale? Sa che una destra liberale non può fondare sulla reazione di Roggero la propria idea di responsabilità, o la propria idea di giustizia, o la propria idea di umanità (che non consiste, sia detto per inciso, nel reagire istintivamente, ma nel differire la reazione?) E infine: crede davvero che non sia tempo per i liberali, per una destra liberale, questo cupo secolo di ferro?





























