Lo scontro diretto tra Stati Uniti e Iran riaccende il Golfo: attacchi contro destroyer americani, raid Usa su Bandar Abbas e la minaccia di Trump contro Teheran
Il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran regge ormai solo nelle dichiarazioni ufficiali. Nello Stretto di Hormuz le due potenze sono tornate a colpirsi direttamente tra missili, droni, navi militari e raid contro siti iraniani. Donald Trump alterna aperture negoziali e minacce devastanti. Sul tavolo resta una fragile proposta per riaprire il corridoio petrolifero più importante del mondo e congelare il conflitto per 30 giorni. Ma sullo sfondo cresce il rischio di un collasso definitivo della tregua.
Lo scontro nello Stretto di Hormuz
Il Comando Centrale americano ha annunciato di aver colpito siti militari iraniani dopo quelli che Washington definisce «attacchi non provocati» contro tre cacciatorpediniere statunitensi nello Stretto di Hormuz. Secondo gli Usa, l’Iran avrebbe lanciato missili, droni e utilizzato piccole imbarcazioni contro le navi americane, senza però provocare danni. La risposta americana è stata immediata: raid contro postazioni missilistiche, basi di droni, centri di comando e nodi di intelligence iraniani.
Teheran ribalta completamente la ricostruzione. Ebrahim Zolfaghari e le forze armate iraniane, sostengono che siano stati gli Stati Uniti a violare per primi il cessate il fuoco colpendo una petroliera iraniana diretta verso Hormuz. Solo dopo, sostiene il regime, sarebbe arrivata la rappresaglia contro le unità navali americane nel Golfo.
Intanto esplosioni sono state segnalate sull’isola di Qeshm, a Bandar Abbas e perfino a Teheran. Le autorità iraniane accusano apertamente gli Stati Uniti e i «Paesi che li sostengono» di aver allargato nuovamente il conflitto.
Teheran: “‘Se vedi i denti del leone non è un sorriso”
“Se vedi i denti del leone, non presumere mai che stia sorridendo”. Sono i versi, in arabo, postati su X dal portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei. I versi sono attribuiti ad Al-Mutanabbi, poeta arabo del X secolo, considerato uno dei massimi esponenti della poesia araba classica.
Trump minimizza ma minaccia nuovi raid
Trump continua a sostenere che il cessate il fuoco sia ancora valido, nonostante lo scambio diretto di fuoco tra le due parti confermati dal Pentagono.
Parlando con i giornalisti giovedì sera durante una visita al cantiere del Lincoln Memorial Reflecting Pool a Washington, il presidente americano ha definito gli attacchi iraniani «una sciocchezza» e ha rivendicato la superiorità militare statunitense: «Li abbiamo spazzati via». Poi la minaccia: «Se il cessate il fuoco finirà, vedrete un grande bagliore uscire dall’Iran».
“If there’s no cease-fire, you’re not going to have to know. You’re just going to have to look at one big glow coming out of Iran.”
Trump ha anche definito i leader iraniani «lunatics», pazzi, chiedendo a Teheran di firmare rapidamente l’accordo proposto dagli Stati Uniti. Il presidente americano prova però anche a tenere aperta la via diplomatica. Secondo Trump i colloqui «stanno andando molto bene», anche se ha ammesso che «l’accordo potrebbe arrivare in qualsiasi momento oppure no».
Il problema politico interno per la Casa Bianca sta diventando sempre più evidente. La guerra contro l’Iran, iniziata a febbraio dopo l’ingresso diretto americano al fianco di Israele, sta diventando lunga, costosa e impopolare negli Stati Uniti. Anche una parte dei repubblicani al Congresso inizia a chiedere quando finirà un conflitto mai formalmente autorizzato dal Parlamento.
Il Post di Trump su Truth
«Tre cacciatorpediniere americani hanno appena attraversato, con enorme successo, lo Stretto di Hormuz sotto attacco. Nessun danno è stato arrecato ai tre cacciatorpediniere, ma enormi danni sono stati inflitti agli attaccanti iraniani. Sono stati completamente distrutti insieme a numerose piccole imbarcazioni, che vengono utilizzate per sostituire la loro Marina completamente decapitata. Queste barche sono finite sul fondo del mare.
I missili abbattuti
Missili sono stati lanciati contro i nostri cacciatorpediniere, e sono stati facilmente abbattuti. Allo stesso modo sono arrivati dei droni, che sono stati inceneriti mentre erano ancora in aria. Sono caduti nell’oceano in modo così bello, molto simile a una farfalla che cade nella sua tomba! Un Paese normale avrebbe lasciato passare questi cacciatorpediniere, ma l’Iran non è un Paese normale. È guidato da PAZZI, e se avessero la possibilità di usare un’arma nucleare, lo farebbero senza esitazione. Ma non avranno mai questa opportunità e, proprio come li abbiamo colpiti di nuovo oggi,

“Li colpiremo molto più duramente e molto più violentemente in futuro, se non firmeranno il loro accordo, SUBITO! I nostri tre cacciatorpediniere, con i loro meravigliosi equipaggi, torneranno ora a unirsi al nostro blocco navale, che è davvero un “Muro d’Acciaio”. Presidente DONALD J. TRUMP».
La trattativa segreta per riaprire Hormuz
Dietro gli scontri continua però una trattativa parallela. Secondo funzionari iraniani, Washington e Teheran starebbero discutendo una proposta di una sola pagina per sospendere i combattimenti per 30 giorni. Il piano prevederebbe: la riapertura dello Stretto di Hormuz al traffico commerciale, la fine del blocco americano contro porti e navi iraniane, e un mese di tregua per negoziare un accordo più ampio.
Il nodo centrale resta però il programma nucleare iraniano. Gli Stati Uniti chiedono garanzie definitive sull’arricchimento dell’uranio e sulle scorte iraniane di materiale altamente arricchito.
Trump ha sostenuto che Teheran sarebbe pronta a rinunciare alle armi nucleari e a consegnare agli Usa «la polvere nucleare», ma ha anche aggiunto che gli iraniani «dicono sì e il giorno dopo dimenticano».
Trump: “A Rubio ho detto di dire al Papa”
Al segretario di Stato americano Marco Rubio “ho detto di dire al Papa in modo molto garbato e con grande rispetto che l’Iran non può possedere un’arma nucleare. Quindi, quando si schiera in loro difesa. Gli ho detto anche di dire al Papa anche che l’Iran ha ucciso 42.000 manifestanti innocenti che non erano armati. Lo dica al Papa”. Lo ha detto Donald Trump, secondo quanto riportato dai media americani.
Petrolio, commercio globale e paura di un’escalation
Il mondo guarda soprattutto a Hormuz. Da settimane il conflitto tra Iran e Stati Uniti sta paralizzando traffici marittimi, petrolio e catene di approvvigionamento. Il blocco reciproco imposto dalle due parti ha già provocato forti tensioni sui prezzi energetici internazionali e nuove paure sui mercati.
Nelle ultime ore anche gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato di aver intercettato missili e droni iraniani. Gli attacchi contro gli Emirati stanno contribuendo a far crollare ulteriormente una tregua già fragilissima.
Anche il Libano rischia di tornare dentro la crisi. Israele ha rivendicato l’uccisione di un comandante di Hezbollah in un raid nei sobborghi sud di Beirut, il primo attacco vicino alla capitale libanese dall’entrata in vigore del cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti il mese scorso.




















