I difensori di Sempio smentiscono l’ipotesi che la ragazza di cui parlava nel forum di seduttori fosse Chiara Poggi
La ricerca della verità sul caso dell’omicidio di Chiara Poggi, il delitto di Garlasco, è un labirinto che illude chi vi si avventura. Il delitto, dal nome del paese in cui avvenne il 7 agosto 2007, è ormai ridotto a una sigla che finisce per spersonalizzare la vittima, per la quale da quasi vent’anni due Procure e un numero indefinito di giornalisti investigativi, criminologi e blogger si affannano alla ricerca di una verità considerata più vera e giusta della precedente. Si persegue un assassino, “uno”, dopo averne processato e condannato uno, ovvero Alberto Stasi.
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La vicenda in breve
Riavvolgendo il nastro degli ultimi giorni, l’indagine aperta un anno fa dalla Procura di Pavia cancella la prima scena del crimine e ne ridisegna una nuova, a pochi ma determinanti metri da quella alla quale fu inchiodato Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni nel 2015. Chiara fu colpita anche lungo le scale mentre tentava, al termine di una impari e feroce lotta, di scampare al suo assassino che agì, scrive il pm nel nuovo capo d’imputazione, per “motivazione abbietta”. Abbietta come può essere la reazione di un predatore sessuale respinto.
Quel predatore, ovvero il killer, sarebbe Andrea Sempio. Unico iscritto nel (nuovo) registro degli indagati. Scomparsa la formula “in concorso”, i magistrati pavesi si prendono la responsabilità di ricostruire completamente la storia delle circostanze che portarono alla morte di una ragazza di soli 24 anni, le cui trame ora astratte, ora verosimili, ora campate in aria, hanno alimentato centinaia di ore di trasmissioni televisive e riempito di inchiostro migliaia di pagine di libri e giornali che scrivono e riscrivono una vicenda che appassiona e ossessiona gli italiani da 19 anni, due decenni durante i quali la prospettiva della violenza di genere è completamente mutata, sia sotto il profilo legislativo, con l’introduzione di nuove fattispecie di reato, che culturale, seppure alla luce dell’abuso mediatico che del caso Poggi si fa ogni giorno si faccia fatica a credere che sia davvero cambiato qualcosa.
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Il forum per seduttori
Tornando agli sviluppi degli ultimi giorni, “ossessione” è un’altra “nuova parola” che entra nel novero degli elementi che vanno a comporre il nuovo puzzle incompleto, come ogni indagine ancora aperta, e confusionario, come tutto ciò che finisce in pasto a ricostruzioni mediatiche più o meno plausibili. Sempio era “ossessionato” da una ragazza negli anni del delitto ed era preda di una concezione del sesso animalesca. Sempio parlava di stupro come di “necessaria affermazione” dell’aggressività del maschio che “si prende ciò che vuole”. Queste frasi, e altre tremila, sarebbero state postate da Sempio, nickname di Andrea S., attivissimo fino a una decina di anni fa sul forum online Italian Seduction Club. Altre e altrettanto inquietanti riflessioni sono finite ieri sui principali quotidiani italiani.
Tra le altre, quella in cui Andrea S. parla delle ragazze “abusate da piccole”, con una personalità deviata dai traumi e per questo tendenti a prediligere l’uomo incline alla violenza. Nel 2014, sette anni dopo l’omicidio di Chiara Poggi, Sempio scrisse sul forum d’essersi innamorato solo una volta e di avere capito tempo dopo di essersi “innamorato di una fantasia più che della ragazza” che conosceva appena. Quella ragazza non era Chiara Poggi, almeno non secondo l’avvocata Angela Taccia, la quale ha riferito di aver fatto parte della comitiva del suo assistito quand’erano ragazzi e che la giovane di cui s’era infatuato non era Chiara, ma un’altra, più giovane, e che la difesa potrebbe chiamarla a testimoniare.
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L’interrogatorio
Per ora, comunque, l’unico chiamato a parlare è Sempio. L’interrogatorio, fissato per mercoledì, avverrà a carte coperte, nel senso che, oltre a quel capo d’imputazione modificato che lo ritiene unico responsabile della morte di Chiara, non ci sono altri elementi a disposizione della difesa. Che, visto il terreno potenzialmente minato dal segreto istruttorio, potrebbe decidere di consigliare a Sempio di avvalersi della facoltà di non rispondere. Un silenzio funzionale alla discovery degli atti secretati mentre è in atto, a reti unificate, un totomovente che passa anche da quelle chat ieri finite sui giornali e che, già in passato, il perito informatico trasmise al pm che pare non le ritenne interessanti.
Il contenuto di quel forum viene ora inquadrato sotto la luce del profilo che del killer ha tracciato il RACIS: così che il pm potrebbe aver tratteggiato il movente, il rifiuto a un approccio sessuale che esclude il concorso di altre persone nell’omicidio. Tra quarantott’ore il quadro sarà più chiaro. Alla convocazione di Sempio coincide infatti il deposito degli atti e sarà possibile accedervi.
E se, dopo le evidenze scientifiche, ovvero l’impronta in casa Poggi e il DNA sotto le unghie della vittima, dovessero emergere elementi inediti che indichino in modo credibile che l’autore del delitto è un altro, Alberto Stasi potrà chiedere la revisione del processo che, nel suo caso, a condanna ormai scontata, significherebbe riabilitazione e ristoro dei danni, incalcolabili. Per la famiglia di Chiara Poggi la nuova ricostruzione è “irreale” e non è suffragata da alcun elemento: “solo un nuovo fronte di scontro mediatico e giudiziario”, le parole del legale dei genitori.


















