Controllo di polizia in albergo per l’eurodeputata di Avs a poche ore dal corteo “No King”. Avs attacca: gravissimo, la Questura: nessuna relazione con la manifestazione
Ilaria Salis svegliata questa mattina da due agenti per quello che si credeva un controllo preventivo in vista della manifestazione “No Kings” a Roma. La denuncia è arrivata da una nota dei leader di Alleanza Verdi e Sinistra Bonelli e Fratoianni sui social. “Nonostante lei si sia qualificata subito – spiegano – gli agenti hanno atteso quasi un’ora prima di andare via. Si tratta di una vicenda di una gravità inaudita, ancora peggiore perché avvenuta a poche ore dalla grande manifestazione di oggi pomeriggio”.
La questura di Roma è poi intervenuta a smentire la ricostruzione emersa nelle prime ore: “l’attività origina, quale atto dovuto, da una segnalazione proveniente da un paese europeo, che non consente margine di discrezionalità negli adempimenti richiesti alle autorità italiane”, dice il questore di Roma Roberto Massucci.
Che aggiunge: “Il personale intervenuto si è limitato a richiedere i documenti a lei e alla persona in sua compagnia. Nel momento in cui il personale si è reso conto che si trattava dell’europarlamentare ogni verifica è stata interrotta, senza fare accesso alla stanza d’albergo. Pertanto nessuna perquisizione e nessuno atto è stato compiuto”. “In nessun caso e in nessun modo – aggiunge la Questura – l’identificazione può essere messa in correlazione con le recenti normative approvate sull’ordine pubblico”.
La segnalazione
La segnalazione è partita della Germania. L’alert è scattato nell’ambito del sistema di segnalazioni Schengen.
Intervenendo al corteo No Kings a Piazza della Repubblica a Roma, l’eurodeputata ha detto: “Ho appreso dalla stampa che si tratta di una segnalazione da parte di un paese estero e questo fatto rende la vicenda ancora più grave perché appunto sarebbe uno Stato estero a mettere in discussione il mandato che mi è stato conferito dagli elettori e le mie prerogative parlamentari. È assolutamente gravissimo e si tratta proprio di una questione che mette in discussione la democrazia in Europa, perché oggi questo controllo lo subisco io, ma potrebbe subirlo qualunque parlamentare europeo senza nemmeno sapere le motivazioni”.


















