Rogoredo, contestato a Cinturrino anche l’omicidio premeditato. Altri due poliziotti indagati nell’inchiesta
Carmelo Cinturrino è indagato per l’omicidio – ora con l’aggravante della premeditazione – di Abderrahim Mansouri, il pusher marocchino 28enne ucciso da un colpo di pistola il 26 gennaio a Rogoredo, accanto al cui cadavere l’agente piazzò una pistola finta caricata a salve per simulare la legittima difesa.
È quanto emerge dalla richiesta di incidente probatorio del pubblico ministero Giovanni Tarzia nell’inchiesta sull’assistente capo del Commissariato Mecenate.
La Procura di Milano contesta a Cinturrino oltre 30 capi di imputazione, tra cui l’omicidio premeditato di Mansouri avvenuto a Rogoredo.

Tra le accuse al 41enne ci sono anche sequestro di persona, detenzione e spaccio di droga, estorsione, concussione, percosse, arresto illegale, calunnia, falso, depistaggio e rapina.
L’indagine si allarga poi ad altri 2 agenti del commissariato di polizia Mecenate. Le nuove iscrizioni, di cui una per falso a carico di una poliziotta, sono legate alla richiesta di incidente probatorio notificata in queste ore per convocare almeno otto testimoni, tra pusher e tossicodipendenti, in modo da cristallizzare i loro racconti. Tra le nuove accuse ci sarebbe anche quella di un arresto illegale. Gli indagati quindi, incluso Cinturrino, salgono a sette.
I capi di imputazione contro i sette poliziotti sono complessivamente 43, come emerge dalla stessa richiesta di incidente probatorio riguardo i testimoni che gravitano intorno all’area di spaccio. Cinturrino deve rispondere anche di sequestro di persona perché, in un caso, avrebbe chiuso un giovane arrestato nella stanza del commissariato “percuotendolo ripetutamente”.



















